Caso Casalino, M5S e la sindrome dell'assedio: grand commis tutti col Carroccio

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di Marco Conti

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«Una montatura, creata ad arte per tentare di svuotare il reddito di cittadinanza». I Cinquestelle fanno quadrato e difendono Rocco Casalino dalla pioggia di attacchi che arrivano sul governo per una presunta volontà, rivelata dal portavoce, di far fuori il prossimo anno tutti i tecnici del Mef che starebbero ostacolando la riforma.

A palazzo Chigi l'allarme scatta di prima mattina, ma la precisazione dello stesso Casalino non riesce ad arginare la sollevazione che parte proprio da via XX Settembre. Il ministro dell'Economia Giovanni Tria ribadisce piena fiducia ai suoi collaboratori e lo mette per iscritto, ma tocca poi al presidente del Consiglio difenderlo a spada tratta. Così fanno poco dopo il presidente della Camera Roberto Fico e Alessandro Di Battista. Appena sceso dall'aereo tocca però a Luigi Di Maio prendere carta e penna scrivendo una lettera ai parlamentari in modo da spegnere subito il dibattito interno che da qualche tempo ha messo sulla graticola proprio il meccanismo di comunicazione del Movimento. Illuminante il post scritto ieri dalla senatrice pentastellata Elena Fattori: «Il problema dello strapotere di chi si occupa di comunicazione nel M5S non è di Rocco Casalino o chi per lui, è di chi questo grande potere glielo lascia. E su questo - scrive la Fattori - occorrerebbe interrogarsi come molti di noi stanno chiedendo da anni».
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Domenica 23 Settembre 2018, 08:30 - Ultimo aggiornamento: 23-09-2018 11:41
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1 di 1 commenti presenti
2018-09-23 13:29:11
"DE RUSTICA PROGENIE SEMPER VILLANO FUIT!!!"

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