Usa, democratici contro Trump: sogno impeachment o incubo 2020?

Martedì 24 Settembre 2019 di Luca Marfé

Ci risiamo, la tentazione è di nuovo forte.

Manca un anno, un mese e una settimana alle prossime elezioni presidenziali statunitensi e i democratici sembrano ricompattarsi di colpo attorno al sogno di impeachment.

Donald Trump ci mette del suo offrendo loro un nuovo spunto: pare infatti che nel corso di una telefonata con il presidente ucraino Volodymyr Zelens’kyj abbia pressato il suo omologo affinché fosse aperta un’indagine a carico del figlio di Joe Biden, coinvolto nel colossale business del gas di Kiev e dintorni, così da creare più di qualche fastidio al suo rivale in chiave Casa Bianca 2020.

Il tycoon in parte ammette e in parte nega, ma secondo l’opposizione potrebbero esserci gli estremi di un Russiagate bis che qualcuno, mentre si sfrega le mani, già etichetta come Ucrainagate.

Il punto vero, però, è che così come si è risolto in un nulla di fatto il primo, così potrebbe scoppiare in una bolla di sapone pure il secondo.

La sensazione diffusa, non soltanto a destra ma anche tra quei democratici che vorrebbero parlare di proposte concrete e non di inquisizioni più o meno immaginarie, è che le sirene della scorciatoia giudiziaria possano distrarre dal cammino più lungo, più faticoso e più tortuoso della politica. Tuttavia, l’unico oggettivamente in grado di condurre a una vittoria difficile che tra distrazioni varie rischia di diventare già impossibile.

Sì, perché nel frattempo Trump sguazza nella narrativa della vittima, della caccia alle streghe, di un’opposizione incapace di proporre e addirittura di proporsi, “buona” solo ad attaccare.

E in buona sostanza ha ragione.

La sinistra a stelle e strisce ha evitato in maniera scientifica qualsiasi forma di autocritica e ha scelto la narrazione sbagliata sin dalla notte della sconfitta di Hillary («la colpa è dei russi!»), ma l’unica cosa chiara in un’America cambiata e difficile da decifrare è che la tattica dem non ha funzionato, continua a non funzionare e non funzionerà da qui alla prossima tornata elettorale.

Aveva funzionato, invece, il confronto tra i dieci pretendenti per la nomination sulle tematiche concrete che realmente interessano agli americani: sanità, immigrazione ed economia.

È da lì che bisogna ripartire, anche perché il tempo stringe e serve in fretta un unico candidato su cui scommettere tutte le speranze di una sinistra che ha un gran bisogno di rinascere.

Ché il sogno dell’impeachment, in un attimo, può rivelarsi un errore, un vero e proprio incubo da cui si rischia il risveglio traumatico di un Donald Trump già rieletto.

Ultimo aggiornamento: 16:21 © RIPRODUZIONE RISERVATA