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«Bimbi torturati e uccisi», l’orrore nelle città liberate. Il difensore civico di Kiev: «Segni di stupro su piccoli di nemmeno dieci anni»

Mercoledì 6 Aprile 2022 di Mauro Evangelisti
«Bimbi torturati e uccisi», l orrore nelle città liberate. Il difensore civico di Kiev: «Segni di stupro su piccoli di nemmeno dieci anni»

Fosse comuni, torture, stupri, esecuzioni di civili. «Numerosi bambini stuprati e torturati a Irpin», denunciano gli ucraini. La ritirata dell’esercito di Putin dall’area attorno a Kiev sta lasciando dietro di sé una scia di dolore, atrocità e distruzione. I russi contestano, negano anche ciò che immagini e testimonianze dimostrano. Ma una cosa è indubitabile: l’esercito di Putin dal 24 febbraio ha superato i confini dell’Ucraina, ha raggiunto le cittadine a ridosso di Kiev, le ha occupate, le ha bombardate. 

Dove sono passati i soldati russi oggi ci sono cadaveri e macerie. Il padre di tutti i lapsus freudiani lo commette l’ambasciatore russo alle Nazioni unite, Vasily Nebenzya, che prende la parola e dice per negare le atrocità commesse dai suoi connazionali a Bucha: «I cadaveri che giacevano nelle strade non esistevano prima dell’arrivo delle truppe russe...». Si accorge di avere di fatto ammesso le responsabilità dell’esercito di Putin e subito si corregge: «Volevo dire prima che i soldati russi se ne andassero, scusate». 

Gaffe a parte, la linea difensiva di Mosca è chiara: i cadaveri a Bucha sono stati messi dagli ucraini, è una mistificazione. Il problema - il tragico problema - è che le immagini ormai cominciano a essere troppo numerose e dettagliate, troppe le interviste raccolte dalle Tv di tutto il mondo corse nelle città degli orrori, per potere realisticamente pensare a una montatura. E le immagini del satellite testimoniano come sulle strade i cadaveri fossero giù presenti l’11 marzo, mentre l’esercito russo ha abbandonato la città il 30. Il quotidiano britannico The Telegraph ha raccontato una testimonianza: a Bucha a un uomo è stata tagliata una guancia, un altro è stato bruciato con il lanciafiamme, nei sotterranei di un ospedale pediatrico c’era una camera delle torture. Il video mostrato da Zelensky alle Nazioni unite mostra corpi carbonizzati sulle strade, alcuni sembrano bambini. 

 

L’ufficio del procuratore generale dell’Ucraina fa anche sapere: a Bucha le truppe occupanti hanno cercato di bruciare i corpi di sei civili per nascondere le tracce delle torture. E si aggiunge: «Durante l’occupazione, i militari delle forze armate della Federazione Russa, in violazione del diritto umanitario internazionale, hanno ucciso civili e dato fuoco ai loro corpi per coprire il crimine». E purtroppo i racconti di atrocità commessi dagli occupanti stanno aumentando e spiegano anche perché 4 milioni tra donne e bambini sono fuggiti dall’Ucraina da quando è cominciata l’invasione ordinata da Vladimir Putin. Scrive su Telegram il difensore civico ucraino Lyudmila Denisova: «Numerosi casi di tortura di civili si registrano nei territori liberati dagli occupanti. Bambini di meno di 10 anni uccisi con segni di stupro e tortura sono stati trovati nella città di Irpin. Nella regione di Kiev, il “campo per bambini di Prolisok” ha ospitato per tre settimane la base di un’unità dell’esercito razzista. Nel seminterrato sono stati trovati cinque cadaveri di uomini con le mani legate dietro la schiena. Sono stati torturati e poi uccisi a sangue freddo. Una delle vittime aveva il cranio schiacciato. Altri uomini sono stati uccisi con un colpo alla parte posteriore della testa o del torace». 

