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MARIO DRAGHI

Ucraina, guerra in diretta. Gazprom: nel 2022 export gas ridotto del 31%. Missili su civili a sud di Odessa: 21 morti, 2 bambini

Venerdì 1 Luglio 2022 di Marco Ventura
Ucraina, guerra in diretta: missili su palazzi e centri ricreativi: 17 morti, tra i feriti anche bambini

L'ennesima strage di civili insanguina l'Ucraina. Mentre ancora si rimuovono le macerie del centro commerciale bombardato a Kremenchuk, un nuovo attacco missilistico russo ha centrato in pieno un condominio e un centro ricreativo nella regione meridionale di Odessa: almeno 21 le vittime accertate, 16 rimaste uccise negli appartamenti e 5 nel luogo di ritrovo, tra cui un dodicenne, mentre altre 39 persone sono state ferite, compresi 6 bambini. Il raid ha preso di mira il villaggio di Serhiivka, baia lagunare sulla costa del Mar Nero, un'ottantina di km a sud di Odessa. E proprio sul Mar Nero volava il bombardiere russo che ha colpito la città con missili «molto pesanti e molto potenti», ha spiegato il portavoce del governatore, Serhiy Bratchuk. Il nuovo massacro scuote l'oblast di Odessa, che solo poche ore fa era stata dichiarata «interamente liberata dagli occupanti», dopo il ritiro delle forze nemiche dall'Isola dei Serpenti. La «risposta» delle Forze armate non si farà attendere, ha avvertito il consigliere di Volodymyr Zelensky. Il presidente ucraino denunciato l'attacco come un «atto di terrorismo». Ma ancora una volta il Cremlino ha negato di aver preso di mira obiettivi civili.

Immediate sono giunte le condanne occidentali. L'alto rappresentante Ue Josep Borrell ha parlato di «atti che equivalgono a crimini di guerra», mentre Berlino ha accusato Mosca di agire in modo «disumano e cinico». E per il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, con gli attacchi di oggi Vladimir «Putin sta dimostrando una sola cosa: di non volere la pace». I bombardamenti continuano a mietere vittime in tutto il Paese. Sempre a sud, Kiev ha denunciato raid sull'area portuale di Mykolaiv con bombe a grappolo vietate, con un fuoco di fila di dieci missili sparati nell'arco di 25 minuti. Nella regione nordorientale di Kharkiv, in 24 ore gli attacchi hanno provocato almeno 4 morti e 5 feriti. Orrori che continuano a emergere anche nelle città già conquistate dai russi come Mariupol, dove secondo gli ucraini è stata trovata un'altra fossa comune con più di cento corpi.

I combattimenti proseguono intanto nel Donbass, dove l'esercito di Putin sta cercando di accerchiare da sud e da ovest le truppe nemiche a Lysychansk, l'unica città della regione di Lugansk ancora controllata da Kiev. Le unità di difesa sono state sottoposte al fuoco d'artiglieria negli insediamenti circostanti, mentre i russi tentano di prendere il controllo dell'autostrada strategica Bakhmut-Lysychansk. Sul piano diplomatico, gli sforzi si concentrano sui corridoi del grano. Reduce dal vertice Nato di Madrid, il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha annunciato nuovi colloqui nelle prossime ore con Putin e Zelensky. «Possiamo esportare questi prodotti ai Paesi che ne hanno bisogno, nella regione abbiamo a disposizione circa 20 navi e sono pronte a partire», ha assicurato. Consultazioni sono state confermate da Kiev, secondo cui però non è ancora stata fissata alcuna data per un incontro «in Turchia o da qualsiasi altra parte».

Per il momento resta comunque escluso un confronto diretto tra i leader, dopo che il Cremlino ha precisato che il presidente indonesiano Joko Widodo non ha consegnato a Putin un messaggio scritto di Zelensky. La riapertura delle rotte navali per le esportazioni resta la priorità di Kiev. «Se questa minaccia della fame non viene rimossa, se il Mar Nero non viene sbloccato immediatamente - ha avvertito Zelensky in videocollegamento con un festival a Vienna - il risultato della crisi alimentare sarà uno tsunami migratorio che raggiungerà anche voi, anche se l'Austria è lontana dal mare». Ma proprio sul grano potrebbe aprirsi ora un nuovo fronte. L'ambasciatore ucraino ad Ankara, Vasyl Bodnar, ha chiesto alle autorità della Turchia di sequestrare la nave russa Zhibek Zholy, che ha gettato l'ancora nei pressi delle sue coste dopo essere salpata dal porto «occupato» di Berdiansk con un carico di migliaia di tonnellate di cereali che per Kiev è stato rubato.

