Tregua olimpica, ecco perchè Zelensky non la vuole (e perché non gli conviene): «Fa il gioco del nemico»

Il presidente ucraino: «La Russia ne approfitterebbe per portare altre truppe»

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky
di Vittorio Sabadin
Sabato 18 Maggio 2024, 22:49 - Ultimo agg. 19 Maggio, 12:54
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Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky è contrario «a qualsiasi tregua che faccia il gioco del nemico» in occasione dei Giochi Olimpici che si svolgeranno a Parigi dal 26 luglio al 15 agosto. L’idea della tregua l’aveva suggerita il presidente francese Emmanuel Macron al presidente cinese Xi Jinping, che ne aveva parlato con il presidente russo Vladimir Putin tre giorni fa a Pechino. Putin non ha detto né sì, né no, ma ha confermato che Xi gliel’ha chiesto. Affermando che non vuole una tregua «che faccia il gioco del nemico» Zelensky dice un’ovvietà: nessuno al mondo la firmerebbe. Teme però che nel periodo dei Giochi la Russia rafforzi le sue posizioni e porti altri soldati al fronte, rinunciando solo a sparare. Ma anche lui potrebbe approfittarne per riprendere fiato, attendere gli aerei e le armi di cui ha bisogno, rinfoltire i reparti esausti e fare entrare nel Paese qualche istruttore della Nato.

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La storia

Dal 1992, ad ogni edizione dei Giochi, il Cio e l’Onu chiedono alla comunità internazionale la tregua olimpica, ma nella storia nessuna guerra si è mai fermata perché c’erano le Olimpiadi. È invece accaduto spesso che le Olimpiadi si fermassero perché c’era una guerra: nel 1916, 1942 e 1948 i Giochi non si disputarono.

Nel 1972 le tensioni in Medio Oriente provocarono l’assalto di un commando di Settembre Nero al villaggio olimpico di Monaco di Baviera nel quale furono uccisi tutti gli atleti israeliani e cinque terroristi. Anche nell’antica Grecia la tregua olimpica è solo un mito: consisteva unicamente nel proteggere lo svolgimento delle feste locali e dei Giochi ad Olimpia insieme all’incolumità degli atleti. Senofonte racconta che durante i Giochi del 346 a. C. i soldati dell’Elide entrarono nello stadio e combatterono contro quelli di Pisa davanti agli spettatori che guardavano il pentathlon. Quando ha chiesto la tregua a Xi Jinping, Macron pensava soprattutto a tutelare la «sua» Olimpiade da attentati terroristici ispirati dalle due guerre in corso, in Ucraina e in Medio Oriente. Se le guerre sono sospese, nessuno penserà di mettere una bomba e uccidere civili chiedendone la fine. Xi poteva rispondere che non era un problema suo, ma invece ne ha parlato con Putin, ormai diventato suo malgrado un vassallo della Cina. La sensazione è che qualcosa si stia muovendo per arrivare a una trattativa che il leader cinese manovra dietro le quinte, e che anche l’Occidente ormai auspica senza poterlo dire con troppa enfasi, visti i soldi spesi finora per vincere la guerra.

 

 

I rischi

Nell’intervista all’agenzia francese France Presse, Zelensky ha dichiarato anche che «l’assalto lanciato dalla Russia contro la regione di Kharkiv potrebbe essere solo la prima ondata di un’offensiva più ampia». «La Russia - ha aggiunto - non ha i mezzi per lanciare un nuovo grande assalto contro Kiev. Quindi Donbass e Kharkiv sono gli obiettivi principali del Cremlino». Zelensky ha ammesso che l’Ucraina ha il 25% della difesa aerea necessaria e ha bisogno di 120-130 caccia F-16 per raggiungere la parità aerea con la Russia. A Pechino, Putin aveva assicurato che non aveva intenzione di prendere Kharkiv, lanciando forse un segnale verso la tregua e la trattativa che non è stato colto. Zelensky sa bene che la parola «trattativa» implica per entrambe le parti la rinuncia a qualcosa e sa anche, come Netanyahu in Israele, che un accordo con concessioni, dopo tutto il sangue e le distruzioni che ci sono stati, causerebbe la sua fine politica. La prima vera tregua olimpica della storia sembra per il momento improbabile, ma sarebbe un bel passo avanti: una volta fermate le armi per tre settimane sarebbe più facile per Xi convincere Putin - e per Biden convincere Zelensky - a continuare così per sedersi a un tavolo e trovare una soluzione a questo orrore infinito.

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