Putin: «Stop Guerra Fredda». Trump: «Russiagate una farsa, no ingerenze in voto Usa». Reporter Usa trascinato via

Trump-Putin, 2 ore di faccia a faccia: «Basta clima da Guerra Fredda, la situazione è cambiata»
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Nuova sintonia tra Donald Trump e Vladimir Putin dopo un faccia a faccia di due ore e dieci minuti a Helsinki  (ben oltre i 90 minuti previsti). «Dobbiamo lasciare dietro le spalle questo clima da guerra fredda, non c'è bisogno dello scontro, la situazione è cambiata, bisogna affrontare le sfide comuni, il terrorismo sempre in crescita e il crimine internazionale, per non parlare dei problemi economici e ambientali», ha detto il presidente russo in conferenza stampa dove non sono mancati momenti di tensione quando un giornalista americano, che sostiene di lavorare per The Nation, è stato fermato dagli agenti della sicurezza e trascinato fuori dalla sala. Le ragioni al momento non sono chiare. Putin ha anche assicurato che non c'è astata alcuna «ingerenza russa nel voto Usa».

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La nuova sintonia. «I negoziati di oggi sono stati cruciali per frenare la proliferazione delle armi nucleari», ha detto Putin al termine del colloquio sottolineando che i due Paesi continueranno la cooperazione nel campo del disarmo. «Dobbiamo ricostruire le fondamenta dei rapporti tra i nostri paesi e trovare il modo di metterli sui binari della crescita. Comunque siamo molto contenti di questo incontro, di solito i nostri colloqui in contesti internazionali erano stati molto più brevi. Ho la sensazione che io e Trump iniziamo a capirci molto meglio adesso». Dello stesso tono il commento di Trump: «Il dialogo costruttivo tra la Russia e gli Usa può offrire la possibilità di aprire nuove strade per la pace». «Le nostre relazioni non erano mai state peggiori di quanto non lo siano adesso. Tuttavia adesso sono cambiate perché quattro ore fa ci siamo incontrati». «Abbiamo parlato di questioni importanti, è stato aperto un dialogo produttivo e importante, tutto è andato molto bene. I disaccordi sono ben noti, risolveremo molti dei problemi, dovremo trovare dei modi per cooperare per difendere gli interessi dei nostri paesi». 

Russiagate. «Ripeto ciò che ho già detto in molte occasioni: la Russia non ha mai interferito né mai interferirà negli affari interni americani», incluse le elezioni, ha detto poi Putin aggiungendo che «qualsiasi materiale dovesse venire alla luce, lo potremmo analizzare insieme, attraverso i gruppi sulla sicurezza informatica». «In generale non ci si può fidare di nessuno ma da dove viene quest'idea che io mi devo fidare di Trump e Trump di me? Io difendo gli interessi della Russia, lui degli Usa. Ci sono questioni su cui non siamo d'accordo e altre su cui possiamo trovare una posizione conciliante». Lo ha detto il presidente russo Vladimir Putin rispondendo ad una domanda sul Russiagate. «Ci sono state accuse che non hanno un fondo di verità, dobbiamo farci guidare dai fatti non dalle speculazioni», ha aggiunto.

E ancora: «Il procuratore speciale Mueller può chiedere l'estradizione, oppure possiamo procedere agli interrogatori in Russia e mandare i risultati negli Usa. Possiamo permettere ai rappresentati degli Usa di interrogarli in Russia, ma loro dovrebbero ricambiare lasciandoci interrogare gli agenti che noi riteniamo essere coinvolti in attività illegali in territorio russo», ha poi sottolineato in merito ai 12 russi incriminati per il Russiagate. Trump ha spiegato di aver 
«preferito parlare di persona molto francamente con Putin» delle ingerenze russe sul voto Usa. «Era meglio consegnare il messaggio di persona. Ne abbiamo parlato davvero a lungo e Putin ha molto a cuore questo argomento». E poi: «L'inchiesta sul Russiagate è stata un disastro, ci ha tenuto separati, è una farsa. Ancora dobbiamo trovare le prove. È stata una campagna elettorale onesta. Ho battuto correttamente Hillary. Il Russiagate ha messo in difficoltà le relazioni delle due più importanti potenze nucleari». 

Il nucleare iraniano. Sintonia anche sul tema nucleare. Trump ha sottolineato l'intenzione comune di «fare pressioni» per contenere le «ambizioni nucleari dell'Iran e per mettere fine alla sua campagna di odio in Medio Oriente». 



