GIUSEPPE CONTE

Autostrade, il governo rinvia: ma tramonta l'ipotesi revoca

Giovedì 28 Maggio 2020 di Alberto Gentili

Niente da fare. Il governo e la maggioranza rosso-gialla restano incagliati nello scoglio della concessione di Autostrade per l'Italia (Aspi). Il vertice di ben tre ore fra Giuseppe Conte, i ministri Paola De Micheli (Infrastrutture), Roberto Gualtieri (Economia ) e i capi delegazione di Pd, M5S, Leu e Italia viva, doveva essere risolutivo dopo mesi e mesi di rinvii e l'ultimatum del segretario dem Nicola Zingaretti. Invece ha portato a una nuova fumata nera. All'ennesimo rinvio anche se si parla di «clima costruttivo».
 
Il lungo summit è però servito a restringere il campo delle scelte. Tolta dal tavolo l'opzione di rinnovare la concessione ad Aspi, controllata da Atlantia, restano in campo la revoca tout court caldeggiata dai 5Stelle e l'ipotesi di mantenere la concessione ad Atlantia.. Ma con un taglio delle tariffe e la perdita della quota di controllo dei Benetton in Aspi, che scenderebbe al 30-40% grazie all'ingresso nel capitale di Cassa depositi e prestiti (Cdp) del fondo F2i e di vari fondi previdenziali. Una soluzione gradita «per senso di realismo» al Pd, Italia viva, Leu. E anche a Conte che, per evitare di incendiare il confronto con i grillini, si mantiene però ancora su una linea mediana e ha rinviato la decisione a un nuovo vertice nei prossimi giorni «che sarà decisivo», fanno sapere in serata da palazzo Chigi.

La riunione sul destino di Autostrade è iniziata con l'esposizione da parte del premier dello stato dell'arte sul nodo della concessione. Subito dopo il capo delegazione 5Stelle, Alfonso Bonafede, ha chiesto un approfondimento su diversi punti alla De Micheli. La ministra alle Infrastrutture e Trasporti ha illustrato il suo ormai famoso dossier, partendo dalle «forti criticità» e «dalla totale insufficienza» della gestione del precedente ad di Atlantia Giovanni Castellucci sul fronte della manutenzione della rete autostradale. Ma spiegando anche che con il nuovo ad Roberto Tomasi la situazione «è radicalmente cambiata in meglio».

Poi la De Micheli ha illustrato i rischi della revoca della concessione. Il primo è un contenzioso legale dai tempi lunghi e dall'esito incerto. Con il pericolo di dover pagare ad Atlantia un forte indennizzo. E con due grossi problemi: una volta decisa la revoca servirebbe una gara europea di 4-5 anni e nel frattempo la rete autostradale andrebbe affidata a un'altra società che, nell'incertezza del futuro, non potrebbe fare investimenti e garantire adeguata manutenzione. In più, e su questo hanno battuto anche la renziana Maria Elena Boschi e Roberto Speranza di Leu, ci sarebbe la possibilità concreta che la rete autostradale italiana finisca in mani straniere e restino senza lavori i 13mila dipendenti del settore.
 


Scartata per «mancanza di agibilità politica», come riferisce uno dei partecipanti, l'opzione di rivedere la concessione e di lasciarla nelle mani di Aspi, l'attenzione di Conte & C. si è appuntata sull'ipotesi di rinnovare la concessione alla società controllata da Atlantia. A condizione però di una riduzione del 5% dei pedaggi, di un corposo piano di investimenti e di passo indietro dei Benetton, ritenuti dai i grillini i colpevoli del crollo del ponte Morandi nell'agosto del 2018. Ma come riferisce più di un partecipante, «non si è entrati nel dettaglio, siamo rimasti alle chiacchiere».

Eppure il progetto del cambio azionario in Aspi è ben avviato. Il fondo F2i guidato da Renato Ravanelli ha già coinvolto alcuni dei suoi principali investitori, a cominciare da Cdp, e alcuni fondi pensione con lo scopo di dare vita a una newco che potrebbe acquisire una quota pari al 60-70% del capitale della società attualmente posseduta al 100% da Atlantia, che appare disposta ad andare in minoranza come conferma Edizione, la holding azionista di maggioranza relativa di Atlantia, «in presenza di un progetto industriale di crescita e sviluppo che sia però a favore di tutti gli stakeholder, azionisti inclusi, e con partner internazionali».

Inoltre, a dispetto dal muro alzato nel vertice di Bonafede, i grillini cominciano a valutare questa ipotesi in quanto avrebbero comunque incassato lo scalpo della famiglia Benetton. A riprova arrivano le parole del viceministro M5S alle Infrastrutture, Giancarlo Cancelleri: «Renzi ha detto che è una follia revocare la concessione ad Autostrade? Posizione legittima quanto la mia che invece dico di farlo. Ma siamo in un governo fatto anche da altre forze politiche. Dobbiamo fare l'uno un passo verso l'altro».

Sciolto il nodo della concessione, sarà poi il ministro Gualtieri a istruire la pratica per concedere le garanzie statali ad Aspi per il prestito da 1,2 miliardi. 

Ultimo aggiornamento: 12:31 © RIPRODUZIONE RISERVATA