Santorini, trovati in Turchia i primi cadaveri dell'eruzione che cambiò la storia d'Europa

Domenica 16 Gennaio 2022 di Mariagiovanna Capone
Santorini, trovati in Turchia i primi cadaveri dell'eruzione che cambiò la storia d'Europa

La storia e i rilievi geologici narrano di un'eruzione vulcanica sull'isola mediterranea di Santorini incredibilmente distruttiva avvenuta 3.600 anni fa. È nota come una delle più grandi catastrofi conosciute dall'uomo, al punto da rappresentare un punto di svolta della storia delle comunità del Mediterraneo. Gli archeologi ritengono infatti che fu l'inizio della distruzione della civiltà minoica che all'epoca governava l'interno bacino, e avrebbe aperto la strada all'ascesa dei greci rivali, alla loro lingua e cultura. Il disastro è stato studiato e dibattuto da scienziati e storici per secoli, ma c'è sempre stato un problema: nessuno ha mai trovato i resti di nessuna delle sue vittime. Stavolta però ci sono le prove. In Turchia sono stati riportati alla luce i resti di un uomo e di un cane uccisi da uno tsunami innescato dall'eruzione del vulcano Thera a Santorini proprio 3.600 anni fa. Gli scheletri sono stati ritrovati dagli archeologi durante gli scavi a Çesme-Baglararas, un sito della tarda età del bronzo vicino alla baia di Çesme, sulla costa occidentale della Turchia. Nonostante l'eruzione di Thera sia uno dei più grandi disastri naturali nella storia registrata, questa è la prima volta che vengono portati alla luce i resti delle vittime. Inoltre, la presenza dei depositi di tsunami a Çesme-Baglararas mostra che qui sono arrivate grandi onde distruttive. Finora, sulla base delle prove disponibili, si presumeva che quest'area del Mediterraneo avesse ricevuto solo ceneri dall'eruzione di Thera. 

Invece, ci sono le prove che l'area della baia di Çesme sia stata colpita da una sequenza di tsunami che hanno devastato gli insediamenti locali. Il tutto è stato documentato sulla rivista scientifica Proceedings of the National Academy of Sciences. L'eruzione di Thera fu uno dei più grandi eventi vulcanici accaduti sulla Terra, che con le sue eruzioni esplosive e i conseguenti tsunami hanno posto fine alla civiltà minoica nella vicina Creta. Sulla base della datazione al radiocarbonio dei depositi di tsunami a Çesme-Baglararas, lo studio condotto dall'archeologo Vasf Sahoglu dell'Università di Ankara e da un team di studiosi internazionale ritiene che l'eruzione del vulcano sia avvenuta non prima del 1612 a.C. «L'eruzione di Thera della tarda età del bronzo è stata uno dei più grandi disastri naturali a cui si è assistito nella storia umana. Il suo impatto, le sue conseguenze e la sua tempistica hanno rappresentato un tema dominante sugli studi mediterranei per quasi un secolo» spiega Sahoglu. «Nonostante l'elevata intensità dell'eruzione e la capacità di generare tsunami, sono stati segnalati pochi depositi di tsunami. Al contrario, le descrizioni dei depositi di pomice, cenere e coltri piroclastiche sono ampiamente pubblicate». 

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Tra i sedimenti del sito di Çesme-Baglararas, i ricercatori hanno trovato i resti di pareti danneggiate un tempo parte di una fortificazione di qualche tipo, insieme a strati di macerie e sedimenti caotici caratteristici dei depositi di tsunami. All'interno di questi c'erano due strati di cenere vulcanica, il secondo più spesso del primo, e uno strato ricco di ossa contenente carbone e altri resti carbonizzati. Secondo gli studiosi, i depositi rappresentano almeno quattro inondazioni consecutive di tsunami, ciascuna separata ma comunque risultante dall'eruzione di Thera. Tracce di fosse deformi scavate nei sedimenti dello tsunami in vari punti del sito di Çesme-Baglararas rappresentano, secondo i ricercatori, «uno sforzo per recuperare le vittime dai detriti dello tsunami. Lo scheletro si trovava a circa un metro sotto una fossa del genere». 

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