Biotestamento, arriva la svolta: il testo è in aula, riforma a un passo dal sì

La madre di Fabiano Antoniani, Carmen Carollo durante l'udienza a Palazzo di Giustizia,
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di Paolo Mainiero

La legge sul biotestamento è arrivata ieri sera nell'aula del Senato dopo l'accelerazione impressa in mattinata dalla conferenza dei capigruppo. La convergenza del M5s sul testo sostenuto da Pd e Mdp ha quindi consentito la formazione di una maggioranza trasversale. «La legge sul fine vita è una priorità», ha detto il capogruppo del Pd Luigi Zanda, mentre è destinato a finire su un binario morto lo ius soli, calendarizzato ma solo all'ultimo punto dell'ordine del giorno.

Il governo segue le mosse del Senato e, secondo fonti ministeriali, a questo punto è solo «un problema di tempi, non di numeri». Il nodo è quello dei voti segreti e degli emendamenti (la Lega ne ha annunciati 1.800), perchè la legge, approvata in prima lettura lo scorso aprile, dovrà passare così com'è. «Modificare il testo e rimandarlo alla Camera significa seppellirlo», ha ammesso il ministro della Giustizia Orlando. Favorevoli Pd, Mdp e M5S. «I nostri voti ci sono stati alla Camera e ci saranno al Senato», hanno confermato i grillini. Si tirano fuori i centristi di Ap. «Faremo una valutazione di merito ma noi siamo contrari all'eutanasia», ha avvertito il ministro degli Esteri Angelino Alfano. «Se non verranno accolte le nostre richieste sul ruolo del medico e su alimentazione e idratazione, che non sono trattamenti medici, Ap voterà no», ha ribadito Maurizio Lupi. Tuttavia, non è escluso che anche tra i centristi ci possano essere favorevoli alla legge tant'è che il capogruppo dei senatori Laura Bianconi ieri adombrava la possibilità della libertà di coscienza. Libertà di coscienza che potrebbe lasciare ai propri senatori anche Forza Italia. Contraria la Lega. «Pessima fine di legislatura, sarebbe meglio sostenere le famiglie», ha detto Salvini. Contraria anche Fdi. «Il biotestamento è il cavallo di Troia per introdurre l'eutanasia in Italia», ha protestato Giorgia Meloni. Il senatore di Idea Gaetano Quagliariello ha annunciato una opposizione «durissima» e l'intenzione di utilizzare «tutto il tempo necessario».

Entro le 14 di oggi scade il termine per presentare gli emendamenti. Ma alla prova dei fatti il cammino della legge si è dimostrato subito accidentato; è slittato infatti a oggi il voto sulle pregiudiziali di costituzionalità presentate dalle opposizioni. A determinare il rinvio sono stati gli interventi fiume di esponenti del centrodestra che hanno reso impossibile la votazione prima delle 19.30 come era stato previsto in un primo momento. I tempi di approvazione della legge sono dunque incerti. Il Pd e i M5S contano di votare il provvedimento nel giro di una settimana; ma i giorni disponibili per la discussione sono in realtà pochissimi, uno solo prima del prossimo weekend. Va tenuto inoltre conto che prima di Natale sono previste l'audizione di Gentiloni sui rapporti con la Ue e la sessione di bilancio.

Il biotestamento potrebbe essere l'ultima legge importante a passare in questo scorcio di legislatura. La necessità di una legge che regoli il fine vita è stata sottolineata negli ultimi dieci anni da storie drammatiche, pubbliche e private: da Eluana Englaro a Piergiorgio Welby, fino a Dj Fabo. Da qui la decisione del Pd di accelerare, una volta incassato il sostegno dei cinque stelle. Matteo Renzi, impegnato nelle ultime tappe del suo giro «Destinazione Italia», già nei giorni scorsi aveva dato una indicazione chiara: «Avanti sui diritti». Questo significa che il Pd spenderà tutte le sue energie non solo per il biotestamento, ma anche sullo ius soli, per quanto sulla legge per la cittadinanza agli immigrati non vi siano i numeri. E questo «al di là delle alleanze», come da tempo sottolinea lo stesso segretario.
 
Mercoledì 6 Dicembre 2017, 10:13 - Ultimo aggiornamento: 06-12-2017 17:06
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