Ucraina, le regole della guerra: ecco perché i trattati sui soldati garantiscono anche Azov

Venerdì 20 Maggio 2022 di Mariagiovanna Capone
Ucraina, le regole della guerra: ecco perché i trattati sui soldati garantiscono anche Azov

Quali sono le regole di una guerra?

Le regole da seguire in guerra sono stabilite dalle Convenzioni di Ginevra per quanto riguarda lo status delle persone, chi sono i combattenti e chi non lo sono, quindi chi deve essere escluso dalla guerra così come i luoghi che non possono essere colpiti. Le Convenzioni dell'Aia stabiliscono invece l'uso delle armi, della loro letalità e delittuosità.

Come si definisce lo status dei luoghi?

Deve essere indicato con i segni prescritti dalla Convenzione di Ginevra come luogo neutrale, si deve comunicare, non si deve utilizzare per i combattimenti, occorre accettare eventualmente un'ispezione della Croce Rossa internazionale e solo dopo quel luogo potrà essere considerato neutrale. Cioè non basta scrivere sul tetto di un edificio bambini per non farlo colpire. Le regole devono valere per tutti e sono tali nella misura in cui sono condivise.

Secondo le leggi vigenti come dovrebbero essere i prigionieri di guerra e in particolare i resistenti dell'Azovstal?

Secondo le norme della Convenzione di Ginevra sono combattenti legittimi e come tali dovranno essere considerati. In sostanza dovranno essere curati, alloggiati, nutriti, potranno comunicare con le famiglie e ricevere anche le visite della Croce Rossa internazionale. Questo dice la Convenzione e questa dovrà essere la linea da mantenere da parte della Russia, firmataria insieme all'Ucraina della Terza Convenzione di Ginevra del 1949, quella dedicata in modo specifico ai prigionieri di guerra.

Come si tutela un prigioniero di guerra?

Non esiste una sola Convenzione di Ginevra ma diverse e tra queste, quella riferita ai prigionieri di guerra, stabilisce prima di tutto che sono combattenti legittimi. Cioè nel momento in cui un individuo viene catturato e indossa un'uniforme e i segni distintivi di appartenenza di una nazionalità e di una forza armata è un combattente legittimo e va quindi trattato secondo le norme. Diverso è il discorso se il prigioniero indossa un abito borghese, questione che rende particolarmente spinoso definire i partigiani, poiché è difficile assegnare loro uno status preciso. Ma per quanto riguarda i soldati con segni distintivi che agiscono nell'ambito di un'unità organizzata alle dipendenze di un esercito.

I componenti del battaglione d'Azov sono definibili come combattenti legittimi?

«Sì, il battaglione Azov è regolarmente inquadrato nelle forze armate ucraine, su di loro non possono esserci equivoci: sono combattenti legittimi. Indossano le uniformi, portano i gradi e sulla divisa c'è la bandiera nazionale, quindi non possono essere equiparati a terroristi, banditi, partigiani o guerriglieri.

Qual è il trattamento previsto per i prigionieri di guerra?

Hanno diritto a un trattamento umano, alloggiati e nutriti, ricevere le visite della Croce Rossa, comunicare coi familiari, curati se feriti».

Gli alloggi dovranno avere delle caratteristiche particolari?

Sì. Le condizioni di alloggio dei prigionieri di guerra dovranno essere confortevoli, tener conto delle usanze e delle consuetudini dei prigionieri e non dovranno, in nessun caso, essere dannose alla loro salute. In particolare, i dormitori dei prigionieri di guerra dovranno avere superficie e cubatura d'aria minima adeguata, suppellettili, materiale da letto e coperte. I locali destinati all'uso sia individuale sia collettivo dovranno essere interamente al riparo dall'umidità, sufficientemente riscaldati e illuminati, specie tra l'imbrunire e lo spegnimento delle luci. Dovranno essere prese tutte le precauzioni contro i pericoli d'incendio.

Riguardo al cibo quali sono le tutele?

La razione alimentare quotidiana di base sarà di quantità, qualità e varietà sufficienti per mantenere i prigionieri in buona salute e impedire perdite di peso o denutrizione. Sarà pure tenuto conto del regime cui i prigionieri sono abituati. I prigionieri di guerra dovranno partecipare, in tutta la misura del possibile, alla preparazione del loro vitto. Sono vietati i provvedimenti disciplinari collettivi che colpiscono i prigionieri nel vitto.

Se ci sono feriti cosa accade?

Ogni campo disporrà di un'infermeria adeguata nella quale i prigionieri di guerra potranno ricevere le cure di cui avessero bisogno, come pure un regime alimentare appropriato. In caso di bisogno saranno riservati locali d'isolamento per chi ha malattie contagiose o mentali. I prigionieri di guerra colpiti da malattia grave o il cui stato esiga una cura speciale, un intervento chirurgico o ricovero dovranno essere ammessi in ogni ospedale militare o civile adatto per curarli. I prigionieri di guerra saranno curati di preferenza da personale sanitario della Potenza dalla quale dipendono e, se possibile, della stessa loro nazionalità.

Perché c'è questa tensione internazionale sui prigionieri dell'Azovstal?

Perché vi è la netta sensazione che quando si tratta di rispetto dei diritti umani o delle convenzioni internazionali i russi non siano proprio trasparenti. Una terribile fama che deriva dal passato, da come si sono comportati con l'invasione della Polonia e della Germania, rinvigorita più di recente da quanto avvenuto in Afghanistan, nelle guerre caucasiche, in Cecenia. In aggiunta a comportamenti messi in atto verosimilmente da alcune unità proprio durante la campagna in Ucraina (pensiamo a quanto accaduto a Bucha, per esempio). Dobbiamo poi considerare che quando si viene catturati è un momento di choc per tutti, a prescindere dalla casacca di chi cattura e chi viene catturato, quando ciò avviene si spera che vada tutto bene, e in genere accade. È evidente che in presenza di comportamenti difformi acclarati, in situazioni che ricevono l'attenzione dei media come la resa del battaglione Azov dall'acciaieria di Mariupol, ci si chiede che fine faranno questi soldati. I russi hanno avuto comportamenti terribili in passato, stavolta però sono sotto i riflettori. 

Ultimo aggiornamento: 16:12 © RIPRODUZIONE RISERVATA