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La diretta

Ore 19.30 - L'ambasciatore ucraino ad Ankara, Vasyl Bodnar, ha chiesto alle autorità turche di sequestrare la nave russa Zhibek Zholy, giunta nei pressi delle coste turche del Mar Nero dal porto «occupato» di Berdiansk con un carico di 7.000 tonnellate di grano. Il cargo, lungo 140 metri, ha gettato l'ancora a circa un chilometro dal porto di Karasu, a est dell'imboccatura del Bosforo. «Sono convinto che verranno prese misure che eviteranno i tentativi di violare la sovranità dell'Ucraina», ha affermato il diplomatico. Kiev ha accusato Mosca di aver rubato il suo grano.

Ore 18.20 - Il colosso russo Gazprom ha ridotto dell'8,6% la produzione di gas nei primi sei mesi del 2022 e del 31% l'esportazione verso i Paesi non aderenti alla Comunità degli Stati indipendenti (Csi, ex repubbliche sovietiche). Lo rende noto la stessa Gazprom, secondo la Tass. La media giornaliera di esportazioni a giugno è crollata di un quarto rispetto allo scorso maggio.

Ore 17.35 - «Oggi, l'Ucraina ha presentato un importante dossier alla Corte di giustizia internazionale. Abbiamo fornito prove che la Russia ha violato la Convenzione sul genocidio giustificando la sua aggressione con un falso pretesto di un "genocidio" che non c'è mai stato. Un passo cruciale per far sì che la Russia sia tenuta a risponderne e far pagare la Russia per i danni che ha inflitto». Lo ha scritto sul suo profilo Twitter il ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba.

Ore 17.15 - Consultazioni sono in corso sullo sblocco dei porti ucraini per l'esportazione di grano, in particolare con le Nazioni Unite e la Turchia, ma non è stata ancora fissata alcuna data per un incontro «in Turchia o da qualsiasi altra parte». Lo ha detto il capo dello staff di Zelensky, Andriy Yermak, citato da Ukrinform. Al momento, ha aggiunto, non ci sono invece accordi o trattative riguardanti un incontro tra il presidente dell'Ucraina, Volodymyr Zelensky, e il presidente della Russia, Vladimir Putin.

Ore 17.00 - Le autorità filorusse dell'autoproclamata Repubblica separatista di Donetsk hanno incriminato altri due «mercenari» britannici con le stesse accuse contestate ai tre combattenti volontari stranieri pro- Ucraina - due britannici e un marocchino - che sono già stati condannati a morte. Lo riferisce la Tass.

Ore 16.45 - «Proponiamo» «di dare 1 miliardo di euro per l' Ucraina. La prima parte del pacchetto di assistenza macrofinanziaria annunciato a maggio. Contribuirà a soddisfare le esigenze urgenti del Paese. L'Ue continuerà a fornire aiuti all' Ucraina e a sostenere la sua ricostruzione a lungo termine». Lo annuncia su twitter la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen.

Ore 16.15 - Tra il serio e il faceto, Mosca reagisce alla decisione dell'Unesco di riconoscere il Borscht, piatto tipico della cucina ucraina, quale patrimonio dell'umanità e la addita come un caso di «nazionalismo» ucraino, parlando di «ucrainizzazione». «Per dare al mondo un esempio culinario dell'attuale nazionalismo di Kiev citerò un fatto: hummus e pilaf sono riconosciuti come piatti nazionali di diversi Paesi», ha scritto su Telegram la portavoce del ministero russo degli Esteri, Maria Zakharova. «ma da quello che capisco - ha continuato - tutto è oggetto di ucrainizzazione».

Ore 11.29 - Lavrov: "La Nato è alla ricerca di un nemico esterno"

«La Nato è sempre stata alla ricerca di un nemico esterno, in gran parte a causa della necessità di preservare la 'raison d'etrè della Nato che - e molti politici e analisti occidentali lo riconoscono - è scomparsa quando l'Organizzazione del Trattato di Varsavia e l'Unione Sovietica hanno cessato di esistere». Lo ha affermato il ministro degli esteri russo Sergey Lavrov durante un incontro con gli studenti e il personale docente dell'Università Statale Bielorussa.

Ore 10.15  Civili uccisi a Odessa, la risposta di Kiev

Oleksiy Arestovich , consigliere del presidente ucraino Zelensky, annuncia che la Russia non dovrà aspettare molto per la «risposta» delle Forze armate ucraine dopo gli attacchi missilistici nella regione di Odessa. Lo riporta Unian. «Tre X-22 (lo stesso tipo di missile che ha colpito il centro commerciale di Kremenchuk, ndr) hanno colpito edifici residenziali e centri ricreativi nel distretto di Bilhorod-Dnistrovskyi nella regione di Odesa. Con che razza di bastardi dobbiamo combattere. Bene, aspettatevi una risposta , maledizione. E non dovrete aspettare a lungo», ha assicurato Arestovych.

