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Germania pronta a «accogliere disertori russi». Media: «Putin mobiliterà un milione di persone». Cremlino nega

Giovedì 22 Settembre 2022
Medvedev: «Anche nucleare per difendere territori annessi». Borrell: «A breve nuove sanzioni»

Il conflitto in Ucraina «è la guerra di un solo uomo», Vladimir Putin, che inseguendo «ambizioni imperiali» vuole «estinguere il diritto dell'Ucraina ad esistere come Stato», ricorrendo a «referendum farsa» e a minacce nucleari «spericolate e irresponsabili». Con queste parole Joe Biden attacca frontalmente lo zar davanti alla platea dell'assemblea generale dell'Onu (presente anche il premier Mario Draghi), rispondendogli poche ore dopo la sua decisione di alzare il livello dello scontro con una mobilitazione parziale di 300mila riservisti e agitando lo spettro della bomba atomica.

Una mossa che ha spinto l'Alto Rappresentante per gli Affari Esteri Josep Borrell a convocare nelle prossime ore a New York un Consiglio Esteri Ue straordinario: «Si tratta di un'altra enorme escalation. Sembra che stia parlando per disperazione, con la minaccia nucleare tenta di intimidire l'Ucraina e i Paesi che la supportano, ma ha fallito e fallirà ancora».

Putin e le minacce, Biden: «Chiunque vinca, l'Italia non lascerà la coalizione». La Ue: in arrivo nuove sanzioni

 

Ucraina-Russia, la diretta

Ore 20.00 - Il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov ha abbandonato la riunione del Consiglio di Sicurezza Onu sull'Ucraina dopo aver accusato Kiev e i suoi alleati occidentali di «impunità» nel Donbass. Lavrov è rimasto nella sala quasi solo per il tempo di pronunciare il suo discorso, lasciando un altro funzionario di Mosca per il resto dell'incontro.

Ore 19.40 - «Condanniamo con la massima fermezza il progetto di tenere i cosiddetti 'referendum' sull'adesione alla Russia nelle regioni ucraine in parte controllate dall'esercito russo». Lo fa sapere il Consiglio Atlantico in una dichiarazione. «I referendum farsa nelle regioni ucraine di Donetsk, Lugansk, Zaporizhzhia e Kherson non hanno alcuna legittimità e saranno una palese violazione della Carta delle Nazioni Unite. Gli alleati della Nato non riconosceranno la loro annessione illegale e illegittima. Queste terre sono dell' Ucraina: chiediamo a tutti gli Stati di respingere i palesi tentativi di conquista territoriale della Russia», si legge.

Ore 19.30 - «Le ultime decisioni russe, compresa una parziale mobilitazione militare, sono un'ulteriore escalation della guerra illegale contro l'Ucraina. Continuiamo a respingere l'irresponsabile retorica nucleare della Russia. Mosca è pienamente responsabile della guerra, delle immense sofferenze che la sua aggressione sta causando al popolo ucraino e del costo della sua guerra, anche per il popolo russo ora mobilitato. La Russia ha la possibilità di porre fine al conflitto, deve immediatamente fermare questa guerra e ritirarsi dall'Ucraina». Lo sostiene il Consiglio Atlantico in una nota.

Ore 18.19 - La Russia prevede di ridurre l'export di gas attraverso i suoi gasdotti di almeno il 40%, a 125,1 miliardi di metri cubi, nel periodo 2023-2025, mentre quest'anno le consegne si fermeranno a 142 miliardi. Lo rivela la bozza del piano triennale di Gazprom, consultata da Bloomberg. Anche se la bozza non fornisce alcuno spaccato sulla destinazione del gas, il taglio all'export sembra destinato a colpire soprattutto l'Europa, principale mercato di Mosca prima della guerra in Ucraina. I numeri potrebbero cambiare in quanto Gazprom deciderà sulle forniture in base alle condizioni di mercato, alle richieste dei clienti e all'evoluzione del confronto con l'Occidente su Kiev.

Ore 18.10 - L'Occidente è parte del conflitto in Ucraina. Lo ha detto il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov al Consiglio di Sicurezza Onu, chiedendo la punizione del governo di Kiev per i suoi crimini. «Gli Usa e i loro alleati con la connivenza delle organizzazioni internazionali per i diritti umani hanno coperto i crimini del regime di Kiev», ha sottolineato Lavrov.

Ore 17.55 - Il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov ha respinto al Consiglio di Sicurezza Onu le accuse occidentali sull'Ucraina e ha accusato Kiev di «trascinare i combattimenti per indebolire la Russia».

Ore 17.01 -  I soldati che potranno essere richiamati al fronte dalla Russia alla luce della mobilitazione parziale annunciata da Vladimir Putin non sarebbero 300 mila, come dichiarato dal ministro della Difesa Serghei Shoigu, ma un milione. Lo afferma la Novaya Gazeta Europe, citando una fonte del Cremlino. Il sito ricorda che l'articolo 7 del decreto, in cui si indica il numero delle persone arruolabili, è stato secretato. «La cifra è stata corretta più volte e alla fine si è deciso per un milione», ha riferito la fonte. Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha smentito la ricostruzione, definendola alla Tass «una menzogna».

