Multe in spiaggia e rivolta social: in Francia il topless è un caso nazionale

Giovedì 27 Agosto 2020 di Francesca Pierantozzi

Che fa, madame, concilia? Allora si copra. La scena (due gendarmi che si aggirano tra gli ombrelloni e invitano le bagnanti in topless a coprire le nudità) sembra uscita da una di quelle commedie anni ’70, colori aciduli e battute a mitraglia, magari con Louis de Funès, visto che siamo in Francia, ma no: il fatto è avvenuto pari pari la settimana scorsa a Sainte-Marie-la-Mer, a sud di Perpignan, è finito, con foto, su un profilo facebook, ha, inevitabilmente, incendiato i social, provocato polemiche, critiche, indignazioni, un hashtag (#seinsnus – seninudi) che ha imperversato su Twitter, spaccato il paese, fino a provocare la reazione del ministro dell’Interno a difesa delle libertà individuali e infine le scuse pubbliche della gendarmeria nazionale. Insomma, a 56 anni dal suo debutto ufficiale su una spiaggia di Saint Tropez il topless fa ancora discutere. Addirittura fa ancora notizia. Potrebbe perfino trasformarsi in una multa, se non in un affare di Stato.

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Tutto è (ri)cominciato molto banalmente a metà pomeriggio del 20 agosto, quando una mamma sotto l’ombrellone sulla spiaggia libera di Sainte-Marie-la-Mer ha pensato bene di chiedere l’aiuto dei gendarmi per aiutarla a proteggere i suoi due bambini, scioccati dalla vista di due donne che prendevano il sole senza «il pezzo sopra». I due agenti – due giovani riservisti volontari, hanno poi precisato in Comune – sono partiti in missione e hanno chiesto alle signore di coprire le nudità che avevano spaventato i piccoli.

Due signore hanno obbedito, una terza, anche lei colta in fallo, avrebbe invece continuato a prendere il sole senza reggiseno. Marie, un’altra bagnante – lei però in costume intero – ha assistito alla scena e ha espresso il suo choc su Facebook, aprendo il dibattito nazionale. La Francia si scopre puritana? Il #metoo ispira la censura? Dopo il burkini vietato alle musulmane, il monokini vietato alle disinibite, il corpo delle donne diventa sempre più esiguo? Alla fine il ministro dell’interno Gérald Darmanin ha deciso di dire la sua su Twitter: «Senza alcun fondamento due donne sono state riprese per come erano vestite sulla spiaggia.

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La libertà è un bene prezioso. Ed è normale che l’amministrazione riconosca quando sbaglia». Cosa che l’amministrazione ha fatto prontamente e con qualche ironia. La portavoce della Gendarmeria Nazionale, la tenente-colonnello Maddy Scheurer ha precisato via Twitter: «Io porto sempre l’uniforme in servizio (faccina smiley), ma abbronzarsi in topless è naturalmente autorizzato sulla spiaggia di Sainte-Marie-la-Mer. I due gendarmi avevano buone intenzioni ma hanno sbagliato». 

In realtà, ci volevano i gendarmi a ridare lustro al topless, perché il desiderio di prendere il sole senza troppi lacci si è affievolito nei decenni. Non sorprende che le due donne redarguite in Francia fossero entrambe ultra cinquantenni. A Parigi, già da qualche anno il municipio ha espressamente vietato il monokini (e anche il costume tanga) alle donne che vogliono approfittare del sole cittadino di Paris Plage, la spiaggia attrezzata ogni estate sul Lungosenna. Ma i divieti in realtà servono a poco, perché la maggioranza delle donne ormai il topless se lo interdice da sé. Il solito sondaggio (di Ifop per viehealthy.com) rivela che sono ormai soltanto il 22 per cento le francesi che prendono il sole in topless (anche occasionalmente): erano il 43 per cento nell’84. In Europa, amano ancora l’abbronzatura semi-integrale soltanto le spagnole (48 per cento) e le tedesche (32 per cento). Le italiane (appena il 15 per cento toglie il sopra in spiaggia) sono invece tra le meno interessate. Tra i motivi: la salute e l’estetica, ma anche il timore di aggressioni o commenti. 
 


Vittima dei corsi e ricorsi storici, il topless non è più di moda, come ha certificato anche il sociologo Jean-Claude Kaufmann, autore nel ’95 di “Corpi di donne, sguardi di uomini”: «I marcatori culturali sono radicalmente cambiati. Quello che era di moda, che era tendenza, è diventato antico. Le ragazze in particolare spesso stigmatizzano duramente quelle che considerano di una certa età (magari di 50 anni!) che osano togliere il pezzo sopra del costume. È un fenomeno che ci fa pensare».

Non tutte le ragazze però sono tornate a coprirsi. Magari fuori moda sulle spiagge, i seni al vento sono diventati un’arma di protesta per le piazze. È con l’accusa di «esibizione sessuale» che alcune militanti Femen sono state condannate a Parigi per essere entrate nude dalla cintola in su dentro al museo Grévin. L’avvocato francese Thierry Vallat mette comunque in guardia le ragazze ormai devote al costume intero: se il topless diventasse sempre meno praticato «il comune sentire potrebbe subire un cambiamento, diventare più restrittivo e influenzare una tendenza contraria alla liberalizzazione: se scoprire i seni diventasse un’abitudine ultra minoritaria, potrebbe diventare comprensibile che una famiglia si opponga alla vista di una donna in topless». 
 

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