Spagna, spesa sociale e più tasse ai ricchi: la finanziaria targata Sanchez-Iglesias

Martedì 27 Ottobre 2020 di Elena Marisol Brandolini
Spagna, spesa sociale e più tasse ai ricchi: la finanziaria targata Sanchez-Iglesias

«Una finanziaria progressista e di paese, eccezionale perché in tempi di pandemia e per il volume di risorse impegnate»: sintetizza così il presidente dell’Esecutivo spagnolo Pedro Sánchez il valore del progetto di bilancio per il 2021, dopo l’accordo raggiunto alla mezzanotte di ieri tra Psoe e Unidas Podemos. Perché questa è anche la prima finanziaria della coalizione di governo, come dimostra il fatto che a presentarla, nelle prime ore di questa mattina, ci sia anche il vicepresidente Pablo Iglesias: «Oggi immaginiamo una nuova epoca di politica economica in Spagna – sostiene il leader della formazione viola - che lascia indietro le politiche neo-liberiste, nel solco delle scelte dell’Unione Europea».

Una nuova finanziaria che se approvata, lascia indietro quanto meno quella del ministro Montoro ai tempi del governo Rajoy, che finora ha retto le finanze pubbliche. Una manovra di bilancio per il prossimo anno che prevede un’immissione di quasi 240 miliardi per finanziare la spesa sociale (oltre il 10% in più), compresi i quasi 27 miliardi della prima quota di aiuti europei dal Recovery Fund, propone nuove misure di equità impositiva e sospende le regole del patto fiscale europeo per il 2020 e il 2021, per rispondere alle quattro priorità della transizione ecologica, della digitalizzazione dell’economia, della coesione territoriale e sociale e dell’eguaglianza di genere.  

I dati macro-economici della Spagna stimati dal governo indicano una riduzione del Pil per il 2020 pari all’11,2% (era il +2% nel 2019) e un recupero nel 2021 del 9,8%, compreso l’effetto generato dai fondi europei (altrimenti limitato al 7,2%); un aumento del tasso di disoccupazione pari al 17,1% per l’anno in corso (contro il 14,1% del 2019) e una sua limitata riduzione al 16,3% nel 2021, per un effetto inerziale dovuto alla ripresa dell’attività economica e alle misure assunte per il suo rilancio. Il deficit pubblico passerebbe dall’11,3% di quest’anno (era il 2,8% nel 2019) al 7,7% nel 2021, mentre il debito pubblico passa dal 95,5% dello scorso anno al 118% del 2020.

Nel primo pomeriggio, tocca alla portavoce del governo e ministra delle Finanze María Jesús Montero illustrare i termini della finanziaria nelle sue componenti di spesa e di entrate. Le partite sociali interessate da un aumento di risorse sono le pensioni (rivalutazione di quelle contributive e aumento di quelle non contributive), le retribuzioni pubbliche (rivalutate dello 0,9%), le politiche contro la povertà infantile (+59%), le politiche di conciliazione con l’ampliamento dei permessi di paternità, il sostegno alle persone non autosufficienti, il consolidamento del Reddito Minimo Vitale mantenendo permanente il requisito dei redditi in corso d’anno per far fronte a repentine perdite di lavoro.

Le risorse per i servizi sociali crescono del 70%, più di 500 milioni sono destinati alle borse di studio per favorire la formazione universitaria, la spesa in sanità cresce del 75%, oltre 3 miliardi in più e la politica abitativa aumenta il proprio budget del 25%, mentre è prevista una regolarizzazione del prezzo degi affitti nelle grandi città. Vengono sotenute le politiche di Innovazione e Ricerca, delle infrastrutture, dei settori più danneggiati dalla pandemia come il turismo e la cultura, dell’industria e della sua riconversione ecologica. Le entrate fiscali crescono nel 2021 di quasi il 30%, sostanziandosi, tra l’altro, in: una limitazione dell’esenzione sui dividendi delle Società; l’aumento di 2 punti dell’IRPEF per i redditi da lavoro superiori ai 300.000 euro annui e l’incremento di 3 punti per i redditi da capitale superiori ai 200.000 euro, misure che danno un gettito di 500 milioni di euro circa e interessano lo 0,17% del totale dei contribuenti; la crescita dell’aliquta sul patrimonio uguale o superiore a 10 milioni di euro dal 2,5% al 3,5%.

Sarà importante vedere ora come verrà accolto il progetto di bilancio 2021 in parlamento. La finanziaria è sempre la legge principale per qualunque governo e in tempi di pandemia diventa uno strumento essenziale per rilanciare l’economia e proteggere le fasce più deboli della popolazione. Ma in Spagna è anche il catalizzatore di tutti i nodi presenti nella politica che ne condizionano il varo, dalla tenuta della maggioranza di governo al rapporto tra governo e opposizione.

Ultimo aggiornamento: 28 Ottobre, 17:03 © RIPRODUZIONE RISERVATA