Ucraina-Russia, le armi americane arrivano a Kiev. E anche Londra si schiera

Berlino invia un ospedale da campo. Lunedì vertice ministri Ue

Sabato 22 Gennaio 2022
Ucraina, le armi americane arrivano a Kiev. E anche Londra si schiera contro la Russia

La diplomazia lavora ma intanto a Kiev arrivano le armi americane. Si tratta della prima tranche di aiuti decisa recentemente da Washington, 90 tonnellate di materiale (tra cui munizioni) consegnate da un 747 a stelle e strisce. La novità delle ultime ore, ad ogni modo, è che al fianco degli Usa è scesa Londra, sempre più determinata a ritagliarsi un ruolo autonomo nella crisi ucraina, presente e futura. Ecco allora che il ministro della Difesa russo, Serghei Shoigu, ha accettato d'incontrare il suo omologo britannico Ben Wallace: una mossa inusuale, dato che le relazioni russo-britanniche, se possibile, sono ancora più malandate di quelle con l'America. La Gran Bretagna, d'altra parte, ha "bruciato" le tappe rispetto ai partner europei e per prima ha inviato aiuti militari all'Ucraina (sistemi anticarro) con un cargo della RAF che ha evitato i cieli della Germania per far rotta su Kiev.

Ucraina, anche Londra si schiera contro la Russia

La mossa ha acceso il dibattito fra gli analisti, con qualche ricostruzione spericolata sul fatto che Berlino sarebbe fin troppo "russofila" in questo frangente. Dalla Germania, infatti, niente forniture dirette di armi, niente benestare alla riesportazione da parte di Paesi terzi (al contrario di quanto hanno fatto gli Stati Uniti con i Baltici), ma sì all'invio di «un ospedale da campo completo» entro febbraio. In realtà poi è emerso che è procedura standard della RAF evitare aree densamente popolate quando si trasportano esplosivi ma questo dà la misura di quanta sia la diffidenza - e la differenza di vedute - al momento in campo anche tra Paesi alleati.

 

Ma non finisce qui. La fuga in avanti di Londra è ben più articolata. Il ministero degli Esteri britannico sostiene di avere «informazioni» relative a contatti fra i servizi d'intelligence di Mosca e personalità politiche ucraine, lanciando il sospetto che il Cremlino stia non solo valutando un'incursione militare ma anche «un'invasione e un'occupazione» in piena regola per «installare» al governo di Kiev «una leadership filorussa». Il futuro «potenziale candidato» premier di Mosca sarebbe allora «l'ex deputato ucraino Yevhen Murayev». Poi si fanno i nomi dell'ex primo ministro Mykola Azarov, gli ex vicepremier Serhiy Arbuzov e Andriy Kluyev, nonché l'ex vicecapo del Consiglio di sicurezza nazionale Vladimir Sivkovich, tutti in sella sotto la presidenza considerata filo-russa di Viktor Yanukovich, deposto nel 2014. «L'informazione diffusa oggi getta luce sulla portata delle attività russe concepite per sovvertire l'Ucraina e dà un un'idea di ciò che al suo interno il Cremlino pensa di fare», ha commentato la ministra degli Esteri britannica Liz Truss. La stessa Truss, in un altro discorso venerdì, ha annunciato che Londra «sta promuovendo nuovi legami trilaterali con Polonia e Ucraina».

Lunedì vertice ministri Ue

Dichiarazioni che a Kiev sono state accolte con giubilo e dipinte dai media come «alleanze» fatte e finite. Insomma, la Londra post-Brexit, dentro la Nato ma fuori dall'Ue, protagonista dello "scippo" Aukus ai danni della Francia, sta assumendo il ruolo del falco europeo nei confronti di Mosca, con una libertà di azione (anche militare) senz'altro più marcata di quella europea. L'Ue, va detto, ha i suoi tempi e le sue liturgie. Che la mossa russa sulle «garanzie di sicurezza» sia una «minaccia» per l'architettura europea l'Unione lo ha detto in tutte le salse. Che la Russia pagherà «a caro prezzo» l'invasione dell' Ucraina, anche. Però sul fronte pratico nulla si è mosso. Lunedì i 27 si vedranno a Bruxelles per un consiglio affari esteri di routine (sul tavolo anche Siria, Libia, Mali e Sudan) che, però, con ogni probabilità sarà dominato dal dossier ucraino. Il segretario di stato Usa Antony Blinken si collegherà da remoto. Il tempo inizia a stringere: gli Usa hanno promesso di consegnare le «risposte scritte» alla Russia la prossima settimana. Poi toccherà a Vladimir Putin.

Ultimo aggiornamento: 23 Gennaio, 10:30 © RIPRODUZIONE RISERVATA