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Severodonetsk assediata, perché è strategica per Putin? «Così si rischia una nuova Mariupol»

Martedì 24 Maggio 2022
Ucraina, la guerra per l'est: perché Severodonetsk è strategica per Putin. «Si rischia una nuova Mariupol»

Prima della guerra Severodonetsk aveva circa 100mila abitanti. Ora è una delle ultime roccaforti rimaste all'Ucraina nelle regioni dell'est, e per questo è diventata l'obiettivo strategico di Putin e rischia di trasformarsi in una nuova Mariupol.

Da giorni la città è sotto bombardamenti costanti e attacchi pesanti dell'artiglieria russa che cercano di sfondare le linee ucraine.  «La situazione qui è difficile perché l'esercito russo ora sta impegnando tutte le sue forze per catturare la regione di Luhansk», ha detto lunedì il governatore della regione Serhiy Haidai alla televisione ucraina mentre il presidente Zelensky ha sottolineato che a est si stanno concentrando i combattimenti più sanguinosi, con circa 100 soldati ucraini uccisi ogni giorno. 

 

Severodontesk, perchè è strategica per Putin

Dopo che Mariupol è stata presa, le truppe russe stanno tentando l'avanzata ad est, circondando Severodonetsk. La presa della città aprirebbe le porte a Putin per il controllo del Donbas, che comprende le regioni di Donetsk e Luhansk e che è uno dei primi obiettivi del Cremlino.

Ma oltre alla sua posizione geografica Severodonetsk è importante anche per un altro motivo. Nell'equilibrio della guerra infatti, le truppe russe hanno accumulato una serie di fallimenti - come la mancata presa di Kiev e la perdita di Kharkiv - solo in parte recuperati dalla presa di Mariupol. Per questo lo sforzo ad est è molto importante per portare a casa delle vittorie in grado di tenere alto il morale delle truppe. Una nuova perdita sarebbe infatti «devastante per il loro morale e la loro posizione strategica» come spiega il governatore ucraino Haidai.

Una nuova Mariupol

Secondo Matthew Schmidt, professore associato di sicurezza nazionale e scienze politiche presso l'Università di New Haven nel Connecticut la tattica utilizzata contro la città e all'est non è più quella di una guerra "Strategica" "chirurgica", anche perchè Putin ha perso alcuni dei suoi migliori generali, ma di una "terra bruciata" basata solo sulla prevalenza delle armi. I russi stanno cercando di travolgere gli ucraini con la potenza di fuoco «facendosi strada a colpi di mazza» afferma Schmidt. «Ci sono bombardamenti 24 ore su 24 e sfortunatamente l'esercito russo ha scelto la tattica della terra bruciata contro la città di Severodonetsk: stanno semplicemente distruggendo sistematicamente la città. Tutto viene costantemente bombardato» ha spiegato Haidai in un'intervista postata sul suo canale Telegram.  Il rischio di una nuova Mariupol è dunque concreto, come ha affermato anche il difensore civico per i diritti umani Lyudmila Denisova.

Il ponte crollato

Sabato le truppe russe hanno distrutto un ponte su Severodonetsk, rendendo più difficile evacuare le persone e portare rifornimenti. Ora solamente un ponte collega la città al resto del mondo: se anche quello crollerà la città resterà isolata e priva di rifornimenti per resistere all'assedio.

Severodonetsk è una battaglia decisiva, ma non vale l'intera guerra: se anche venisse presa, ha osservato Haidai  nell'intervista, il costo di tale operazione sarebbe altissimo anche per i russi. E gli ucraini potrebbero ripiegare in una posizione offensiva mantenendo la pressione sulla Russia. 

 

Ultimo aggiornamento: 25 Maggio, 12:18 © RIPRODUZIONE RISERVATA