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Ucraina, l'Occidente si divide le zone da ricostruire. Italia beffata: si aggiudica un'area occupata

Giovedì 7 Luglio 2022 di Marco Ventura
Ucraina, l'Occidente si divide le zone da ricostruire. Italia beffata: si aggiudica un'area occupata

La guerra continua ma la ricostruzione è già cominciata. Sulla carta. E in base alla prima sventagliata di slide mostrate alla Conferenza di Lugano, l'Italia si sarebbe aggiudicata, insieme alla Polonia, il Donetsk. Che per metà è già nelle mani dei russi e presto potrebbe essere del tutto perduto, considerando che i civili stanno già fuggendo in massa. La parte del leone la faranno i due Paesi che più di tutti si sono impegnati finanziariamente e militarmente a sostegno di Zelensky: la Gran Bretagna che si occuperà della capitale, Kiev, e gli Stati Uniti che si prenderanno cura della seconda città del Paese, anche ieri sotto bombardamento, Kharkiv. Americani e britannici avranno poi la responsabilità maggiore della ricostruzione delle forze armate ucraine e dei loro arsenali. 

Nel Regno Unito, fra l'altro, si sta addestrando un primo gruppo di militari ucraini, assistiti da elementi di una brigata di assistenza alle forze di sicurezza. L'addestramento ha spiegato il ministro della Difesa Ben Wallace include l'uso delle armi, il primo soccorso sul campo, le tattiche di pattugliamento e lezioni sul diritto dei conflitti armati. Ogni corso durerà due settimane. In totale, il governo britannico sta fornendo aiuti militari per 2.3 miliardi di dollari. Altro Paese molto impegnato sul fronte politico-diplomatico, la Turchia, gratificata con Kharkiv. Ancora, i Paesi baltici a Zytomyr, la Danimarca a Mykolaiv (in mani ucraine e sulla linea del fronte), la Grecia a Mariupol, conquistata e polverizzata dai russi. Il sindaco, ieri, ha calcolato che fare risorgere la città-porto sul Mar d'Azov costerà oltre 14 miliardi di dollari in dieci anni. Ben 356 condomini sono stati distrutti o danneggiati, bombardato oltre il 40 per cento degli edifici privati. Si tratta di restituire una casa a 220mila persone. 

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La domanda è: a Mariupol tornerà mai a sventolare la bandiera ucraina? La Germania ricostruirà Cernihiv, il Canada Sumy. A Svezia e Paesi Bassi assegnata la provincia di Kherson, dove le forze di Zelensky stanno disperatamente cercando un varco per contrattaccare. Finora, è ovvio, si tratta solo di un progetto, e le mappe definitive sarà la guerra a disegnarle. Ma intanto è evidente quali saranno i Paesi in prima linea. Singolare che Italia e Polonia, la prima molto attiva sul fronte politico-diplomatico a favore di Kiev nonostante la dipendenza dall'energia russa, la seconda stressata nelle strutture di soccorso e assistenza per l'imponente afflusso di profughi, siano relegate in una provincia che l'Ucraina sta per perdere e potrebbe non poter mai ricostruire. Quanto al Lugansk, occupato tutto dai russi con la caduta di Lysychansk, andrebbe sotto la protezione di Finlandia e Repubblica ceca. Intanto, ieri la presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, ha definito «giusta» l'idea, caldeggiata dal premier ucraino Schmyal, che i beni russi congelati «siano utilizzati per la ricostruzione del Paese». E ha aggiunto: «Stiamo lavorando per renderlo possibile». 

Schmyal ha stimato i beni dei nababbi di Mosca «tra i 300 e i 500 miliardi di dollari». È notizia di ieri pure l'ottava morte misteriosa tra gli oligarchi russi: Yuri Voronov, super manager legato a Gazprom, è stato trovato morto - gli hanno sparato - nella sua piscina a San Pietroburgo. 

Il piano complessivo della ricostruzione ammonta, per ora, a 750 miliardi per 850 progetti, 350 da spendere nei primi tre anni per 580 progetti, 400 fino al 2032 per i restanti. A Lugano, per l'Italia, era presente il sottosegretario agli Esteri, Benedetto Della Vedova, che ha riaffermato «il sostegno politico, militare e finanziario all'Ucraina e alla sua popolazione, alla sua integrità territoriale e sovranità, all'indipendenza e alla libertà, alla sua resistenza e naturalmente alla ricostruzione».

Ultimo aggiornamento: 8 Luglio, 10:26 © RIPRODUZIONE RISERVATA