Ore 9.20 La strage dei bambini

Sono 343 i bambini uccisi in Ucraina dal giorno dell'invasione russa del Paese. 635 i feriti. Lo rende noto l'ufficio del Procuratore generale ucraino, precisando che il maggior numero delle vittime si registra nelle regioni di Donetsk, Kharkiv, Kiev e Chernihiv. I bombardamenti di città e villaggi ucraini da parte delle forze armate russe - aggiunge la nota - hanno danneggiato 2.102 istituzioni educative, 215 delle quali sono andate completamente distrutte.

Ore 9.15  Von der Leyen: Ue a fianco di Kiev

 «C'è una lunga strada da percorrere ma l'Europa sarà al vostro fianco ogni passo del cammino, fino al momento che attraverserete la porta che conduce nella nostra Unione europea». Lo ha detto la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen parlando in videocollegamento alla Rada ucraina, il Parlamento ucraino, dopo la concessione dello status di candidato a Kiev. Von der Leyen si è soffermata sulla necessità per Kiev di attuare delle riforme e ha invitato Ucraina «a concentrarsi sulla legge anti-oligarchi».

Ore 8.30 Bombe a grappolo sui civili

L'area portuale di Mykolaiv, nel Sud dell' Ucraina, è stata colpita da proiettili a grappolo proibiti, ci sono vittime. Lo riferisce il governatore Vitaliy Kim aggiornando le notizie fornite dal sindaco Oleksandr Sienkovych secondo il quale dieci missili sono stati lanciati questa mattina sulla città nell'arco di 25 minuti. Lo riporta il Guardian.

Ore 7.10 Dieci missili su Mykolaiv, ci sono vittime

Questa mattina dieci missili sono stati lanciati dalle truppe russe nel giro di 25 minuti su Mykolaiv, nell' Ucraina meridionale. Lo ha annunciato il sindaco Oleksandr Sienkovych, riferendo che i canali locali di Telegram parlano di una grande nuvola di fumo che si è alzata sulla città dopo le esplosioni. Al momento non ci sono informazioni sulle conseguenze dei bombardamenti, riporta Unian.

Ore 5.30 Zelensky: «Importante il ritiro dei russi dall'Isola dei serpenti»

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha elogiato le forze armate ucraine per il ruolo avuto nel ritiro russo dall'Isola dei Serpenti. Nel suo consueto discorso serale il leader di Kiev - riferisce l'agenzia ucraina Unian - ha detto di essere «grato ai nostri artiglieri, ai piloti dell'aviazione, all'esercito e alle forze aeree». Poi ha sottolineato che l'isolotto «è un punto strategico» e il ritiro russo «cambia in modo significativo la situazione nel Mar Nero». Secondo Zelensky tutto ciò «non garantisce sicurezza, non garantisce che il nemico non torni, ma limita già notevolmente le azioni degli occupanti. Passo dopo passo li spingeremo fuori dal nostro mare, dalla nostra terra, dal nostro cielo».

Ore 2.40 - Palazzi centrati da missili: 19 morti

È di 19 vittime il bilancio del bombardamento russo su un condominio nella regione di Odessa. Secondo fonti ufficiali di Kiev, 15 persone sono morte e 30 sono rimaste ferite in seguito al raid sull'edificio. Altri quattro civili, compresi due bambini, sono stati uccisi nell'attacco al centro ricreativo. Altre sette persone, compresi tre bambini, sono stati tratti in salvo. Secondo il portavoce dell'amministrazione militare di Odessa, Sergei Bratchuk, un missile è stato lanciato  nella regione di Bilgorod-Dniester da un aereo proveniente dal Mar Nero.

L'Isola dei serpenti

Nel mito dell’Isola dei serpenti, abbandonata ieri dalle forze russe come «gesto di buona volontà» secondo il Cremlino, sotto il peso degli attacchi ucraini secondo Kiev, c’è tutta la guerra russo-ucraina, compreso il giallo delle mediazioni sotterranee. L’ultima, ieri, quella del presidente indonesiano Joko Widodo, che annuncia di avere consegnato a Putin un messaggio del presidente Zelensky. «Ho espresso la mia disponibilità a stabilire una comunicazione tra i due leader». Tornando all’isola, le dimensioni della leggenda sono i 17 ettari che affiorano nel Mar Nero, poco più di 3 chilometri di costa. Niente alberi, il vento spazza questa crosta arida di terra sperduta nel Mar Nero a 45 chilometri dall’Ucraina meridionale, a 30 da quella romena, a 140 dal porto di Odessa, a 170 dalla base Nato romena di Mihail Kogalniceanu. In posizione per controllare i traffici verso il Bosforo che portano, tra l’altro, il grano ora bloccato nei silos.

