Trump, Arabia e petrolio, il destino dell’Iran in un tweet: «Usa pronti e carichi»

di Luca Marfé

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Il destino di un intero Paese in un singolo tweet.

Da una parte Donald Trump che minaccia l’intervento militare. Dall’altra l’Iran, che lo stesso Trump non cita espressamente, ma contro il quale punta il dito per l’attacco agli impianti petroliferi dell’Arabia Saudita.

«Abbiamo ragione di credere che conosciamo il colpevole», gli Stati Uniti sono «pronti e carichi».



Washington e Riad, insomma, si stanno parlando proprio in queste ore per stabilire se dietro il singolo “incidente” più grave della storia del greggio ci sia oppure no l’ombra di Teheran. Eventualità che, a giudicare dai toni e dalle premesse, sarebbe di per sé più che sufficiente a scatenare un putiferio.

Di nuovo lo spettro della guerra, dunque. Di nuovo faccia a faccia con quell’Iran che non soltanto non indietreggia di un millimetro in termini di ambizioni nucleari, ma che addirittura si starebbe permettendo il lusso di minare la sicurezza dell’intera regione.

Se così fosse, il rischio di uno scossone subirebbe un’impennata parallela a quella che nel frattempo sta montando attorno al prezzo del petrolio: schizzato prima in avanti di venti punti percentuali e poi in qualche modo contenuto dall’annuncio di Trump che ha autorizzato l’utilizzo delle riserve straordinarie.

Tensioni politiche che si mescolano con tensioni economiche.

Quanto di peggio si possa immaginare per uno scenario in cui il confronto a muso duro rischia di diventare scontro a viso aperto.

Lunedì 16 Settembre 2019, 11:52 - Ultimo aggiornamento: 17 Settembre, 10:29
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