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Russia choc contro l'Occidente, la tv di Stato: «Si estingueranno grazie alle comunità LGBT, smetteranno di riprodursi»

Venerdì 22 Luglio 2022
Russia choc contro l'Occidente, la tv di Stato: «Si estingueranno grazie alle comunità LGBT, è la selezione naturale»

I media occidentali stanno riducendo lo spazio per la guerra tra Russia e Ucraina, ma a Mosca l'odio per Stati Uniti ed Europa è rimasto intatto. E su Rossya1, la tv di stato che fa direttamente capo al Cremlino, continuano gli attacchi e le minacce. Protagonista dell'ultimo episodio è stata Olga Skabeyeva, soprannominata la "bambola di ferro" di Vladimir Putin. Durante il programma "60 minuti", si è trattato il tema delle comunità LGBT. «In linea di principio, le nazioni americane e occidentali si stanno avvicinando alla scomparsa - le sue parole riportate dalla BBC -. Ad un certo punto queste persone smetteranno semplicemente di riprodursi e di conseguenza si estingueranno. Selezione naturale, resterà solo il meglio», ha detto. 

 

Olga Skabeyeva, la bambola di ferro di Putin

Non è la prima volta che Olga Skabayeva (giornalista russa di 37 anni) si è fatta notare per uscite infelici. La scorsa settimana, dopo la notizia della crisi governativa in Italia, ha provato a predire chi sarà il prossimo leader europeo a cadere: «Scholz preparati». Il tema delle comunità LGBT in Russia è uno specchio abbastanza chiaro di una cultura decisamente poco tollerante. Recentemente i legislatori hanno proposto di estendere il divieto di promozione di rapporti sessuali "non tradizionali" ai minori, per includere anche gli adulti.

In base alle modifiche proposte, qualsiasi evento o atto considerato un tentativo di promuovere l'omosessualità potrebbe incorrere in una sanzione. L'omosessualità è stata un reato penale in Russia fino al 1993 e classificata come malattia mentale fino al 1999. Putin si è allineato strettamente con la Chiesa ortodossa - che rifiuta le relazioni omosessuali - e ha inserito il suo conservatorismo sociale in una narrativa di rinascita politica e culturale russa che ora viene utilizzata anche per giustificare l'invasione dell'Ucraina.

Ultimo aggiornamento: 23:53 © RIPRODUZIONE RISERVATA