Video

Irpin è a Nord-ovest di Kiev, a 30 chilometri. Nel villaggio di Viktorivka, nella regione di Chernihiv, «hanno tenuto la gente in ostaggio nei sotterranei, compresi anziani e neonati. I residenti venivano scortati anche per raccogliere un secchio d’acqua. Non venivano fornite cure, nemmeno a quelli la cui vita dipendeva da trattamenti medici». Secondo la commissaria agli Affari Interni della Unione europea, Ylva Johansson, «l’esercito russo ha ucciso 158 bambini e feriti tanti altri. Questi crimini non possono restare impuniti». In serata nuovo bilancio del procuratore ucraino: i minori uccisi sono 165. Proprio ieri, dall’altra parte del mondo, è giunta la notizia dal Mali che mercenari russi della brigata Wagner in Africa hanno partecipato a un’operazione che ha causato 300 morti tra i civili. A Bucha sono stati trovati almeno 350 corpi. Ci sono le fosse comuni, ma anche le immagini, che probabilmente saranno ricordate a lungo anche in futuro quando si parlerà dell’invasione russa in Ucraina nei libri di storia, dei cadaveri con le mani legate sul ciglio della strada, a volte giustiziati con un colpo alla testa. Ma è in tutta l’area attorno a Kiev, quella a lungo occupata dall’esercito russo, che sono segnalati di atrocità. Secondo Zelensky a Borodjanka, a 25 chilometri da Bucha, il bilancio delle vittime potrebbe essere anche peggiore. 

I bombardamenti degli aerei russi hanno distrutto quasi tutti i palazzi, tra le macerie ci sono decine di corpi. Su un cadavere, trovato con le mani legate, i segni di torture. Racconta all’Ansa il sindaco della cittadina, Georgiy Erko: «Ci sono i corpi di circa 200 civili sotto le macerie dei palazzi colpiti a Borodjanka dalle bombe dei russi. Il 24 febbraio siamo stati la prima città ad essere bombardata. Stiamo cominciando adesso a portare via i cadaveri perché i russi non ce lo hanno permesso fino a quando c’è stata l’occupazione. Ci hanno detto che potevamo evacuare, ma sparavano a chiunque uscisse in strada, affiggendo cartelli affinché restassimo in casa e disegnando il simbolo dell’occupazione ovunque». Il procuratore generale Iryna Venediktova: «Siamo convinti che il numero delle vittime a Borodjanka sarà più alto di quello di Bucha». A Motyzhyn, quarantacinque chilometri a Ovest della Capitale, le autorità ucraine parlano del ritrovamento di cinque cadaveri, con le mani legate. Tra di loro la sindaca Olga Suchenko, il marito e il figlio. «Hanno torturato e ucciso l’intera famiglia». Più a Èst, a 280 chilometri da Kiev, c’è una città di 90mila abitanti, Konotop. Siamo nella regione di Sumy il cui governatore, Dmytro Zhyvytsky, ha raccontato: sono stati trovati i corpi di tre civili uccisi e torturati. 

La linea difensiva dei russi è nota, punta a discreditare le immagini che arrivano dalle città che hanno abbandonato. Ma è ondivaga. In alcune occasioni sostengono che le morti di Bucha sono state causate dalle azioni dell’esercito ucraino, in altre parlano di messinscena, recita, di cadaveri che in realtà nei video si muovono. Tutte le verifiche indipendenti, che hanno passato al setaccio i video, hanno invece dimostrato che sono credibili, mentre le immagini satellitari dimostrano che nel caso più importante di Bucha i cadaveri per strada c’erano anche prima della ritirata dell’esercito di Putin. Secondo gli ucraini ora Mosca sta preparando una massiccia operazione di mistificazione, una campagna di disinformazione «per nascondere la loro colpa per le uccisioni di massa di civili a Mariupol». Secondo Zelensky «cercheranno di nascondere le tracce dei loro crimini. Non lo hanno fatto a Bucha, quando si sono ritirati. Ma ora stanno cercando di distorcere i fatti. Non saranno in grado di ingannare il mondo intero». A Bucha il sindaco Anatoliy Fedoruk dice che la città sta reagendo: «Già oggi potranno tornare medici e servizi pubblici. Spero che tra una settimana potremo riprendere lentamente la vita normale». 

Ultimo aggiornamento: 16:14 © RIPRODUZIONE RISERVATA