Ritirata dei russi, le città dell’est tornano all’Ucraina. Mosca: «Ci stiamo solo riorganizzando»

Ucraina, guerra in diretta
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Sabato 10 Settembre 2022, 11:11 - Ultimo agg. 11 Settembre, 09:14
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La bandiera gialla come i campi di grano e azzurro cielo, simbolo di pace, sventola sui tetti. «Kupiansk è Ucraina. Gloria alle forze armate», esulta sui social la consigliera del presidente del Consiglio regionale di Kharkiv, Nataliya Popova. È l’annuncio della liberazione della città, occupata dai russi il 27 febbraio e diventata snodo fondamentale per gli approvvigionamenti delle truppe di Mosca. È caduta così come Izyum, dove sempre ieri le milizie ucraine hanno costretto le forze del presidente Vladimir Putin a ritirarsi. «Abbiamo appena iniziato a sgomberare la città. Sono arrivate le prime unità militari», informa un portavoce della Brigata Bohun. «I russi sono fuggiti e hanno lasciato armi e munizioni». A terra, racconta, c’erano anche alcune divise dei disertori.

Guerra, la controffensiva ucraina rompe il fronte russo: ripresi mille chilometri. «Mosca sta pagando un prezzo alto»

SMOBILITAZIONE
Il fronte orientale dell’Ucraina invaso da oltre cinque mesi si sgretola, crollando lungo una linea lunga un centinaio di chilometri da sud di Kharkiv fino al Donbass. Cedono Shevchenkovo e Balakliya, mentre la controffensiva ucraina procede verso Lysychansk e le truppe arrivano alla periferia di Lugansk, conquistata a inizio luglio dai russi dopo una dura battaglia. «Sono convinto che dopo qualche altro successo al fronte, anche piccole vittorie, i soldati russi cominceranno a scappare», prevede il ministro della Difesa ucraino Oleksii Reznikov, intervistato dall’agenzia stampa RBC-Ukraine. Di certo l’operazione lanciata da Kiev il 6 settembre per riconquistare il terreno perso nel nord est del Paese è a un punto di svolta.

Anche se i russi tentano di minimizzare: «Le truppe si stanno riorganizzando nei pressi di Balakliya e Izyum per aumentare gli sforzi in direzione di Donetsk, in modo da raggiungere gli obiettivi dell’operazione militare speciale di liberare il Donbass», afferma il ministero della Difesa di Mosca, citato da Interfax. Secondo l’agenzia di stampa statale Ria Novosti le autorità russe di Kupiansk «restano in città nonostante i bombardamenti, mentre è in corso l’evacuazione della popolazione». Tra i filorussi però serpeggia il malcontento e rimbalzano le accuse di «errori dell’alto comando» lanciate dal primo viceministro dell’Informazione dei separatisti del Donetsk, Danylo Bezsonov. Il capo dell’amministrazione filorussa di Izyum, Vladimir Sokolov, ammette che «la situazione è molto difficile. Nelle ultime due settimane la città è stata sotto continui bombardamenti delle forze ucraine con munizioni straniere: lanciarazzi Himars e obici M777 da 155 mm hanno causato distruzione e un gran numero di morti e feriti». L’avanzata di Mosca, come segnala l’intelligence britannica nel suo rapporto, sarebbe quindi schiacciata verso la linea di confine: i soldati di Kiev sono riusciti a incunearsi «fino a 50 chilometri nel territorio precedentemente controllato dalla Russia», perciò le milizie nemiche attorno a Izium «sono sempre più isolate» e la riconquista di Kupiansk rappresenta «un duro colpo per il Cremlino perché si trova lungo i percorsi di rifornimento».

La liberazione della città viene considerata la vittoria più significativa degli ucraini dopo il ritiro di Mosca dalla regione di Kiev. Mentre per Vladimir Putin è una sconfitta bruciante. Kupiansk si trova lungo quella che era la linea del fronte tra i due eserciti e il think tank americano Institute for the study of war la definisce «uno snodo logistico chiave». Una mappa condivisa su Twitter da Veli-Pekka Kivimaki, analista dei servizi finlandesi, evidenzia come molte linee ferroviarie del nord est dell’Ucraina passino infatti da qui.


DEVASTAZIONE
Sempre nell’Est del Paese, le truppe di Kiev sono entrate ieri nel villaggio di Grakove e si sono trovate di fronte la devastazione: tralicci elettrici abbattuti, cavi sparsi sul terreno, case sventrate, crateri di bombe. La strada da Kharkiv è disseminata di scheletri di auto bruciate o schiacciate dai carri armati. Ma per i filorussi si tratta di fake news diffuse da Kiev «per seminare il panico». Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky sintetizza i risultati del contrattacco: le truppe hanno ripreso il controllo di oltre trenta città e villaggi nella regione di Kharkiv, la stima è di 2.500 chilometri quadrati di territorio. Ieri ha avuto un lungo colloquio con il presidente francese Emmanuel Macron, nel quale è stata affrontata la situazione critica di Zaporizhzia. «La nostra posizione è che l’unico modo per proteggere l’Europa da un disastro nucleare è smilitarizzare l’impianto», rilancia Zelensky su Twitter. Sul versante diplomatico, intanto, l’Occidente continua a manifestare il suo sostegno con la visita a sorpresa della ministra degli Esteri tedesca, Annalena Baerbock: «Mi trovo a Kiev per dimostrare che possono continuare a contare su di noi».

 

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