Usa, il popolo di Trump non si arrende: ecco perché il peggio deve ancora venire

Martedì 12 Gennaio 2021 di Luca Marfé

Gli Stati Uniti sono già nel caos, ma il peggio deve ancora venire.

Donald Trump è alle corde, ma il suo popolo no. Anzi, scalpita come forse non ha fatto mai. E così, mentre sul 45esimo presidente si allungano (di nuovo) ombre di impeachment e di interdizione, la sua armata da 74 milioni di voti ad arrendersi non ci pensa nemmeno. E si prepara invece per quella che rischia di essere, letteralmente, la battaglia finale.

Gli occhi degli americani, e “a cascata” del mondo intero, sono puntati sul giuramento di Joe Biden

L’appuntamento è fissato, come da Costituzione, al 20 gennaio.

Trump ha gridato ai quattro venti che non ci sarà, il suo successore ha rimarcato a più riprese che sarà un bene. 

Saggio Biden. Così com’è saggio nel prendere le distanze dalle iniziative politico-giudiziarie che, oramai a una manciata di giorni dalla scadenza comunque naturale del tycoon, produrranno il solo effetto di infiammare ulteriormente un clima che ha bisogno di tutto, tranne che di altre fiamme.

Eppure l’atteggiamento da buon padre di famiglia non basta.

Eppure lo scontro da resa dei conti appare inevitabile.

È massima allerta in tutti e 50 gli Stati. E non lo dicono soltanto gli umori social, tra cinguettii, vere e proprie chiamate alle armi e sospensioni. Ma lo dice apertamente l’Fbi, i cui vertici prevedono un «possibile shock», di tre o quattro giorni almeno, figlio di una nuova ondata di violenze.

Washington prova a blindarsi, con 15mila uomini schierati in assetto da guerra.

L’America prova a salvare democrazia, ordine pubblico e se stessa in un colpo solo.

Il colpo però, in questa rissa con “l’altra America”, rischia di prenderlo.

Perché il peggio deve ancora venire.

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Ultimo aggiornamento: 20:03 © RIPRODUZIONE RISERVATA