Simula il suicidio per evitare il carcere per frode, condannato per la seconda volta

Domenica 10 Ottobre 2021 di Marta Ferraro
Simula il suicidio per evitare il carcere per frode, condannato per la seconda volta

Un uomo del Massachusetts è stato condannato a più di quattro anni di carcere per aver tentato di frodare il governo degli Stati Uniti, richiedendo prestiti per gli aiuti concessi alle imprese in difficoltà a causa del COVID-19, tuttavia le stesse non erano di sua proprietà e per evitare la detenzione ha inscenato il suicidio, secondo quanto riportato dall'ufficio del procuratore del Rhode Island e riportato dai media locali.

David Adler Staveley, 54 anni, noto anche come Kurt David Sanborn, è la prima persona accusata negli Stati Uniti di aver richiesto in modo fraudolento prestiti per le piccole imprese a causa della pandemia. Staveley e il suo complice, David Andrew Butziger, avevano dichiarato di possedere tre ristoranti e una società di servizi, prendendo così in prestito quasi 600.000 dollari da una banca. Tuttavia, i due ricorrenti non possedevano le suddette attività, due quali erano addirittura chiuse al momento della richiesta del prestito.

Staveley è stato processato e posto agli arresti domiciliari nel maggio 2020. Tuttavia, ha rimosso il dispositivo di monitoraggio elettronico e ha fatto finta di essersi tolto la vita. Per dare più credibilità al suo piano, ha lasciato la sua auto vicino all'oceano con la sua borsa e una lettera di addio all'interno.

Secondo il Federal Bureau of Investigation, tra il 26 maggio e il 23 luglio 2020, Staveley ha viaggiato in vari paesi degli Stati Uniti sotto falsa identità e con la targa di un'auto rubata. Il 23 luglio 2020 è stato arrestato dallo sceriffo della città di Alpharetta, in Georgia.

Staveley è stato condannato a 56 mesi di carcere e tre anni di libertà vigilata. Dal canto suo, Butziger si è dichiarato colpevole nel settembre 2020 e sarà condannato il prossimo 1° novembre.

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