Usa 1993, la lettera di Bush a Clinton: capolavoro di eleganza della politica di altri tempi

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di Luca Marfé

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NEW YORK - 20 gennaio 1993, George Herbert Walker Bush ha perso le elezioni presidenziali due mesi prima e lascia le chiavi della Casa Bianca a un giovane Bill Clinton.

E lo fa così, con poche righe che, rilette a margine della sua scomparsa e soprattutto nell’era delle grida scomposte di Donald Trump, riconciliano per un attimo Stati Uniti e storia, popolo e istituzioni, uomini e lealtà.




«Caro Bill,
proprio adesso, entrando in questo ufficio, ho provato la stessa sensazione di meraviglia e rispetto che avevo vissuto quattro anni fa. So che la sentirai anche tu. 
Ti auguro di essere felice qui. Io non ho mai sofferto quella solitudine che altri presidenti hanno descritto.
Verranno momenti difficili, resi ancor più difficili dalle critiche che percepirai come sleali. Non sono bravo a dare consigli; ma non lasciare che queste critiche ti scoraggino o che ti spingano fuori strada.
Quando leggerai questa mia nota tu sarai il nostro Presidente.
Ti auguro il meglio.
Auguro il meglio alla tua famiglia.
Il tuo successo adesso è il successo del nostro Paese.
Faccio il tifo per te.
Buona fortuna.
George»

Capolavoro di eleganza di una politica di un altro tempo.
Domenica 2 Dicembre 2018, 16:24 - Ultimo aggiornamento: 3 Dicembre, 09:34
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