Ucraina, a Mariupol l’ennesimo episodio di «libricidio» da parte della Russia

Ucraina, a Mariupol l’ennesimo episodio di «libricidio» da parte della Russia
di Mattia Ronsisvalle
Domenica 6 Novembre 2022, 20:20 - Ultimo agg. 20:22
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A Mariupol, nella regione di Donetsk, gli occupanti russi hanno bruciato libri di testo ucraini nel cortile della «Scuola n. 48».

L’ennesimo episodio di libricidio. L’ennesimo colpo sparato contro la cultura ucraina. L’ennesimo atto di una strategia mirata a cancellare l’identità di chi non concorda con la visione della «Grande Madre Russia».

Nelle scorse settimane le truppe della Russia hanno bruciato libri scolastici di letteratura, arte e storia ucraina. L’episodio - degno di una scena del libro «Storia di una ladra di libri» di Markus Zusak – è accaduto presso la Scuola n.48 della città di Mariupol, nella regione di Donesk.

«Nel cortile della scuola. I libri di testo ucraini sono stati bruciati proprio qui. Il fascismo moderno e i veri obiettivi della Russia sono esattamente così. Rabbia. Proviamo solo rabbia». Questo il commento del consigliere del sindaco Petro Andryushchenko.

Il concetto di «fascismo moderno» è stato affrontato anche Denys Kazansky.
Ma facciamo un passo indietro.

Lo scorso settembre il giornalista ucraino denunciò la scoperta nella regione di Kharkiv di atti volti a rimuovere la letteratura e i simboli della Storia ucraina dai libri scolastici. Come indicato nella documentazione firmata dagli amministratori scolastici russi, sono stati confiscati dalle scuole libri di testo ucraini – anche quelli che citavano solamente le parole «Ucraina» e «Kiev». Come sottolineato dalla comunità ucraina, i testi scolastici non sono stati bruciati «come spesso fanno gli occupanti russi».

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Ed è qui che torniamo all’uso della parola fascista da parte di Kazansky, il quale ha dichiarato: «Con il pretesto di combattere il fascismo, hanno iniziato a provare a distruggere la lingua e la cultura ucraina, proprio come centinaia di anni fa faceva qualcuno appartenente alla destra estrema. Queste sono le ennesime prove della politica di genocidio portata avanti dagli occupanti russi in Ucraina».

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