Trump e tre dei suoi figli accusati di frode dalla procuratrice di New York: «Paghi danni da 250 milioni di dollari»

Trump e tre dei figli accusati di frode dalla procuratrice di New York: «Paghi danni da 250 milioni di dollari»
Trump e tre dei figli accusati di frode dalla procuratrice di New York: «Paghi danni da 250 milioni di dollari»
Mercoledì 21 Settembre 2022, 20:49 - Ultimo agg. 22 Settembre, 13:30
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«Nessuno è al di sopra la legge. Nessuno». La procuratrice di New York, Letitia James, lo ha ripetuto due volte in pochi minuti annunciando la causa contro Donald Trump e i suoi figli per aver «sistematicamente» gonfiato gli asset dell'azienda di famiglia e guadagnato così miliardi di dollari illegalmente. L'enesima accusa pesantissima contro il tycoon che l'ha subito bollata come un «persecuzione politica» da parte dei democratici e una «caccia alle streghe» di una attorney general «razzista». Nella causa di 220 pagine la procuratrice di New York accusa l'ex presidente e tre dei suoi figli - Donald Trump Jr, Eric Trump e Ivanka - di aver mentito a banche ed assicurazioni per oltre dieci anni gonfiando in modo fraudolento il valore della loro compagnia. James ha affermato inoltre di essere convinta che il tycoon abbia violato diverse legge penali dello Stato e «probabilmente» anche quelle federali. Proprio per questo riferirà quanto scoperto nell'indagine alle autorità federali di Manhattan.

«Paghi danni da 250 milioni di dollari»

La procuratrice non può presentare accuse penali ma con l'azione legale punta a vietare in modo permanente a Trump di ricoprire incarichi da direttore nelle società di New York e ad ottenere che paghi danni per 250 milioni di dollari. «Nessuno è al di sopra delle legge», ha dichiarato James, accusando il tycoon «di aver falsamente gonfiato la sua ricchezza di miliardi di dollari per arricchirsi ingiustamente e ingannare il sistema». Con quest'ultima causa salgono a sei le inchieste nelle quali si trova coinvolto l'ex presidente, dalle frodi elettorali in Georgia all'assalto a Capitol Hill fino alla più clamorosa, l'indagine dell'Fbi sui documenti top secret portati dalla Casa Bianca a Mar-a-Lago. Dalla residenza in Florida, dove pare Trump abbia riprodotto lo Studio Ovale con tanto di foto della regina Elisabetta e del leader nordcoreano Kim Jong-un alle pareti, il tycoon ha subito risposto con gli argomenti classici della sua retorica anti-sistema.

 

«È l'ennesima caccia alle streghe da parte di un procuratrice generale razzista, Letitia James, che ha fallito nella sua corsa alla carica di governatore, ottenendo quasi zero sostegno dagli elettori», ha attaccato l'ex presidente sul suo social media Truth accusando l'attorney general di calcolo politico. «È una truffatrice», ha incalzato il tyccon accusando James di perdere tempo «con una campagna "Acchiappa Trump" invece di occuparsi del fatto che New York «è un disastro mondiale per criminalità e omicidi». La sua portavoce Liz Harrington, sempre sulla stessa piattaforma, ha accusato i democratici di «persecuzione politica» contro il tycoon. «Questa è la storia di due sistemi giudiziari: uno grazie al quale i criminali sono liberi e un altro con il quale i democratici perseguitano solo i loro oppositori politici!».

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