Gas, la minaccia di Mosca: «Sta iniziando una tempesta globale». Zaporizhzhia, «missili russi partono dalla centrale»

Zaporizhzhia, «missili russi partono dalla centrale nucleare». Il video notturno del lancio multiplo
Zaporizhzhia, «missili russi partono dalla centrale nucleare». Il video notturno del lancio multiplo
Domenica 4 Settembre 2022, 12:17 - Ultimo agg. 5 Settembre, 09:52
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BRUXELLES Il Cremlino alza i toni della sua minaccia diretta all’Europa e promette ritorsioni economiche contro il Vecchio continente. Una «tempesta globale perfetta» è all’orizzonte, ha detto ieri il portavoce della presidenza russa Dmitry Peskov parlando del braccio di ferro in atto sulle forniture energetiche, mentre il vicepremier di Mosca Alexander Novak non ha escluso ulteriori aumenti del prezzo del gas in Europa, che potrebbe presto tornare a toccare «livelli record», dopo le fiammate ben oltre i 300 euro al megawattora di fine agosto.

Mosca: «Sta iniziando grande tempesta globale»

I due fedelissimi di Vladimir Putin, citati dall’agenzia di stampa di Stato russa Tass, hanno parlato alla vigilia della riapertura dei mercati, che oggi potrebbero tornare a mostrare un certo nervosismo dopo l’improvviso stop a tempo indeterminato alle forniture attraverso Nord Stream 1 comunicato venerdì sera a Borse chiuse, e le promesse ribadite in quelle stesse ore di non vendere più gli idrocarburi russi a tutti quei Paesi che imporranno un tetto ai prezzi del petrolio (su cui si sono registrati passi avanti al G7) e del gas (su cui è al lavoro invece l’Unione europea). La decisione di fermare il gasdotto che arriva in Germania, e che già pompava gas ad appena 20% della sua capacità, sarebbe dovuta a «danni tecnici» nell’ultima stazione di compressione rimasta in funzione, secondo la versione fornita da Gazprom; la perdita, tuttavia, non giustificherebbe la chiusura dell’infrastruttura per Siemens, l’azienda che costruisce le turbine impiegate nel metanodotto. 


I MERCATI

Per gli analisti di Goldman Sachs, una protratta interruzione rischierebbe di far tornare ai prezzi record per il metano visti nelle scorse settimane sulla piazza di riferimento di Amsterdam. E che un inverno difficile sia alle porte per gli europei lo pensa anche il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, secondo il quale la Russia «si sta preparando a scagliare un attacco decisivo sul fronte energetico». 


Il leader di Kiev ne ha parlato anche ieri al telefono con la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen, esortando Bruxelles ad adottare subito «un ottavo pacchetto di sanzioni, che comprenda anche il divieto di rilasciare visti ai cittadini russi». La misura è effettivamente sul tavolo dell’esecutivo Ue, dopo il pressing dei Paesi del Nord che ha vinto anche le ultime resistenze di Parigi e Berlino. E finisce al centro di un altro avvertimento di Mosca: «Una restrizione ai visti sarebbe senza precedenti e richiederebbe serie ritorsioni da parte russa. La nostra risposta può essere simmetrica e asimmetrica», ha affermato ieri Peskov in un briefing con la stampa. 


A mettere nel mirino l’Europa, sul suo canale Telegram, è stato pure un altro interprete dell’ortodossia del pensiero del Cremlino, l’ex presidente Dmitry Medvedev, oggi vice-capo del Consiglio di sicurezza della Federazione. Lo ha fatto in risposta alle dichiarazioni di giornata del cancelliere tedesco Olaf Scholz, che aveva ricordato come, alla luce dei vari stop, «la Russia non sia più un fornitore di energia affidabile». La Germania, ha ribattuto Medvedev, è «un Paese ostile, ha imposto sanzioni contro l’economia russa e i suoi cittadini e fornisce armi all’Ucraina. In altre parole, ci ha dichiarato una guerra ibrida e agisce da nemica della Russia». 
 

 

 

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