Boccia: «Costruiamo l'Italia del 2040, basta bulimia dei like»

Boccia (Confindustria): Italia senza slancio, serve patto governo-opposizioni. Migranti, chiudere frontiere non è soluzione
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L'appello degli industriali alla politica, al Paese, ad un «atto di generosità» di tutti, ad un patto anche tra Governo e opposizione, è a fare scelte «adesso», anche impopolari, per «studiare, progettare, costruire» il Paese che avremo tra venti anni. La relazione all'assemblea annuale del presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, di fronte a componenti del Governo, Istituzioni, ed un platea di imprenditori da 2.500 posti, segna la distanza tra la «visione di lungo periodo», che per le imprese serve oggi al Paese, e lo sguardo corto della politica e in generale del dibattito nel Paese. 

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Per il leader degli industriali Dl Crescita e Sblocca Cantieri sono mosse del Governo «sulla strada giusta», «primi segnali positivi che sembrano superare una visione pregiudiziale verso l'attività di impresa», «è molto positivo - dice - che si sia passati da una stagione di conflitto al fatto che ci si confronti». Ma se è una svolta va verificato alla prova dei fatti, ed intanto è dura, fortemente critica, l'analisi che Boccia fa della realtà vista da chi fa impresa. «La politica deve raccogliere la sfida per il nostro futuro. Oggi, ora, subito», avverte, «ma la bulimia di consenso immediato affida ai social la ricerca di una popolarità che si misura in termini di like. Il presentismo imperante è una malattia molto grave, impedisce di vedere oltre il finire del giorno. La superficialità si fa regola».
 

Il contrasto è netto, le distanze enormi. Provano a colmarle prima Luigi Di Maio poi Giuseppe Conte che promettono apertura al confronto. «La nostra sfida più grande risiede nella contaminazione delle idee, nel dialogo costante e a volte nel compromesso, perché la realtà ci insegna ogni giorno in modo chiaro e semplice che senza confronto e dialogo questo Paese non lo possiamo governare», dice il vicepremier 5Stelle che non scende su terreni minati del confronto (come la Tav) ma prova a toccare tasti sensibili per le imprese: «Rigore e crescita devono continuare a essere compatibili ribaltando la scala gerarchica». Ed il premier aggiunge: «Siamo fermamente convinti che l'Italia possa farcela, tutti noi possiamo farcela, continuando sulla strada di un franco, virtuoso dialogo, di una discussione condivisa, creando sinergia di sistema».

Parlano dal palco ed in platea non scoccano scintille: non scaldano il clima tra gli imprenditori. È invece intensa, con un lungo applauso, in piedi, l'accoglienza al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che ha ascoltato dalla prima fila della platea la relazione del presidente degli industriali. Boccia, per la sua ultima assemblea da presidente (oggi che si apre l'ultimo anno di lavoro del suo mandato, e prima che il clima elettorale porti Confindustria a concentrarsi sulle sue dinamiche interne) ha preferito una analisi politica di più ampio respiro, senza sconti: «Il Paese non riparte con lo slancio dovuto», «per rimetterci a correre sarà utile liberarci dal peso di parole che inducono alla sfiducia, che evocano negatività, che peggiorano il clima». La stoccata è netta: «Le parole di chi Governa non sono mai neutre: influenzano le decisioni di investitori, imprenditori, famiglie. Le parole che producono sfiducia sono contro l'interesse nazionale».

E smetterla «di dividersi su promesse che non si possono mantenere», bisogna «concentrarsi tutti sulle cose da fare, che sono tante e impegnative». Non a caso accenna alle scelte «non indolori» che dovranno essere fatte per una manovra che parte da 32 miliardi e rischia di essere recessiva. «Possiamo evitare un autunno freddissimo per la nostra economia se costruiamo un programma serrato che faccia mutare la percezione sull'immobilità dell'Italia». A pochi giorni da «elezioni importanti», poi, la linea di Confindustria è ferma: «La via è una sola: un'Europa più coesa e più forte che possa competere alla pari con giganti come Cina e Usa»; E «se qualcuno dice il contrario deve dimostrare che esiste un modo credibile di difendere l'interesse nazionale italiano in un contesto diverso». Di attualità, nel quadro più ampio di una relazione di 23 pagine (più snella del consueto), anche un riferimento al tema dei migranti: «Davvero pensiamo che la soluzione sia chiudere le frontiere? Noi no».
Mercoledì 22 Maggio 2019, 11:16 - Ultimo aggiornamento: 22-05-2019 21:39
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4 di 4 commenti presenti
2019-05-23 10:30:39
I governi in Italia prendano atto che le industrie non rappresentano piu' la maggioranza delle Attivita' Produttive del paese e spostino le politiche economiche a sostegno di Turismo, Commercio ed Artigianato. Gli Industriali le loro scelte le hanno fatte da tempo, incamerando contributi pubblici ed investendo all' estero per delocalizzare in paesi con costi del lavoro piu' bassi e prelievo fiscale minimo.
2019-05-22 18:02:51
Bisogna che un governo faccia il suo lavoro,magari discutendole cose da fare,non un linciaggio continuo,cosa hanno fatto gli altri governi,nulla ma nessuno reclamava chi sa per quale motivo,il pd perse le elezioni perchè il popolo era stufo di vedere cose sbagliate,ma purtroppo le colpe sono dell'ultimo governo,hanno chiuso un mare di aziende nessuno ha mai detto nulla,dovete farne una ragione e mettervi da parte,il popolo sa scegliere ancora,i ciarlatani non li vogliamo.
2019-05-22 17:50:09
Vedremo dopo le votazioni del 26 se cric e croc la smetteranno di caz@@@@iare perchè a loro dell'Italia e degli italiani non gliene può fregar di meno. I segnali di fumo arrivati hanno fatto finta di non vederli e hanno continuato a cercare di racimolare voti a scapito degli altri ma con questo andazzo forse li perderanno e solo allora forse inizieranno a governare nell'interesse dell'Italia e degli italiani.
2019-05-22 12:18:03
... si pensiamo che l'unica soluzione per arginare l'assalto dei nullafacenti africani sia quella di chiudere le frontiere e presidiarle armati! mentre voi pensate che nel giro di 30 anni bisogna portare in europa 2,4 miliardi di africani? a cosa vi servirebbero ad abbassare le paghe orarie di chi lavora a 5 centesimi all'ora?

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