Siria, pilota russo abbattuto si fa esplodere e uccide jihadisti: «Questo è per i nostri ragazzi»

di Federica Macagnone


Abbattuto da un missile terra-aria mentre volava a quattromila metri d'altezza su Idlib, in Siria, ed espulso dal suo jet da combattimento Sukhoi 25SM, una volta a terra il 33enne maggiore dell'aeronautica militare russa Roman Filipov è stato circondato dai ribelli jihadisti che lo avevano colpito e contro i quali stava effettuando una missione. Rimanendo in contatto radio con la base aerea russa a Khmeimim, in Siria, ha cominciato a sparare, uccidendo due jihadisti, ma ben presto, vedendosi accerchiato, ha capito di non avere più speranze. A quel punto, come riferisce il Cremlino, ha impugnato una granata, ha urlato ai nemici “Questo è per i nostri ragazzi!” e si è fatto esplodere per non cadere prigioniero, uccidendo così altri ribelli vicini a lui. Alcune scene di quei momenti sono state filmate in un video girato dai militanti del gruppo Al-Nusra di Al-Qaeda. In altre immagini si vedono i ribelli festeggiare accanto al relitto dell'aereo in fiamme. Il sacrificio del maggiore Filipov, che lascia la moglie e una figlia di quattro anni, è valso all'ufficiale il riconoscimento postumo della più alta onorificenza del Cremlino: la medaglia “Eroe della Russia”.


Il portavoce del governo, Dmitry Peskov, ha detto che è ancora presto per dire chi abbia fornito gli armamenti utilizzati dai ribelli per abbattere l'aereo, ma che è comunque molto preoccupante che missili di quel tipo siano caduti nelle loro mani. La Russia, che sostiene il governo siriano a Idlib, dove le forze del presidente Bashar Al-Assad combattono contro il Fronte di Al-Nusra, dopo la morte di Filipov hanno intensificato le loro incursioni aeree nelle città della provincia in mano ai ribelli. Secondo fonti della difesa civile a Idlib, i raid avrebbero colpito le città di Kafr Nubl, Maasran, Saraqeb, Maarat al Numan e Idlib, causando molti morti e dozzine di feriti. Testimoni e residenti raccontano che un ospedale è stato colpito a Maarat al Numan, mentre alcuni edifici residenziali sono stati danneggiati o addirittura rasi al suolo: i video girati dai soccorritori mostrano bambini portati via in barella dall'ospedale dagli addetti alla protezione civile, mentre altri volontari lavorano per spegnere un incendio. Il ministero della Difesa russo, dal canto suo, nega di aver attaccato i civili e afferma di avere come unico obiettivo i militanti islamici intransigenti della Siria.
Lunedì 5 Febbraio 2018, 19:37 - Ultimo aggiornamento: 06-02-2018 15:22
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