Ore 16.33 - «I disertori che rischiano una pesante repressione ricevono di regola protezione internazionale in Germania», ha detto la ministra dell'Interno Nancy Faeser in un'intervista al domenicale della Frankfurter Allgemeine Zeitung, secondo un'anticipazione circolata oggi fra le agenzie. «Chi si contrappone coraggiosamente al regime di Putin, e per questo motivo è in gran pericolo, può chiedere asilo per persecuzione politica in Germania», ha aggiunto. Le richieste di asilo vanno comunque verificate caso per caso. «Da mesi la Germania accoglie russi dissidenti che sono perseguitati e minacciati», ha spiegato ancora la ministra. Il governo tedesco dà la possibilità soprattutto a giornaliste e giornalisti di scrivere dalla Germania liberamente, si legge. «Assieme al ministero degli Esteri, e con una procedura veloce e poco burocratica, abbiamo reso possibile già l'accoglienza di 438 persone». Fdp e Verdi hanno chiesto al governo di accogliere i disertori russi, scrive ancora la Faz. Anche il ministro della Giustizia, Marco Buschmann (Fdp) ha preso posizione su Twitter: «Molti russi lasciano la loro patria. Chi odia la via scelta da Putin e ama la democrazia è benvenuto di cuore in Germania».

Ore 16.00 - La Germania è pronta ad accogliere i disertori russi. Lo annunciano alcuni ministri del governo tedesco dopo la decisione presa ieri dal presidente russo Vladimir Putin sulla mobilitazione parziale per il conflitto in Ucraina.

Ore 12.47 - Né la Lituania né alcun altro Paese ha il dovere «di salvare dalla mobilitazione i cittadini russi», né di permettere l'ingresso per ragioni umanitarie a chi «fino a poco fa appoggiava la guerra». Lo ha affermato oggi il Primo ministro lituano Ingrida Šimonytė. La dichiarazione risponde a chi auspicava la concessione dello status di rifugiato per ragioni umanitarie a chi intendesse fuggire della mobilitazione parziale dichiarata ieri da Vladimir Putin. «La guerra è iniziata nel 2014 e la presente invasione il 24 febbraio. C'è stato molto tempo perché le persone potessero prendere posizione sulla guerra», ha dichiarato la Premier lituana.

Ore 12.00 - Sul tavolo del nuovo pacchetto di sanzioni contro la Russia, si apprende da fonti europee, ci sarà anche il price cap al petrolio. Sulla misura c'è stato già un accordo del G7 e la Commissione Ue ha già dato la propria disponibilità a procedere. Resta da vedere se Bruxelles riuscirà a ottenere il necessario consenso, con l'Ungheria che ha già manifestato la propria contrarietà nelle settimane scorse a nuove sanzioni che riguardino l'energia. Sul tema il portavoce della Commissione Eric Mamer non è sceso in dettagli limitandosi a sottolineare, in settori come il petrolio, la necessità di «coordinamento» con gli Alleati.

Ore 11.38 - «I vari generali idioti in pensione non hanno bisogno di spaventarci parlando di un raid della Nato in Crimea». Perché «i missili ipersonici sono in grado di raggiungere obiettivi in Europa e negli Stati Uniti molto più velocemente». Lo ha detto l'ex presidente e primo ministro russo Dmitry Medvedev, ora vicepresidente del Consiglio di sicurezza della Russia, che sul suo canale di Telegram ha chiarito che «la Russia ha scelto il suo cammino e non torna indietro». Questo è quello che devono capire «l'establishment occidentale e in generale tutti i cittadini dei paesi della Nato»

Ore 11.34 - La Russia prenderà «seriamente ogni segnale di una volontà degli Usa di migliorare le relazioni», ma al momento «la direzione è contraria». Lo ha detto il vice ministro degli Esteri russo Serghei Ryabkov

Ore 11.22 - La Cina auspica che gli Stati Uniti collaborino per «trovare un modo affinché le due grandi potenze con sistemi sociali, storie e culture diversi coesistano pacificamente e cooperino per risultati vantaggiosi per tutti». Lo ha detto il portavoce del ministero degli Esteri Zhao Lijian, sulle affermazioni di ieri del presidente americano Joe Biden all'Assemblea dell'Onu, secondo cui gli Usa non vogliono una nuova «Guerra Fredda» o conflitti con la Cina. Questo, ha aggiunto Zhao nel briefing quotidiano, «non solo avvantaggia i popoli di Cina e Stati Uniti, ma contribuisce alla pace, alla stabilità e allo sviluppo del mondo».

Ore 11.16 - Viktor Orban chiede che l'Ue revochi le sanzioni contro la Russia entro la fine dell'anno. Secondo quanto rivela il giornale «Magyar Nemzet», durante una riunione ieri del suo partito Fidesz, dopo l'annuncio di Vladimir Putin sulla mobilitazione parziale, il premier ungherese avrebbe fatto presente che «le sanzioni stanno causando problemi economici, una crisi energetica e l'inflazione». E questa è tutta colpa dei «burocrati di Bruxelles», che avevano «promesso» che le misure avrebbero danneggiato solo Mosca. Invece, a suo dire, «causano più danni all'Europa che alla Russia».

