Usa 2020, Trump si autoproclama guarito e torna in pista: comizio in Florida (e rischio bomba virus)

Lunedì 12 Ottobre 2020 di Luca Marfé
Usa 2020, Trump si autoproclama guarito e torna in pista: comizio in Florida (e rischio bomba virus)

3 settimane al 3 novembre: il circo Trump riapre i battenti e sposta il suo tendone in Florida per il primo comizio post virus.

La scena politica americana, però, è al tempo stesso un po’ più semplice e un po’ più complessa.

Più semplice perché la Florida è per eccellenza uno degli “swing state”, ovvero uno di quegli Stati in bilico da conquistare assolutamente per riconquistare la Casa Bianca.

Più complessa perché “post virus” è un concetto che Trump sembra aver stabilito da sé in una sorta di forzatura tutta sua.

Il presidente, infatti, prima ha affermato di essere in qualche modo «immune al coronavirus», poi si è addirittura autoproclamato «totalmente negativo», ma in assenza di qualsiasi riscontro scientifico.

The Donald, insomma, ha democraticamente deciso che è già giunto il momento di voltare pagina. E non lo ha fatto di certo a caso perché l’ansia dei sondaggi comincia a salire pure a lui, di sicuro al suo staff.

Per quanto inaffidabili o peggio ancora confezionati ad arte, lèggere alla voce 2016 per (non) credere, rispetto a Biden è indietro praticamente ovunque, spesso di doppie cifre percentuali.

Nessuna prudenza, dunque. Anzi, la necessità del contrario, dell’azzardo ad ogni costo. 

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Avanti tutta tra Florida, Pennsylvania, Iowa e North Carolina, in un calendario di eventi che, tra ostentazioni di machismo sue e dei suoi sostenitori, rischiano di trasformarsi in nuove bombe del contagio.

Con la narrazione della pandemia che deve fare posto a quella dell’economia.

A quella, cioè, dell’America che riparte, come il suo presidente, senza mascherina né freni.

Per vincere ancora o, chissà, magari per schiantarsi.

In pieno stile tycoon, però: mai dalla parte delle mezze misure, figurarsi della ragionevolezza.

(Miami, sabato 10 ottobre, aspettando Trump in Florida: tra le 20 e le 30mila persone hanno sfilato in macchina per manifestare il loro sostegno al presidente. In particolare, tanti latinos al grido «Free Cuba!» e «No al socialismo!»)

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