Ucraina, Corte Onu: «Non c'è genocidio in Donbass, sospendere le operazioni militari». Russia e Cina votano contro (insieme)

Ucraina, Corte Onu: «Non c'è genocidio in Donbass, sospendere le operazioni militari». Russia e Cina votano contro (insieme)
Ucraina, Corte Onu: «Non c'è genocidio in Donbass, sospendere le operazioni militari». Russia e Cina votano contro (insieme)
Mercoledì 16 Marzo 2022, 20:47 - Ultimo agg. 23:56
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Non c'è un genocidio in Donbass secondo la Corte internazionale di giustizia che oggi si è espressa sul presunto genocidio denunciato da Putin in Ucraina come scusa per invadere

La Corte internazionale di Giustizia ritiene che la Russia deve «sospendere immediatamente l'operazione militare avviata il 24 febbraio 2022 sul territorio dell'Ucraina», ha detto la presidente della Corte, Joan Donoghue, in merito alle richieste di Kiev di «misure provvisorie». La delibera infatti è la risposta al ricorso urgente intrapreso dall'Ucraina lo scorso 26 febbraio scorso in cui si chiedeva una sentenza d'urgenza della Corte sulle accuse infondate di Mosca riguardo i presunti crimini di genocidio commessi nelle regioni di Luhansk e Donetsk.

Ma leggiamo cosa dice la delibera di 22 pagine pubblicato oggi dalla Corte. 

«Le due parti devono astenersi da atti che rischino di aggravare la controversia» su cui la Corte è stata chiamata a deliberare «o di renderne la soluzione più difficile», prosegue la giudice annunciando la decisione presa oggi dopo il ricorso presentato dall'Ucraina. Introducendo la delibera, Donoghue si è inoltre rammaricata che la Russia non abbia partecipato alle udienze precedenti e ha stabilito che - al contrario di quanto sostenuto da Mosca - la Corte internazionale di Giustizia dell'Aja abbia «la giurisdizione» per decidere sul caso in base alla Convenzione Onu sul genocidio.

Il documento è stato approvato con 13 voti a favore tra cui il presidente. Due i voti contrari: quello del vice presidente russo Gevorgian e del giudice cinese Xue. 

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La Russia non ha partecipato all'udienza iniziale e neanche oggi sono apparsi in aula i suoi avvocati. Invece ha inviato una lettera sostenendo che la Corte - massimo organismo Onu per dirimere le contese tra Stati - non avrebbe avuto giurisdizione sul caso.

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