Gli obiettivi del vertice. Il summit non ha un'agenda predefinita, ha riferito il consigliere americano per la sicurezza nazionale John Bolton, e lo stesso Trump ha detto che le sue «aspettative sono basse», anche se «potrebbe uscirne qualcosa di buono». Putin arriva a Helsinki reduce dal successo di immagine dei mondiali di calcio, mentre Trump conclude un tour europeo dove ha gettato scompiglio nel summit della Nato, accusato la Germania di essere «totalmente controllata» da Mosca a causa delle importazioni di gas russo, definito l'Ue «un nemico» e messo in imbarazzo la premier britannica Theresa May, attaccandola in una intervista prima di lodarla nella conferenza stampa congiunta. Il dipartimento di Stato americano ha intanto incriminato 12 cittadini russi con l'accusa di interferenze nelle elezioni americani a danno di Hillary Clinton, l'avversaria democratica di Trump. E in Gran Bretagna è riesploso il caso del Novichok con l'avvelenamento di due comuni cittadini, di cui Londra accusa il Cremlino.
Lunedì 16 Luglio 2018, 13:22 - Ultimo aggiornamento: 17 Luglio, 17:00
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3 di 3 commenti presenti
2018-07-18 10:59:06
Nikita mariquita (recchia, allora si diceva), lo que se da no se quita, “Crisis de octubre” 1962, el pueblo unido a lui che si voleva riprendere i missili, era un’altra Russia, un’altra visita, un’altro Presidente, si chiamava allora Segretario Generale del PCUS, nato a Kursk (come il K 141 in fondo al mare) era stato saldatore, commissario politico, aveva fatto Stalingrado, aveva la seconda elementare, era arrivato in Germania con l’Armata Rossa, con il generale che non perse mai, Zukov, che con Koniev generale da un anno solo posero fine al Reich con l’assalto al Reichstag del 3 aprile 1945, erano i migliori ufficiali dopo la defezione dei bivchi: i russi bianchi, ufficiali zaristi poi finiti tassisti in Francia o Inghilterra, pianisti da sala da ballo, maestri di valzer, infermieri di sanatorio in Svizzera, suonatori o chanteurs de charme, loro la leggenda dell’esercito imbattuto la stavano creando, ebbe inizio come tante cose a Berlino e ancora dura, e ancora fa paura, Krusciov disse di voler tornare ai principi leninisti, criticando la rottura con Tito (Ti: tu, To: questo, era un organizzatore, Tito era il soprannome), Stalin venne accusato da lui di aver abbandonato il “rettilineo di lotta politica” per la violenza amministrativa, poi Krusciov represse la rivolta silenziosa del 17 giugno 1953 della DDR meno nota di quella ungherese, contrario agli operai che contestavano l’aumento produttivo a discapito dell’industria leggera (i consumi), trascorse nel 1959, 13 giorni in Usa, con Eisenhower presidente, Nixon (Dick the trick ma non ancora) vicepresidente, Mister (k) Key lo chiamarono, quello che li poteva distruggere premendo un bottone, proprio come loro grazie all’arma atomica, il primo russo a bere la Pepsi cola, quello della rottura con la Cina (hanno un pantalone in due!) è oggi il modello dei dirigenti russi. La Finlandia senza la finlandizzazione come sede, il repubblicano di destra di fronte a lui, poche cose cambiano, il tempo e la diplomazia quando non sarà più segreta diranno cosa hanno deciso, Salt III o New Salt che dir si voglia, ecc.
2018-07-17 11:37:56
se la guerra fredda è finita ci spieghi il platinato a cosa serve ormai la nato!!! forse solo a sovvenzionare le fabbriche di armi americane!!!!!
2018-07-16 18:20:51
la strategia di trump sembra confusa per quanto riguarda l'intero continente europeo: le due facce con la may, la pesante critica alla merkel, il richiamo per il finanziamento nato e l'apertura di credito a putin. Il tutto dopo che gli usa si sono resi promotori delle pesanti sanzioni alla russia per i fatti dei crimea ed ucraina che gli europei stanno pagando a caro prezzo,l'italia in primis. E' chiaro che trump ha due obiettivi importanti: recuperare la fedeltà britannica al 100% ed essere l'unico interlocutore della russia. Un impedimento notevole a tale progetto è l' EU . Trump sa benissimo che in questi tempi l'unità europea è solo un'idea che va dissolvendosi giorno dopo giorno, quindi attacca a testa bassa quell'europa che non riesce a varare un'unione reale e che si divide alla ricerca di interessi nazionali non più reperibili nella comunità. IL principio è il solito: divide et impera; il risultato ? si vedrà...

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