Manovra, assegno unico per i figli e taglio stabile del cuneo fiscale

Giovedì 24 Settembre 2020 di Luca Cifoni
Manovra, assegno unico per i figli e taglio stabile del cuneo fiscale

Taglio del cuneo fiscale strutturale fino a un reddito di almeno 40 mila euro, assegno unico per i figli e passaggio alla tassazione di cassa per i lavoratori autonomi, come proposto dal direttore dell’Agenzia delle Entrate Ruffini. Sono tre i dossier fiscali aperti in vista della legge di Bilancio che il governo deve mettere a punto entro la metà di ottobre, e che quest’anno sarà particolarmente rilevante perché dovrà accompagnare e concretizzare - come richiesto anche dalla commissione europea - il Recovery Plan del nostro Paese. Come ribadito dallo stesso ministro dell’Economia Gualtieri, la riduzione del prelievo non potrà essere finanziata direttamente dai fondi europei, che essendo per definizione temporanei, se usati in questo modo creerebbero le premesse per un successivo rialzo delle aliquote. Le risorse che arrivano da Bruxelles potranno invece servire ad aiutare la modernizzazione della macchina fiscale (ad esempio con incentivi per il passaggio ai pagamenti digitali) aprendo così spazi di recupero dell’evasione.

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I costi

Dunque le risorse aggiuntive dovranno essere trovate all’interno del bilancio stesso ed il governo punta a ritagliarle almeno in parte da altre voci di gettito: attraverso il riordino di detrazioni e deduzioni (sempre promesso e mai attuato) e la revisione anche degli attuali sussidi ambientali. Quest’ultimo però è un capitolo delicatissimo che viene studiato con molta cautela perché se da una parte andrebbe incontro alle raccomandazioni europee - che suggeriscono di spostare il prelievo dalle persone alle cose e quindi di aumentare l’imposizione indiretta - di fatto rischierebbe di tradursi in misure altamente impopolari, come l’aumento del prezzo del diesel (il gasolio gode di un’accisa ridotta rispetto a quella della benzina).

Per quanto riguarda la riduzione delle imposte in senso stretto, le scelte del governo sono abbastanza vincolate. Il taglio del cuneo fiscale per i lavoratori dipendenti entrato in vigore a luglio lascia relativamente ai redditi tra 28 mila e 40 mila euro l’anno vale solo per sei mesi. Farlo venir meno avrebbe degli effetti paradossali per quei contribuenti e dunque bisogna renderlo strutturale: o confermandolo almeno momentaneamente nella sua versione già approvata o assorbendolo in una revisione più generale della curva dell’Irpef. Che però richiede forse più tempo. Si guarda al modello tedesco con aliquota “continua” ma non è esclusa una riduzione del numero degli scaglioni.
Strettamente connessa alla revisione dell’Irpef è l’introduzione dell’assegno unico per le famiglie, che sarebbe finanziato (in parte) con la cancellazione delle attuali detrazioni per carichi di famiglia. Si lavora su un importo base di 200 euro mensili a figlio, graduabili in base al parametro Isee (che misura oltre al reddito anche la ricchezza patrimoniale dei nuclei familiari). Un punto fermo è garantire a tutte le famiglie la possibilità di mantenere i benefici attuali, se più consistenti: evitare insomma che qualcuno possa perderci. Anche per questo l’applicazione della riforma (già delineata nella legge delega approvata alla Camera) richiede svariati miliardi aggiuntivi, che dovranno essere appunto individuati con la manovra: l’ipotesi di attingere in via magari indiretta e provvisoria alle risorse europee non è esclusa.
 

Le tappe

E un problema di costi si pone anche per il terzo dossier, quello che nasce dalla proposta di Ernesto Maria Ruffini: le partite Iva dovrebbero passare dall’attuale sistema basato su acconti e saldi a versamenti mensili (o trimestrali) legati ad un criterio di cassa. Sulla carta un meccanismo più semplice ed anche più realistico di quello attuale, che però va studiato attentamente proprio per garantire che si traduca anche in una riduzione del prelievo. Dunque questo passaggio potrebbe richiedere ulteriori approfondimenti, anche per permettere il necessario confronto con le categorie interessate.

Infine accanto a questi interventi il governo punta anche ad una semplificazione delle regole fiscali che si sono stratificate nel corso dei decenni e verrebbero concentrate in un numero limitati di “testi unici”.
 

Ultimo aggiornamento: 25 Settembre, 07:08 © RIPRODUZIONE RISERVATA