Alle elezioni il sindaco uscente si candida contro la sua donna delle pulizie, ma perde

Lunedì 26 Ottobre 2020 di Stefania Piras
Il sindaco uscente voleva un avversario debole ma ha fatto male i conti

Care, vecchie elezioni. Funzionano ancora e regalano risultati sorpredenti, a volte, come a Povalikhino, un piccolo centro rurale di 250 abitanti a 500 chilometri da Mosca in Russia dove è stata eletta sindaca la 35enne Marina Udgodskaya. Lei, la polvere del municipio, prima di queste votazioni non la conosceva così come urlano ai quattro venti gli sfidanti alle amministrative che di solito promettono di fare pulizia. Lei, il municipio e l'ufficio del sindaco, prima delle elezioni, lo puliva e basta. Ma davvero. Ha vinto le elezioni quando il primo cittadino uscente, Nikolai Loktev,  esponente del potente partito di Vladimir Putin, Russia Unita, non disponendo di avversari e pensando di vincere facile, le ha proposto di sfidarlo. E però poi, la sua avversaria lo ha battuto: ha vinto con il 62% delle preferenze. E lui ha perso.

Una storia che ha fatto atterrare elicotteri e giornalisti nel Paese dove Aleksei Navalny non può candidarsi perché avvelenato, e nel piccolo paesino che ha fatto una piccola rivoluzione eleggendo la donna delle pulizie del Comune. Loktev prima di chiedere a Marina Udgodskaya aveva chiesto di correre anche al suo assistente al municipio e a un membro del Partito comunista. Aveva ricevuto dei secchi no. 

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Marina, prima sorpresa e anche un po' infastidita dalla curiosità suscitata dalla stampa, ha detto: «Una donna delle pulizie è sempre un essere umano, no?». Certo, è che non ci si aspettava che si candidasse a sindaco.  Marina ora ha più che raddoppiando il suo stipendio: da 14mila rubli passa a 29mila. 

 

 

E quando la neosindaca, seduta sulla poltrona del suo ex capo, ha incontrato il reporter di RadioFreeEurope che le ha chiesto chi farà le pulizie in Comune ora, lei ha risposto: «Vedremo, non si può assumere chiunque, è un lavoro di responsabilità». 

 

 

 

Una sorpesa persino per il Cremlino che è abituato a schierare oppositori deboli alle competizioni elettorali. 

 

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