Allarme Bankitalia, il gelo del governo: «Non faremo nessuna manovra correttiva»

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di Alberto Gentili

Né Luigi Di Maio, né tantomeno Matteo Salvini vogliono sentir parlare di manovra correttiva. Di fronte alle stime di Bankitalia che parlano di un'Italia tornata in recessione, quasi dimezzano le previsioni di crescita dell'anno in corso (dall'1% allo 0,6%) e raccontano di un Paese dove la fiducia è evaporata come dimostrano il calo dei consumi delle famiglie e il crollo degli investimenti delle imprese, il leader dei governo giallo-verde alzano un muro.

Correzione dei conti? Sicuramente non si farà nulla prima delle elezioni europee di maggio, hanno detto (più o meno con le stesse parole) i due vicepremier ai loro collaboratori, corsi a chiedere lumi sulle possibili contromosse. E Di Maio, tra vedere e non vedere, ha sparato a zero contro palazzo Koch per le sue «stime apocalittiche»: «Vedrete, si riveleranno infondate». Del resto, il capo grillino non è mai stato tenero con il governatore Ignazio Visco, giudicato «un fiancheggiatore dell'establishment» e il colpevole delle crisi bancarie per «difetto di vigilanza». Una posizione che Salvini condivide almeno in parte: «Bankitalia era tra quelli che diceva non avremmo mai modificato la legge Fornero, invece...». E nella Lega si narra di «visioni diverse con Visco».
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Sabato 19 Gennaio 2019, 10:30 - Ultimo aggiornamento: 19-01-2019 18:15
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