Uccide i genitori, la sorella e la nonna il giorno prima della laurea: non aveva mai dato esami

Martedì 27 Ottobre 2020 di Federica Macagnone

I suoi parenti erano convinti che Menhaz Zaman, 24enne di Markham, in Canada, avesse di fronte a sé un futuro radioso. Per anni avevano pensato che passasse le sue giornate sui libri ed erano pronti e festeggiare la sua laurea, che si sarebbe dovuta celebrare il 28 luglio 2019. Ma mentre loro erano indaffarati per gli ultimi preparativi della grande festa, Menhaz studiava un piano per eliminare la sua famiglia e non dover rivelare a tutti che aveva condotto una doppia vita. Infatti, invece di andare ai corsi di Ingegneria all’università di York, il ragazzo trascorreva le sue giornate davanti ai videogiochi, in palestra o girovagando nei centri commerciali. 

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Menhaz aveva smesso di andare all’università dopo i primi esami. Si era depresso dopo i primi brutti voti e aveva deciso di ritirarsi, senza comunicare la sua decisione alla famiglia. Per anni ha vissuto nella menzogna, fino alla vigilia della sua laurea quando ha ucciso la madre Momotaz Begum, 50 anni, il padre Moniruz Zaman, 59, la sorella Malesa Zaman, 21, e la nonna Firoza Begum, 70.

Menhaz ha ucciso prima sua madre intorno alle 15 del 27 luglio e sua nonna un'ora dopo. Entrambe sono state trovate a terra con una ferita alla gola. Dopo gli omicidi si è seduto a giocare ai videogames, ha fatto un pisolino e poi si è messo ad  aspettare che sua sorella e suo padre tornassero a casa dal lavoro. Quando sono rientrati li ha colpiti alla testa con un piede di porco e li ha sgozzati entrambi.

Dopo gli omicidi ha inviato messaggi agli amici, raccontando quello che aveva fatto: «Sono un patetico subumano codardo. Avevo pianificato tutto questo da tre anni». Gli amici, sotto choc, hanno allertato la polizia che ha trovato i corpi di tutte e quattro le vittime nella casa di famiglia.

Il mese scorso Menhaz si è dichiarato colpevole dell'omicidio di secondo grado di sua madre e degli omicidi di primo grado di nonna, sorella e papà. Nell’udienza prima della sentenza ha detto: «Non sono sicuro di quello che mi succederà, ma vorrei solo scusarmi con chiunque abbia avuto un impatto negativo dalle mie azioni, in particolare con le persone che conoscevano la mia famiglia, gli amici e le persone care. Mi dispiace». Il 2 novembre il giudice dovrà stabilire quale sarà la condanna: potrebbe optare per 40 anni di carcere senza libertà condizionale.

Ultimo aggiornamento: 19:05 © RIPRODUZIONE RISERVATA