Ballottaggio Roma, il nodo strade. Michetti: un miliardo per le buche. Gualtieri: piano contro gli incidenti

Sabato 16 Ottobre 2021 di Fabio Rossi e Lorenzo De Cicco
Ballottaggio Roma, il nodo strade. Michetti: un miliardo per le buche. Gualtieri: un piano contro gli incidenti

Domani e lunedì si torna alle urne per i ballottaggi tra i due candidati sindaci più votati al primo turno. A Roma si sfidano il candidato del centrodestra Enrico Michetti e quello del centrosinistra Roberto Gualtieri. Al primo turno Michetti è risultato in testa con il 30,1% dei voti, contro il 27,0% di Gualtieri. Il Messaggero analizza i programmi e le proposte dei due aspiranti sindaci, soffermandosi ogni giorno su uno dei temi centrali per il futuro della Capitale. 

Michetti: un miliardo per riparare le buche

Più di un miliardo di euro da investire, nel giro di una consiliatura, per sistemare quasi seimila chilometri di strade «quanto la distanza che intercorre tra Roma e Mosca (e ritorno)», con «un piano straordinario di 250 milioni l’anno per 5 anni per rifare strade e marciapiedi, manutenere le vie lastricate di sanpietrini, che sono un pezzo dell’identità di Roma». Enrico Michetti propone una sorta di “piano Marshall” per risolvere l’annoso problema delle buche che, ogni anno, sono la causa di centinaia di incidenti, anche mortali, nelle strade della Capitale. Ma per affrontare questo problema, come si spiega nel programma elettorale del candidato del centrodestra, ci vuole «un’amministrazione autorevole e capace di rivendicare i fondi necessari a manutenere una rete viaria e pedonale» così vasta. 

Non più interventi di semplice rattoppo delle buche più evidenti, quindi, ma lavori di manutenzione straordinaria senza soluzione di continuità, per rifare completamente il fondo di vie e piazze cittadine. Con una sola eccezione: «nessun cantiere stradale sarà inaugurato entro i sei mesi dal voto». Il motivo? «In questi mesi i cento cantieri aperti proprio in prossimità della tornata elettorale, che stanno contribuendo ad intasamenti e dando il colpo di grazia al commercio su strada - sottolinea l’avvocato-tribuno - Una tradizione pessima e irrispettosa dell’intelligenza dei cittadini». 

Sul fronte del rifacimento delle strade, Michetti porterà avanti una campagna molto cara al centrodestra romano: quella per la tutela dei sanpietrini. «Sarebbe certamente opportuno non stressare i lastricati in sanpietrino con il transito di mezzi pesanti, ma occorre sfatare il pregiudizio della loro scarsa resistenza - si legge nel programma - Se le strade trattate con questa tipologia fossero manutenute avrebbero una durata nettamente più estesa nel tempo». Il problema, secondo Michetti, non è la pavimentazione in selciato, «ma ancora una volta l’incuria nella manutenzione dell’amministrazione capitolina, riscontrabile in ponti, viadotti, barriere antirumore, new jersey, sottopassi, terrazze, scalinate. Un disastro di degrado e sporcizia non più sostenibili». 

Nel rifare le strade, il candidato del centrodestra punta a ripensare la presenza delle piste ciclabili sulle carreggiate: «Vanno sicuramente rimosse in tutti i luoghi in cui sono pericolose e intralciano il traffico - propone Michetti - Saranno realizzate nei tratti paesaggistici dove si aspetta che siano molto più godibili e sicure utilizzando la fitta rete di parchi pubblici, con piccole infrastrutture di collegamento realmente protette dalle auto, allo scopo di non creare interferenze tra bici, autovetture, autobus, camion, tram». Con una novità: «Ove possibile, dove il marciapiede avesse un’ampiezza adeguata, sarebbero decisamente più comprensibili piste ciclopedonali, come prevede il piano quadro della ciclabilità approvato dalla giunta di centrodestra». 

Gualtieri: piano straordinario e fondi raddoppiati

«Basta romanella». L’impegno non suonerà molto solenne, ma conta la sostanza: Roberto Gualtieri promette di archiviare la manutenzione formato rattoppo, le spennellate di catrame che fanno scena, ma durano, se va bene, una manciata di mesi. «Non è molto intelligente tappare così le strade – dice il candidato sindaco del Pd - perché dopo pochi mesi il problema si ripropone». Insieme ai trasporti sbalestrati da mille inefficienze e all’emergenza ciclica dei rifiuti, ecco la terza, rognosa piaga Capitale: le buche. Per l’ex ministro dell’Economia il Campidoglio oggi «spende poco e male sulla manutenzione, meno di 50 milioni su quella ordinaria, che poi è fatta anche male, come si vede nei cantieri elettorali di queste settimane, perché si fa solo il “tappetino” anziché tutto il manto». Che fare quindi? «Bisogna portare da 69 a 129 milioni la manutenzione straordinaria», insomma gli investimenti, «perché senza interventi straordinari avremo sempre questo meccanismo delle buche tappate che si rigenerano». 

C’è un tema di governance anche per i rattoppi. Il Comune oggi gestisce solo 800 chilometri di strade, quelle principali. La viabilità secondaria invece è affidata ai 15 municipi. E non pesa poco, sulla rete cittadina: sono altri 5.200 chilometri, oltre l’85% del totale. In campagna elettorale Calenda proponeva di centralizzare tutte le riparazioni, affidando gli appalti a una stazione unica in Campidoglio. Gualtieri non è d’accordo: «Non si può spostare la competenza della viabilità secondaria a Roma Capitale, bisogna potenziare i municipi».

È questione di sicurezza, oltre che di viabilità e di sospensioni sfasciate. Nell’ultimo rapporto Aci-Istat è stato calcolato che nel 2020, in piena pandemia, sono morte a Roma 104 persone in incidenti stradali, tra cui 40 pedoni. «Numeri che parlano da soli, purtroppo – ragiona Gualtieri - raccontano di una Capitale abbandonata a sé stessa, senza manutenzione continua e coerente del manto stradale, senza l’ombra di azioni di sensibilizzazione e di contrasto alla guida spericolata. Serve un cambio di passo immediato». Nei primi giorni di mandato, lo sfidante del centrosinistra ha in mente allora un «piano straordinario per la messa in sicurezza della rete stradale, che elimini tutti i “punti neri” ad alta incidentalità entro 3 anni, a partire da quelli che hanno interessato pedoni e ciclisti». Un piano che preveda la riqualificazione dei percorsi pedonali in tutti i municipi e un programma di formazione alla sicurezza stradale nelle scuole. E ci sarà un ufficio speciale per coordinare le ditte dei sottoservizi.

Come per altri settori, anche per sciogliere il nodo viabilità tocca mettere mano alla burocrazia limacciosa del Comune. Il dipartimento dei Lavori pubblici, dice Gualtieri, ha perso negli anni «figure esperte che non sono state sostituite». Per l’ex ministro quindi da una parte va rimpolpato l’organico con nuovi tecnici, ma servirà tempo. Nell’immediato l’idea è stipulare protocolli con università e organismi professionali, per «collaborare su tutte quelle attività che si accavallano sulle scrivanie dei pochi tecnici presenti nell’amministrazione». I soldi, col Pnrr e i fondi del Giubileo, arriveranno. Ma bisogna saperli spendere. «E se c’è una cosa che mi ha fatto rizzare i capelli in testa – conclude l’ex ministro del Tesoro - è che il bilancio di Roma ha un avanzo primario, cioè soldi che ci sono ma non si riesce a spendere. Con gli interventi giusti si può partire immediatamente e fare funzionare la città». 

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