GIUSEPPE CONTE

Berlusconi e le affinità con il premier Conte: «È bravo». Pronto il soccorso di Forza Italia

Venerdì 24 Luglio 2020 di Mario Ajello
Berlusconi e le affinità con il premier Conte: «È bravo». Pronto il soccorso di Forza Italia

Ormai siamo alla «fascinazione totale» per Conte. Lo dicono tutti quelli che conoscono Berlusconi e che in queste ore ci parlano mentre lui è in Sardegna. Certo, ci sono da superare gli umori di chi la pensa alla Ghedini - che continua ad essere vicinissimo al leader azzurro ma politicamente le carte ha ricominciato a darle Gianni Letta ed è lui il vero gancio tra il Cavaliere e Giuseppi - ma ormai la fascinazione che già prima Silvio sentiva per il premier dopo la battaglia di Bruxelles s'è impennata. E sta subito avendo le sue conseguenze politiche. Che cosa ricorda l'espressione Commissione Bicamerale per le riforme? È quella che Forza Italia su spinta del Cavaliere ha appena chiesto in Senato di istituire, per decidere tutti insieme come spendere i soldi del Recovery Fund, e che storicamente rimanda al tandem 96 tra Berlusconi e D'Alema. Fu anche lì una fascinazione berlusconiana per l'avversario, e se togli Max e ci metti Giuseppi il gioco di Berlusconi resta lo stesso: entrare in una partita larga e ritagliarsi un ruolo da protagonista.

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Il fatto è che il Cavaliere ha proprio un debole per Conte, ai suoi occhi è bravo», ed è «un moderato che sa mediare», «mi ricorda certi democristiani che le cose le sistemavano». Tra le cose che interessano il patron di Mediaset ci sono le aziende - un altro filo-contiano, per pragmatismo, è Fedele Confalonieri - ma non c'è solo questo nella fascinazione. C'è la disistima crescente per Salvini, lo spirito filo-europeo e tante altre convenienze tra cui i rapporti sempre migliori con gli ex nemicissimi del Pd da cui riceve attestati da padre della patria e la partita per la scelta del Capo dello Stato a cui Silvio vuole partecipare molto direttamente. Addirittura con il sogno improbabile, ma coerente con le letture predilette dell'erasmiano Elogio della follia, di poter andare lui sul Colle.

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Da parte sua, Conte che per viso ben rasato, pochette e contegno è fisiognomicamente il tipo alla Silvio, non fa che mandare segnali d'interesse verso - e i due si parlano anche direttamente - il fondatore di Forza Italia. Per cui la villa di Porto Rotondo, e poi quella di Nizza quando Berlusconi tornerà dalla figlia in Costa Azzurra, risultano centrali in questa estate di grandi movimenti. E già da subito. Perché il soccorso azzurro, se Conte ne avesse ma anche se non potrebbe fare a meno, è già pronto a scattare in Senato dove i numeri della maggioranza sono ballerini. Mercoledì, nello scrutinio sullo scostamento di bilancio, i rosso-gialli hanno 160 voti e devono arrivare almeno a 161. Se i numeri mancanti non si dovessero trovare random nel Gruppo Misto o nelle Autonomie (ma si troveranno) l'aiuto berlusconiano al di là delle tattiche della vigilia scatterà all'istante. Ma anche se i voti la maggioranza dovesse averli da sola, c'è che Forza Italia - mentre Meloni dice: «Il nostro sì solo se si indica che cosa faranno con quei soldi»; e Salvini: «Sì, solo se ci saranno anno bianco fiscale e interventi sulla scuola» - è in pole position per fare il «gesto patriottico» di votare in favore di Conte. E anche sul Recovery Fund: Forza Italia dà l'ok, Lega e FdI si astengono.
 


Ecco, la «fascinazione totale» di Silvio ha rimesso in movimento tutto. Occhio per esempio, tra i banchi di Forza Italia, ai senatori della componente Udc - De Poli, Binetti, Saccone, Fantetti- che stanno lavorando per mettere insieme almeno 10 senatori di area cattolica, convinti che la maggioranza di governo abbia bisogno di un innesto moderato. Della partita farebbe parte anche Sandra Mastella, che si è sospesa da Forza Italia e in Campania appoggia il dem De Luca, insieme al marito Clemente. Il deputato Osvaldo Napoli, che di cose berlusconiane sa tutto, la vede così: «E' dopo le Regionali che il soccorso azzurro partirà veramente. Sulla base di quei risultati, certamente in casa nostra una riflessione si farà. Conte sta avendo troppo successo perché perché Di Maio lo subisca, e visto che Forza Italia in Senato è determinante...». A ottobre la scomposizione di tutto e una nuova maggioranza in cui finalmente Berlusconi e Conte - i due che si piacciono, e un tempo era Dalemoni e ora potrebbe essere Contemoni - conviveranno potranno alla luce del sole?
 

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