Trump, la soddisfazione di Putin:
«Usa e Russia insieme oltre la crisi»

  • 66
Il presidente russo Vladimir Putin si è congratulato con Donald Trump per la sua vittoria nelle elezioni presidenziali americane. Lo riferisce il Cremlino. Putin - riporta l'agenzia Tass - si è augurato che i rapporti tra Russia e Stati Uniti possano uscire dalla crisi, grazie a un lavoro congiunto. Il leader russo si è detto inoltre certo che il dialogo tra Mosca e Washington, basato sul rispetto reciproco, possa rispondere agli interessi di entrambi i paesi.

Il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk e quello della Commissione Jean Claude Juncker si sono congratulati con Donald Trump in una lettera congiunta. «Oggi - scrivono - è più importante che mai rafforzare le relazioni transatlantiche. Non dovremmo risparmiare alcuno sforzo per assicurare che i legami tra noi restino forti e duraturi». Nella missiva, Tusk e Juncker hanno anche invitato Trump a visitare l'Europa per un summit Ue-Usa appena possibile.
 

«I legami Ue-Usa sono più profondi di qualsiasi cambiamento politico. Continueremo a lavorare insieme, riscoprendo la forza dell'Europa». Lo scrive su Twitter l'Alto rappresentante Ue per gli Affari Esteri Federica Mogherini.

«È stata come la notte della Brexit, noi europei dobbiamo prendere molto sul serio questo risultato e cominciare ad ascoltare quelle persone che non si sentono ascoltate, rispondere alle paure e alle preoccupazioni dei cittadini», le fa eco il presidente del Parlamento europeo Martin Schulz commentando i risultati delle elezioni statunitensi. Donald Trump, aggiunge, «non sarà lo stesso uomo della campagna elettorale o almeno lo spero. Non potrà essere un presidente come il leader cinese o il leader russo». «L'elettorato Usa ha parlato - continua Schulz - la vittoria di Donald Trump è inequivoca e deve essere rispettata. Mi congratulo con lui e con il Partito Repubblicano per la vittoria. Trump è riuscito a diventare il portabandiera della rabbia e delle paure di milioni di americani». «Quelle preoccupazioni devono ora essere affrontate con politiche e proposte credibili. Questa campagna elettorale non verrà ricordata come la più bella della storia americana: ha visto polemiche al vetriolo e una forte polarizzazione. Il presidente Trump avrà il difficile compito di ricomporre una nazione divisa», prosegue Schulz. «La maggior parte degli interrogativi - aggiunge Schulz - sulla politica estera della futura presidenza Trump devono ancora trovare una risposta».

Anche il presidente egiziano Abdel Fattah al Sisi si è congratulato con Donald Trump. Lo rende noto la presidenza del Cairo. Sisi ha «augurato a Trump successo nel suo lavoro e ha auspicato una nuova era nei rapporti tra i due Paesi con un rafforzamento delle relazioni di cooperazione a tutti i livelli tra l'Egitto e gli Stati Uniti» ma anche della «pace e della stabilità nella regione mediorientale alla luce delle grandi sfide che sta affrontando».

Il premier giapponese Shinzo Abe congratulandosi con Trump per la sua elezione gli ha chiesto di collaborare per promuovere la pace e la prosperità nella regione Asia Pacifico.«Sono felice di collaborare con Trump, il nuovo presidente degli Usa, per rafforzare ulteriormente l'alleanza bilaterale e portare l'Asia Pacifico verso la pace e la prosperita». Abe ha aggiunto che «la regione Asia Pacifico è un motore dell'economia mondiale. La sua stabilità porterà pace e prosperità agli Stati Unitì. L'alleanza tra Giappone e Usa - ha poi rilevato Abe - ha fornito speranza al resto del mondo a fronte delle diverse sfide che impegnano la comunità internazionale». Con le sue affermazioni Abe intende assicurarsi l'impegno degli Usa verso l'Asia Pacifico evitando atteggiamenti isolazionistici da parte di Washington. 

Anche il primo ministro turco, Binali Yildirim, si è congratulato con Donald Trump. «Ci congratuliamo con Trump», ha dichiarato Yildirim, citato dal sito del quotidiano Hurriyet. «Rivolgo un appello pubblico al nuovo presidente per l'urgente estradizione di Fethullah Gulen, mente, esecutore e responsabile dell'odioso tentativo di colpo di stato il 15 luglio, che vive sul suolo americano», ha aggiunto il primo ministro, secondo il quale l'estradizione del predicatore potrebbe segnare un «nuovo inizio» nelle relazioni tra Usa e Turchia. «Sono sicuro che la partnership strategica tra Turchia e Usa, che si basa su una lunga storia, ha creato un'opportunità per il nuovo presidente, prestando attenzione alla sensibilità della Turchia nella lotta contro il terrorismo, di far progredire le relazioni amichevoli dando priorità alla pace e alla sicurezza nella regione», ha concluso Yildirim.
Mercoledì 9 Novembre 2016, 10:50 - Ultimo aggiornamento: 09-11-2016 18:16
© RIPRODUZIONE RISERVATA




QUICKMAP