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Sri Lanka nel caos, 7 morti e 220 feriti durante le proteste: premier e governo lasciano il Paese in bancarotta

Martedì 10 Maggio 2022 di Cristiana Mangani
Sri Lanka nel caos: 7 morti e 220 feriti durante le proteste: premier e governo lasciano il Paese in bancarotta

Poteva essere la vittoria pacifica di un popolo che, per un lungo mese, ha protestato senza violenza, chiedendo le dimissioni del premier e del presidente dello Sri Lanka, accusati di avere portato il Paese alla bancarotta e causato la più seria crisi economica dall'Indipendenza, nel 1948. Invece, le dimissioni del premier Mahinda Rajapaksa sono arrivate, ma nelle stesse ore è scattata una spirale di violenza che rischia di aggravare una situazione già molto compromessa. La fase nuova aperta in Sri Lanka ha un solo titolo: “caos”.

Sri Lanka nel caos: 7 morti e 220 feriti durante le proteste anti-governo. Assediata base navale per impedire la fuga dell'ex premier

IL CAOS 

Questa mattina all'alba l'esercito ha trasferito in un luogo sicuro Rajapaksa. Per tutta la notte Temple Tree, la sua residenza nella capitale Colombo, è stata assediata da migliaia di manifestanti, penetrati nel giardino dopo avere divelto i cancelli. L'evacuazione è arrivata al termine di una giornata di violente proteste con cinque morti, tra cui un deputato, e almeno 200 feriti. 

Il presidente Gotabaya Rajapaksa ha accordato poteri speciali ai militari per ripristinare l'ordine nell'isola di fronte alla costa meridionale dell'India. Nel Paese senza governo, dove i 22 milioni di abitanti da settimane non riescono a procurarsi cibo, generi di prima necessità, carburante, farmaci, tutti i poteri sono adesso nelle sue mani. Rajapaksa è il fratello del premier dimissionario.

Oggi l'isola ha visto ovunque disordini, incendi a ogni angolo di strada, autobus rovesciati, e pesanti interventi della polizia che ha caricato i manifestanti, sparando gas lacrimogeni e cannoni d'acqua: al momento, il bilancio, secondo l'ultimo conteggio della polizia, è di cinque morti, tra cui un politico che si è suicidato mentre era circondato dalla folla, e almeno 150 feriti.

 

LE PROTESTE 

Tutto è cominciato nelle prime ore della mattina di ieri a Colombo, la capitale, quando gruppi di sostenitori del governo sono entrati nell'accampamento allestito davanti al Palazzo presidenziale e hanno distrutto tende, cartelli, postazioni. Coincidenza, nelle stesse ore il premier stava rassegnando le dimissioni, seguito a poca distanza da tutti i membri del governo. Difficile prevedere gli sviluppi politici: il paese è ormai difficile da gestire e in pochi ambiscono a ereditarlo. In aprile il governo ha ammesso di non poter ripagare il debito estero, pari a 52 milioni di dollari, e ha dichiarato un default tecnico con l'Fmi che ha posto condizioni molto rigide per un aiuto finanziario e una crisi umanitaria alle porte mentre la popolazione è esasperata, contro tutti.

Ieri unn gruppo di attivisti antigovernativi ha bloccato l'ingresso dell'aeroporto internazionale di Bandaranaike, a 35 km dalla capitale, per impedire che i politici filogovernativi possano lasciare il paese. Le massime autorità religiose del paese, dal leader buddista Omalbe Thera, all'Arcivescovo di Colombo, reverendo Malcolm Ranjith, hanno lanciato un appello congiunto alla calma, condannando le violenze.

GOVERNO IN FUGA

Sajith Premadasa, il leader dell'opposizione, si è dichiarato disposto a mettersi al servizio e a formare un nuovo governo. Ma lui stesso, è stato travolto da una folla antisistema che ha circondato la sua auto e lo ha costretto a fuggire. Molti osservatori prevedono solo anarchia e confusione, con pogrom contro i Rajapaksa e i loro sostenitori, e polizia ed esercito non in grado di difendere tutti. Nonostante il coprifuoco, varie residenze di politici sono state prese d'assalto, mentre le forze di sicurezza hanno dovuto difendere da un attacco anche Temple Tree. Quando il premier si è dimesso, lo Sri Lanka è insorto. 

Sempre oggi una folla di persone ha messo sotto assedio la base navale di Trincomalee, dove si è detto che potrebbe aver trovato rifugio l'ex premier, pronto a fuggire dal Paese via mare, insieme ad alcuni parenti. Il quotidiano di Colombo Daily Mirror, che ha dato la notizia, ha aggiunto che la casa di famiglia dell'ex premier a Kurunegala è stata data alle fiamme, così come il monumento in onore di D A Rajapaksa, padre dell'ex premier e del presidente Gotabaya a Medamulana.

Il numero due della polizia srilankese, l'ispettore generale Deshabandu Tennakoon, è finito in ospedale dopo che la sua automobile è stata incendiata dalla folla nei pressi della residenza ufficiale del premier, a Colombo. Le agenzie riferiscono che, per disperdere la folla, i poliziotti hanno dovuto sparare in aria, lanciare gas lacrimogeni e bombe d'acqua.

Un portavoce dell'esercito ha fatto sapere che, terminata la messa in sicurezza dell'ex premier e dei suoi familiari, almeno dieci molotov sono state trovate disseminate nel giardino. Nella notte decine di abitazioni di sostenitori del governo sono state date alle fiamme. I manifestanti chiedono anche le dimissioni del presidente perché considerato, assieme al premier, responsabile di aver portato il Paese alla bancarotta, causando la più grave crisi economica dall'Indipendenza del 1948.

 

Ultimo aggiornamento: 19:01 © RIPRODUZIONE RISERVATA