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L’AMMIRAGLIA

In tredici, ucraini, presidiavano l’avamposto quando il 24 febbraio l’ammiraglia della flotta russa, il “Moskva”, si è presentata a vista dell’isola e ha intimato la resa. Poche parole via radio: «Questa è una nave militare russa… Vi suggerisco di deporre le armi e arrendervi per evitare un bagno di sangue e vittime non necessarie. In caso contrario, vi bombarderemo». La guardia Roman Gribov decide in una manciata di secondi. Si rivolge - riporta il britannico “Telegraph” che sull’Isola dei Serpenti ha creato quasi un sequel - a una collega donna. «Bene, questo è. Gli dico che vada a farsi f...? Così ci capiamo». Ed è quello che in effetti dice. «Nave da guerra russa, vai a farti f...». Frase che diventa una bandiera per tutti gli ucraini. Si trasforma in magliette nei negozi. E in un francobollo con un ucraino di guardia all’isola che mostra l’indice medio al “Moskva”, con tutti i suoi cannoni e il suo scafo che, del resto, verrà distrutto e affondato dagli ucraini, a scorno di Putin. La fionda di Davide colpisce Golia. Il mito si alimenta con la bufala della morte di tutti e tredici i “difensori” del baluardo marino, che invece “risorgono” e vengono inaspettatamente scambiati con altri prigionieri, tornando a casa. Compreso l’autore della storica risposta ai marconisti russi. Ma gli ucraini non hanno mai rinunciato a riconquistare l’isola, mettendo in pratica una semplicissima strategia: distruggere tutto ciò che di russo si avvicina a quei miseri ma cruciali 17 ettari di terra brulla.

 

L’INTELLIGENCE

Kyrylo Budanov, il capo dell’Intelligence militare ucraina, spiega che chiunque riesca a tenere le posizioni sulla “Zmiiny Island”, nome dell’isola, controlla «la superficie e in una certa misura anche i cieli dell’Ucraina meridionale, e può interdire i movimenti delle navi commerciali in tutte le direzioni dal Sud del Paese». Infatti la Russia, una volta conquistato quel fazzoletto conteso, ha cercato di installarvi lancia-missili Pantsir-S, Tor-M2 e 9K35 Strela medio-corto raggio. Avrebbe anche voluto schierarvi lanciatori S-400, per colpire Odessa con missili 48N6. L’ultimo attacco ucraino era stato registrato proprio ieri mattina: la neutralizzazione di un sistema Pantsir. Ma in precedenza era stato tutto uno stillicidio di video che avevano dato le ali all’orgoglio ucraino. Ecco un drone che abbatte uno degli elicotteri russi in avvicinamento. Il destino del “Moskva” aveva reso ancora più precaria la presenza russa sull’isola, non sufficientemente coperta dallo scudo-radar dell’ammiraglia. Fino a ieri, a un annuncio che però nasconde un giallo. I russi sono stati i primi a dare una versione articolata di quella che presentano come una loro scelta.

«Il 30 giugno, come atto di buona volontà le forze armate della Federazione hanno completato i compiti assegnati sull’Isola dei Serpenti e ritirato la guarnigione di stanza», dichiara il ministero della Difesa. «È pertanto dimostrato alla comunità internazionale che la Russia non interferisce con gli sforzi dell’Onu per organizzare un corridoio umanitario per esportare i prodotti agricoli». Kiev non potrà più «speculare sul tema dell’imminente crisi alimentare. Adesso la parola spetta alla parte ucraina, che non ha ancora liberato la costa del Mar Nero vicina alle sue coste». Parole che fanno ipotizzare un accordo, quello su cui lavora da settimane la Turchia di Erdogan, per garantire la sicurezza dei “corridoi del grano”. I russi dicono: abbiamo liberato l’isola, ora gli ucraini tolgano le mine dalle acque di Odessa. Ma intanto da Kiev salgono le grida di vittoria. «Le forze armate ucraine hanno cacciato i russi», scrive su Telegram Andriy Yermak, capo dell’Ufficio presidenziale. «Il nemico l’ha lasciata. Lo abbiamo costretto a farlo», rivendica un portavoce dello Stato maggiore, Oleksiy Gromov. E il mito arriva fino al vertice della Nato, col presidente Usa Biden che dice: «L’Isola dei Serpenti è stata ripresa, staremo con l’Ucraina per tutto il tempo necessario».

Ultimo aggiornamento: 2 Luglio, 11:01 © RIPRODUZIONE RISERVATA