«Urlava Allah Akbar», il terrorista di Strasburgo ferito e ricercato in Germania

Giovedì 13 Dicembre 2018 di Francesca Pierantozzi

PARIGI - È armato, ferito, potrebbe tornare a colpire, essere dovunque, in uno dei monolocali delle case popolari di Hohberg, alla periferia sud di Strasburgo, o in Germania, nel Bade Wurtenberg o magari in Renania. Potrebbe essere in fuga, o nascosto. Ieri sera due elicotteri, 720 uomini del Raid, il corpo speciale della gendarmeria, delle Bri, le brigate d'intervento della polizia giudiziaria, e militari del dispositivo antiterrorismo Sentinelle, erano sempre dietro a Cherif Chekat.

«Brancoliamo nel buio» ha ammesso in tarda serata a Europe 1 una fonte del ministero dell'Interno. Mentre i posti di blocco al confine si estendono ormai anche in territorio tedesco. La città di Strasburgo è in lutto e ancora sotto assedio: blocco perimetrico lo chiama la polizia. Il mercato di Natale resta chiuso ancora oggi. Molti negozi hanno rinunciato ad aprire. Nella rue des Savons ieri mattina qualcuno puliva ancora il sangue lasciato dalle vittime di Chekatt. Il racconto della sua corsa omicida per le stradine del centro disegna il ritratto di un uomo freddo, metodico, capace di uccidere e di far fronte alle forze dell'ordine. Chekatt ha puntato alla testa delle sue vittime, sparando in molti casi a bruciapelo, o alla nuca, come un'esecuzione. Quando doveva ricaricare l'arma, continuava l'attacco con il coltello, sgozzando, pugnalando all'addome. Tre persone hanno cercato di fermarlo, gli si sono buttati contro: invano. Uno di loro è rimasto a terra, colpito più volte col coltello. «Hanno tentato di bloccarlo ha detto il ministro dell'Interno Castaner sono gli eroi ordinari. Questo significa essere cittadini».
 
Quando si è trovato davanti quattro militari Chekatt non ha esitato a sparare. Ferito al braccio è riuscito a fuggire su un taxi e a farsi portare a Neudorf, il quartiere che conosce meglio, dove abita la sua famiglia e dove era tornato ad abitare. Qui ha incrociato un'altra pattuglia di poliziotti: di nuovo uno scontro a fuoco e di nuovo è riuscito a fuggire. Chekatt gridava Allah Akbar, quando colpiva. Diversi testimoni lo hanno confermato. Il sottosegretario all'interno Nunez continua però a mostrarsi cauto («i suoi moventi non sono chiari») , anche se il procuratore di Rémy Heitz, responsabile dell'antiterrorismo che ieri ha tenuto la sua prima conferenza stampa, non sembra avere dubbi: «Il terrorismo ha di nuovo colpito il nostro paese». E ha colpito in modo terribile: tre morti, dodici feriti, di cui tre in condizioni disperate. Le perquisizioni nelle case dei familiari, degli amici, dei conoscenti di Chekatt non hanno dato alcun frutto. Nemmeno il fermo dei genitori e di due dei suoi fratelli. Tra loro anche Sami, il più radicale, vicino al movimento salafita: nessuno ha fornito notizie utili sulla sua localizzazione. Uno zio ha ammesso che non sapeva nemmeno che fosse tornato nel quartiere dove viveva da piccolo con la famiglia, a Neudorf. Nessuna rivendicazione è per ora arrivata dall'Isis, anche se sui siti più radicali si continua a brindare per l'attacco portato al mercato di Natale di Strasburgo. Ieri sera, quando alla fine la polizia ha diffuso la foto segnaletica di Chekatt («uomo armato, pericoloso») il sottosegretario all'interno non poteva più escludere che si trovasse in Germania. Il portavoce della polizia federale del Bade-Wurttemberg ha confermato che ogni veicolo viene controllato «per impedire al massimo una fuga verso la Germania». Intanto la Francia si blinda di nuovo. Se la ministra della Giustizia Nicole Belloubet ha dichiarato che per il momento non ci sono motivi per «decretare lo stato d'emergenza», il primo ministro Edouard Philippe ha comunque annunciato che 500 militari supplementari hanno subito rafforzato il dispositivo Sentinelle e altri 1300 uomini arriveranno nei prossimi giorni per «garantire la sicurezza dei francesi». Vigipirate, il sistema di allerta anti-terrorismo, è al livello massimo, quello di «urgenza attentato»: «Questo significa ha spiegato il ministro Castaner che sono in atto controlli rafforzati alle frontiere e su tutti i mercati di Natale in Francia».

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