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SILVIO BERLUSCONI

Giusy Versace lascia Forza Italia: «Incompatibilità di valori». Addio anche di Baroni: non c'è spazio per i moderati

Lunedì 25 Luglio 2022
Annalisa Baroni lascia Forza Italia: «Non c'è spazio per i moderati». Poi su Fb: anche io vittima di body shaming

Giusy Versace e Annalisa Baroni hanno lasciato oggi Forza Italia. «Era nostro dovere garantire stabilità al Paese e continuità a questo governo che ben stava lavorando, portando al termine naturale la legislatura, fra qualche mese, con altruismo e coerenza», ha detto tramite una nota la deputata ed ex atleta paralimpica. «Mai avrei immaginato di terminare questa legislatura con tale amarezza e delusione, sentimenti che oggi mi portano a lasciare il gruppo ed a dimettermi dagli incarichi che mi sono stati affidati ringraziando per la fiducia che mi è stata riposta», conclude Versace. 

È stata tra i pochi parlamentari a difendere Maria Stella Gelmini il giorno in cui il ministro degli Affari regionali fu criticata per una sua intervista contro la decisione di Fi di staccare la spina all'esecutivo di "Super Mario". Anche le ultime tensioni sul caso Brunetta, legate alla sua statura, avrebbero fatto storcere il naso alla Versace.

Campionessa paralimpica e personaggio televisivo, Versace in passato ha lavorato nel mondo della moda fino a quando un terribile incidente stradale le ha stravolto la vita nel 2005 a soli 28 anni, ma lei ritrova le forza e il coraggio di rinascere. Si rituffa nel lavoro, ma torna a vivere grazie allo sport. Così, nel 2010 inizia una carriera nell'atletica leggera con l'aiuto di due protesi in fibra di carbonio: vice 11 titoli italiani e quello di primatista europea. Poi la scelta di buttarsi in politica con Silvio Berlusconi: nel 2018 viene eletta nel collegio uninominale di Varese e, attualmente, lavora nella commissione Affari Sociali di Montecitorio con delega del gruppo alle pari opportunità e disabilità. È anche membro della commissione bicamerale d'infanzia e adolescenza. Calabrese doc, figlia di Alfredo, il cugino dei fratelli Donatella, Santo e Gianni Versace dell'omonima casa di moda, Giusy ha sempre considerato una priorità la disabilità e tutte le problematiche per i più fragili.

Addio di Annalisa Baroni

La mozione "vittima body shaming" ha contribuito, ma la caduta del governo Draghi e le elezioni sono stati i veri motori dell'addio di Annalisa Baroni. Hanno, cioè, provocato - e stanno provocando ancora a distanza di pochi giorni - il terremoto dentro Forza Italia. Dopo i big, i ministri Mariastella Gelmini e Renato Brunetta, il partito di Silvio Berlusconi continua a perdere pezzi. Come Andrea Cangini, anche la deputata Annalisa Baroni, vicina a Gelmini, se ne va e lascia il partito. Ed è una pedina fondamentale in vista delle elezioni perché Baroni è (era) anche la coordinatrice azzurra di Mantova, vicina ai sindaci di cui aveva rilanciato l'appello rivolto a Draghi perché rimanesse alla guida dell'Italia. 

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Baroni, deputata e coordinatrice Forza Italia Mantova, lascia il partito 

Ecco la dichiarazione della deputata Baroni. «La posizione politica assunta dal partito in piena crisi di governo è stata sconcertante. Mai mi sarei aspettata che Fi scippasse a Conte e ai 5s la responsabilità di far cadere l'esecutivo, condannando il Paese all'instabilità e mettendo a rischio importanti provvedimenti a favore di famiglie e ceti produttivi. Non mi riconosco più in questa Fi, che ormai da tempo insegue Salvini e il suo populismo. Ha ragione Mariastella Gelmini quando dice che in Forza Italia non c'è più spazio per i moderati. Da oggi non faccio più parte di Forza Italia e lascio ogni carica all'interno del partito». 

Baroni: anche io vittima di body shaming

Su facebook Baroni ha voluto esprimere solidarietà a Renato Brunetta che in tv ha raccontato di quanto abbia sofferto, e soffra ancora, per gli insulti e le prese in giro sulla sua statura. Ma la sua confessione pubblica ha dato il la ad altre dichiarazioni. Anche Baroni ha raccontato di essere stata vittima di body shaming (l'espressione inglese sta per un comportamento che tende a colpevolizzare le persone per il proprio aspetto fisico, se questo riguarda l'essere grassi o in sovrappeso si chiama "fat shaming"). 

«Caro Renato Brunetta, ti voglio bene . Conosco bene il genere. Quando ero una decisamente grassa e non esattamente affascinate adolescente (studiosa, brava a scuola, figlia unica di genitori severissimi e che nulla concedevano a libertà e passatempi) un compagno di liceo, tale Valerio Bergamaschi , che non ho mai più visto dalla fine della scuola, scrisse un biglietto che lascio’ appositamente sul mio banco perché lo leggessi : “baroni , terribile auditu , orribile visu”. Non l’ho mai più dimenticato.

Allora il bullo, sorretto e aiutato nell’atto di bullismo da quasi tutti i maschi bulli e da qualche femmina idiota della mia classe (con qualche intelligente e rimarchevole eccezione) aveva successo. Lo appoggiavano nella sua feroce inciviltà. Oggi lo manderebbero dal Preside per atti di bullismo e sarebbe messo all’indice. Sono ferite che si rimarginano, dolori che si superano, ma non si dimenticano . Non importa quello che raggiungi nella vita , le mete e i successi, gli amici , la stima di tanti, quel trauma resta immutato nel ricordo e nel sentire più profondo. Per me è diventato motore di un comportamento attento agli esseri umani, a valorizzare ciascuna delle persone che incontro per le qualità umane e intellettuali più che per l’apparenza o l’estetica. Ho cercato insomma di “sublimare” (e non temo di essere smentita , mentre i somari del liceo e le somare, tali sono rimasti) quella inutile cattiveria e farla diventare , nei miei comportamenti, motore di umanità e civiltà».

Ultimo aggiornamento: 26 Luglio, 19:44 © RIPRODUZIONE RISERVATA