Ore 11.13 - «L'Ucraina ha liberato 215 eroi dalla prigionia russa. Apprezziamo molto il contributo di tutti coloro che sono coinvolti nel salvataggio dei difensori e non lo dimenticheremo mai. Molte grazie al presidente della Turchia, Recep Tayyip Erdogan, per aver guidato questo processo. Abbiamo concordato che i cinque comandanti Azov rilasciati saranno in condizioni confortevoli in Turchia fino alla fine della guerra e potranno vedere le loro famiglie». Così il presidente ucraino Voldymyr Zelensky su Telegram.

 

Ore 11.06 - I ministri degli Esteri di Italia, Francia, Germania, Regno Unito, Canada, Ucraina, insieme ad alti funzionari di Corea, Svizzera, Stati Uniti, e all'Alto rappresentante Ue, Josep Borrell, esprimono «grave preoccupazione per le minacce poste alla sicurezza e alla protezione degli impianti nucleari destinati a scopi pacifici in Ucraina e del loro personale, che aumentano significativamente il rischio di un incidente nucleare». Lo scrivono in una dichiarazione congiunta pubblicata a margine dell'Unga a New York. I rischi di incidente nucleare, aggiungono, «rimarranno pericolosamente alti finché la Russia sarà presente a Zaporizhzhia».

Ore 10.58 - La Cina continuerà a mantenere una posizione «obiettiva ed equa» sulla questione dell'Ucraina e «a promuovere la pace e i colloqui» tra le parti. Lo ha detto il ministro degli Esteri Wang Yi allomologo russo Serghei Lavrov, nell'incontro di ieri a margine dell'Assemblea dell'Onu a New York e di cui Pechino ha dato conto oggi, aggiungendo di sperare «che tutte le parti non rinuncino ai loro sforzi di dialogo e insistano nel risolvere i problemi di sicurezza con i colloqui di pace». Lavrov ha chiarito che «la sicurezza è indivisibile» e che la Russia «è ancora disposta a risolvere il problema con il dialogo e la negoziazione».

Ore 10.40 - È aumentato il traffico dei cittadini russi che arrivavano in Finalndia varcando i valichi di frontiera nell'area sudorientale: lo afferma la guardia di frontiera finlandese su Twitter, citata dal quotidiano finlandese AAmulehti. Matti Pitk„niitty, capo dell'unità di cooperazione internazionale della Guardia di frontiera, ha affermato che un totale di 4.824 cittadini russi sono arrivati ieri in Finlandia attraverso il confine. Rispetto al mercoledì della settimana precedente, il numero di arrivi è stato superiore al normale. Quando 3.133 russi hanno attraversato il confine. «La situazione è però sotto controllo»,scrive Pitk„niitty.

Ore 10.08 - Esplosione in un negozio del mercato centrale della città dell'Ucraina sud-orientale Melitopol occupata dall'esercito russo: la deflagrazione ha provocato tre vittime. Lo riferiscono le autorità filorusse citate dalla Tass

Ore 09.54 - Sono più di 1.300 le persone fermate dalla polizia russa nelle proteste contro la «mobilitazione parziale» ordinata ieri dal presidente russo Vladimir Putin per la guerra in Ucraina: lo riporta l'ong Ovd-Info precisando che al momento ha notizia di 1.307 persone fermate in 39 città della Russia. La città col maggior numero di fermi è Mosca, dove la polizia ha trascinato nelle sue camionette 527 persone. A San Pietroburgo si registrano 480 fermi.

Ore 09:33 - La portavoce del ministero degli Esteri Maria Zakharova ha definito «indecente» la «falsa citazione» da parte del presidente degli Stati Uniti Joe Biden sulle parole di Vladimir Putin sulla «minaccia nucleare». Lo riporta Ria Novosti. «Quanto al discorso del Presidente degli Stati Uniti, ritengo assolutamente indecente come è iniziato - afferma Zakharova - Il fatto è che avrebbe iniziato a »citare il presidente della Russia. Noi, come sempre, abbiamo iniziato a ricontrollare le parole di Biden. Biden lo ha detto di sicuro, ma il presidente della Russia non l'ha detto».

Ore 04:28«Altre misure restrittive verranno adottate al più presto in coordinazione con i nostri partner». È la decisione adottata dal Consiglio degli affari esteri straordinario dell'Ue comunicata dall'Alto Rappresentante degli Affari Esteri Josep Borrell. Il quale ha precisato che «continueremo ad aumentare il nostro supporto militare all'Ucraina e studieremo un nuovo pacchetto di sanzioni che prenda di mira settori dell'economia russa e una nuova lista di individui».

Ultimo aggiornamento: 23 Settembre, 09:04 © RIPRODUZIONE RISERVATA