Croazia, pioggia di disdette degli italiani per il virus: «Colpa dei tamponi obbligatori al rientro»

Venerdì 14 Agosto 2020
Croazia, pioggia di disdette italiani per il virus: «Colpa dei tamponi obbligatori al rientro»

Boom di disdette. Dopo che l'Italia da ieri ha imposto il tampone per chi rientra dalla Croazia, gli operatori turistici croati iniziano a denunciare cancellazioni di prenotazioni e preoccupazione per gli italiani già in vacanza sulla costa adriatica croata. «Già ieri abbiamo ricevuto molte cancellazioni», ha detto Massimo Piutti, manager di un campeggio in Istria. «Siamo intasati da telefonate di turisti italiani che si lamentano per questa decisione, ma continuano a mostrare interesse per venire in Croazia», racconta da parte sua Viviana Vukelic, direttrice dell'Ufficio dell'Ente nazionale croato per il Turismo in Italia, con sede a Milano.

Virus, il ministero della Salute: «Il periodo di incubazione può superare le 3 settimane, rischi di peggioramento»

​Croazia, lo strano caso di Pag: nell’isola è boom di contagi. E ora Ibiza prova a blindarsi

Coronavirus. Tampone rapido e test per chi torna dall’estero

Il capo della Protezione civile in Istria, Dino Kozlovec, dice di «essere dispiaciuto per la decisione dell'Italia perché complicherà molto la vita ai turisti italiani già in Croazia», oltre ad avere ripercussioni negative sul turismo croato. Secondo i dati ufficiali, ad oggi sono 46 mila gli italiani in vacanza in Croazia, la maggior parte, poco più di trenta mila, in Istria e sul Carnaro, nel nord adriatico, dove comunque in questo momento non ci sono nuovi focolai e la situazione epidemiologica è sotto controllo con in totale otto contagi nelle ultime 24 ore, incluso un turista ceco. La maggioranza dei nuovi casi positivi, che ieri erano stati 180 in tutto il Paese, riguarda la Dalmazia e la capitale Zagabria.
 

 

Ultimo aggiornamento: 15 Agosto, 11:54 © RIPRODUZIONE RISERVATA