SERGIO MATTARELLA

Primo maggio, il messaggio di Mattarella: «Se il lavoro cresce, cresce la nostra società»

Sabato 1 Maggio 2021 di Stefania Piras
Primo maggio, il messaggio di Mattarella: «Se il lavoro cresce, cresce la nostra società»

Una nuova generazione di costruttori, è l'appello che fa il presidente della Repubblica Sergio Mattarella per celebrare la festa del Lavoro oggi perché «se il lavoro cresce cresce la coesione della nostra società». Un appello che tiene conto della pandemia Covid che ha messo a dura prova la salute degli italiani ma anche l'occupazione: «È un passaggio stretto e difficile», sottolinea nel discorso pronunciato al Quirinale per un Primo maggio che, ammette, è diverso dal solito. La ripartenza è fondata sul lavoro, su un «lavoro buono e dignitoso», dice il presidente che fa appello all'unità e chiede di non cavalcare lo sconforto prodotto dall'emergenza sanitaria ancora in corso. Per uscirne completamente servono pazienza e consapevolezza. Il presidente parla infatti di «paziente sapienza» per riconquistare la libertà, e di lavoro. «La Repubblica non potrebbe vivere senza il lavoro. Senza lavoro buono e dignitoso per tutti non ci sarà neppure la ripresa che vogliamo. Sarà il lavoro a portare il Paese fuori da questa emergenza, perché il lavoro è la condizione, e il motore, della ripartenza, della ricostruzione, della rinascita», sono le sue parole.

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Passaggio stretto - Questo non è un Primo maggio consueto, quest'anno è diverso, ci dice il presidente. Perciò Mattarella ha sottolineato l'importanza di rimanere tutti uniti. «Stiamo attraversando un passaggio stretto e difficile. Per questo la festa di oggi reca con sé un ancor più forte appello all'unità». «Per questo scambiarsi oggi l'augurio di buon Primo maggio vale più di una pur significativa consuetudine. Ribadisce un legame di comunità, quel patto di cittadinanza, che ci fa sentire al tempo stesso responsabili e solidali, e ci impegna a consegnare alle generazioni più giovani il testimone dei diritti conquistati e di opportunità che si rinnovano», ha aggiunto il capo dello Stato parlando dal Quirinale.

 

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Ecco tutti i passaggi più significativi del discorso che ha pronunciato il presidente.

Restrizioni - La libertà è direttamente collegata a una «paziente sapienza», dice Mattarella alludendo quindi alla consapevolezza dei rischi sanitari che ancora ci sono. Ecco cosa ha detto esattamente: «Dovremo usare paziente sapienza per riconquistare la libertà dei comportamenti in piena sicurezza. Le incognite che comportino il rischio di ulteriori prezzi da pagare con la vita delle persone non sono ammissibili. È già troppo alto il sacrificio di vite umane che la pandemia ha provocato». 

Fiducia nel futuro - «L'Italia ha bisogno anche oggi di nuove generazioni di costruttori, facciamo appello a loro», ha detto Mattarella. Costruire sulle macerie lasciate dall'emergenza pandemica: si può fare anche e soprattutto attraverso il lavoro, secondo il presidente. Il Primo maggio rappresenta «un'occasione che afferma la fiducia nel futuro, di chi vuole conquistare nuovi traguardi e non di chi assiste inerte. La repubblica non potrebbe vivere senza il lavoro e sarà il lavoro a portare fuori il Paese da questa emergenza».

Il salto in avanti - «La battaglia per il lavoro è una priorità che deve unire gli sforzi di tutti: lavoratori e imprenditori, istituzioni e forze sociali, mondo delle professioni, della ricerca, della cultura. È l'ambizione del Piano nazionale di ripresa e resilienza. La società vive di differenze, di interessi diversi, di dialettica, anche di contrasti. I momenti risolutivi, però, ci devono far riconoscere il bene comune e farlo perseguire. La pandemia ha inferto sofferenze, ferite profonde e, tuttora, ci impone sacrifici e rinunce, ma non possiamo sprecare l'occasione e disattendere il dovere di compiere, tutti insieme, un salto in avanti», ha aggiunto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel suo discorso in occasione della Festa del lavoro.

