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«Matrimonio rovinato», i genitori della sposa chiedono 5 milioni di dollari di danni a un hotel

Mercoledì 9 Febbraio 2022 di Marta Ferraro
Una famiglia americana chiede 5 milioni di dollari di danni a un hotel, accusandolo di aver rovinato il matrimonio della figlia

Il 31 gennaio i genitori di una sposa americana, di Brooklyn, New York, hanno intentato una causa contro un hotel, accusandolo di aver rovinato il matrimonio della figlia, mettendo fine ai festeggiamenti a causa di una rigida restrizione sul volume della musica, come riferisce il New York Post.

Marjorie e Russell Newman, i genitori della sposa, hanno citato in giudizio l'hotel e l'organizzatore del matrimonio, sostenendo che, senza preavviso, hanno interrotto la festa a causa di una rigida limitazione che ha posto fine al matrimonio dei sogni della figlia, che si è svolto il 18 settembre 2021, all'hotel Brooklyn Pier 1. Secondo l'accusa, la restrizione non solo ha sabotato il primo ballo della coppia, ma ha costretto gli ospiti a trasferirsi in una piccola stanza buia in un edificio adiacente per continuare la festa.

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«Non c'era un posto dove sedersi. Non c'era un solo fiore in quella stanza. La maggior parte degli adulti, a parte i nostri più cari amici e la nostra famiglia, a quel punto se n'è andata, perché nessuno aveva la più pallida idea di cosa stesse succedendo», ha detto al giornale Marjorie Newman.
La famiglia della sposa afferma di aver trascorso molti mesi a preparare il matrimonio e di aver pagato centinaia di migliaia di dollari per questo. Poi la delusione: quando sono iniziati i festeggiamenti, gli sposi e i loro ospiti riuscivano a malapena a sentire la musica, a un livello di decibel terribilmente basso». La restrizione sul volume della musica era stata approvata almeno tre settimane prima del matrimonio, ma l'hotel «non ci ha mai informato», ha detto Russell Newman.

Inoltre, secondo la madre della sposa, sua figlia non poteva nemmeno «lanciare il bouquet». 

I Newman hanno citato in giudizio l'hotel e la wedding planner, accusandoli di «violazione del contratto» e «occultamento ingannevole delle restrizioni sonore» che hanno causato «stress emotivo», e hanno chiesto un risarcimento di 5 milioni di dollari. L'hotel nel frattempo non ha risposto alle richieste.

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