Trump: l’economia vola, i sondaggi no. E su Twitter prende in giro Obama

di Luca Marfé

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NEW YORK - Donald Trump mente, anche riguardo alle buone notizie.

Il prodotto interno lordo degli Stati Uniti vola, ma il tycoon esagera e scivola.

«Il tasso di crescita del pil (4.2%) è più alto del tasso di disoccupazione (3.9%) per la prima volta in più di 100 anni!», ha celebrato su Twitter, come di consueto con tanto di punto esclamativo finale.



Dati effettivamente da capogiro, peccato che ci sia uno zero di troppo.

A correggere il tiro è addirittura uno dei suoi, Kevin Hassett, consigliere economico della Casa Bianca.

«Al presidente sono stati forniti dei dati sbagliati o, molto più semplicemente, deve aver aggiunto per errore uno zero in più» al suo cinguettio.

Ma Trump, si sa, non è uno abituato ad ammettere i propri sbagli. Viceversa, ama rilanciare e lo fa ancora una volta via social, agitandosi nelle sabbie mobili degli scandali e delle inchieste giudiziarie.

«L’economia va coooosì bene, forse la migliore nella storia del nostro Paese (ricordate, “è l’economia stupidi!”), che i democratici si stanno contorcendo e stanno mentendo come dei PAZZI! Libri pieni di falsità, articoli e presunte “bombe” televisive che nessun altro politico ha dovuto mai sopportare e stanno perdendo alla grande. Gente davvero disonesta!».



Uno sfogo e uno sfoggio al veleno di vocali, maiuscole e punteggiatura. Con tanto di citazione di centrosinistra. “È l’economia, stupidi!” è infatti la frase con cui Bill Clinton, nel tentativo (riuscito) di ripartire dalle basi della quotidianità degli americani, vinse le presidenziali del 1992.

A queste latitudini, insomma, alla base di tutto c’è l’economia. E l’economia, ribadisce con forza Trump, c’è, eccome.

A quanto pare, però, non ci sono i numeri. Non secondo gli eterni rivali di Cnn e New York Times che pubblicano indici di gradimento nuovamente accartocciati attorno ai minimi storici: 36%. Giù di ben sei punti in un solo mese.

Non resta che stabilire se siano attendibili tanto quanto quelli che nel 2016 davano per certa la vittoria di Hillary Clinton.

In attesa delle elezioni di midterm, che qualcuno immagina già come una sorta di gigantesco referendum su Trump, c’è tempo anche per prendere in giro un altro ex inquilino della Casa Bianca. Quel Barack Obama che, soltanto poco tempo fa in un discorso in tv, aveva affermato che The Donald «per superare la soglia del 4% del pil avrebbe bisogno di una bacchetta magica».

«Avrebbe avuto», verrebbe da dire oggi a giochi fatti.

La ricetta arancione infatti, nonostante dialettica e maniere troppo spesso scomposte, oggettivamente sembra funzionare.


(«Credo di avere la bacchetta magica, 4.2%, e faremo MOLTO meglio di questo! Abbiamo appena cominciato»)
Martedì 11 Settembre 2018, 17:00
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