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Non cavalcare lo sconforto - «La responsabilità delle istituzioni come è palese è oggi cresciuta e si conferma decisiva per il nostro destino. La lotta contro il virus, la difesa della salute, i giganteschi investimenti programmati per dare una ripartenza richiamano ancora una volta l'idea più alta della politica che è servizio al bene della comunità. Ma per compiere un salto in avanti tutti devono partecipare, contribuire. Sono certo che da tanta sofferenza patita sia nata una coscienza che prevale sulla tentazione di assecondare o cavalcare lo sconforto», ha detto il presidente della Repubblica in occasione del 1 maggio.

La percezione dell'Europa - «Piuttosto che essere percepita come vincolo esterno che limita scelte e politiche economiche, la Ue esprimerà la sua autentica vocazione di veicolo importante di innovazione e sviluppo sociale se saprà sviluppare e rendere sistemici gli strumenti delle decisioni emergenziali assunte sulla spinta della crisi sanitaria. Siamo orgogliosi di aver contribuito a questa svolta e ne sosteniamo le Istituzioni: queste sono baluardo insostituibile di democrazia e di libertà ed è inaccettabile ogni attacco dall'esterno che pretenda di indebolirla». «Ora, per quanto ci riguarda, sta a noi, anzitutto al modo con cui daremo seguito ai programmi di investimento, rendere effettiva questa svolta europea, impedire un ritorno indietro e rendere definitivo il nuovo percorso di progresso».

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La stagione della crescita - «La sostenibilità darà ancora più forza al valore sociale dell'impresa, potrà valorizzare la conciliazione tra i tempi di lavoro, di cura, di vita familiare, recherà un contributo al sistema di welfare così che i diritti universali siano assicurati anche attraverso il protagonismo di comunità solidali. La sostenibilità è il nome nuovo di una competitività su scala globale che può restituire all'Europa anche un ruolo di primo piano sui mercati mondiali». «Si apre una finestra per dare sbocco a una stagione di crescita, per porre riparo a secolari arretratezze e a divari ancora presenti nella Repubblica. L'equità, l'evoluzione sociale si reggono sulla garanzia per tutti dell'accesso al lavoro», ha detto in un altro passaggio Mattarella. «Se il lavoro cresce cresce la coesione della nostra società», ha aggiunto il capo dello Stato.

Le imprese - Anche le imprese devono prendere parte ai percorsi di cambiamento, «anche a loro è chiesto di investire, di cambiare ciò che è divenuto obsoleto nella loro struttura, di scommettere sulle nuove tecnologie, sull'efficienza dei processi produttivi, sulla qualità dei prodotti e dei servizi, di superare consumate pigrizie puntando coraggiosamente sul valore delle persone».

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La questione femminile - «Diritto al lavoro e diritto alla sicurezza sul lavoro: ci sono ancora troppi morti a causa di norme eluse e violate», ha ricordato. Stamattina Mattarella ha deposto una corona di fiori al monumento alle vittime del lavoro all'Inail che si trova all'Eur. «Particolarmente pesante è stato l'impatto della crisi sul lavoro femminile, in questi mesi il quadro dell'occupazione femminile è diventato ancora più fragile. La crescita dell'occupazione femminile è condizione essenziale per una vera ripartenza dell'Italia», ha aggiunto Mattarella.

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Sfruttamento - «Non sono tollerabili sfruttamento e violenza nei confronti dei lavoratori immigrati, che contribuiscono al benessere della nostra comunità e non si può consentire che vivano in condizioni non compatibili con la dignità delle persone. Diritto al lavoro è diritto alla sicurezza nei luoghi di lavoro. Ancora troppe morti a causa di norme eluse e violate. Non è tollerabile». 

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Concertone - «A celebrare il Primo maggio ci sarà anche quest'anno il Concertone, che pure dovrà rispettare modalità particolarmente austere. Formulo un augurio ai sindacati che lo organizzano, agli artisti, ai giovani a cui è rivolto: vuole essere anche un segno di ripresa per la musica, lo spettacolo, la cultura, affinché siano nuovamente fruibili dal vivo e possano contribuire alla ripartenza». 

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Ultimo aggiornamento: 2 Maggio, 12:40 © RIPRODUZIONE RISERVATA