Bologna, elezioni, il nipote di Prodi: «In lista con Lepore chi investì e uccise mio cugino». E Grandi si ritira

Mercoledì 22 Settembre 2021
Bologna, elezioni, il nipote di Prodi: «In lista con Lepore chi investì e uccise mio cugino». E Grandi si ritira

Roberto Grandi rinuncia a correre alle prossime elezioni amministrative di Bologna. Grandi è ormai l'ex candidato capolista della lista Matteo Lepore Sindaco. È stato docente universitario, assessore alla cultura dal 1996 al 1999 (in una giunta di centrosinistra formata dal sindaco Walter Vitali), è stato pro Rettore alle Relazioni Internazionali all' Università di Bologna e anche presidente di Bologna Musei. C'è però un fatto nella sua vita che qualcuno ritiene che sia inaccettabile anche nel suo curriculum di candidato politico alle elezioni. Grandi è stato indagato per omicidio stradale: affronterà a breve il processo. I parenti della vittima, in particolare un giovane cugino, hanno protestato per la sua candidatura giudicandola inopportuna. «Quando ho visto la candidatura ho sofferto. Non voglio essere rappresentato da persone così», ha detto il cugino del ragazzo travolto da Grandi. E Grandi ha deciso di fare un passo indietro. 

La vicenda

Roberto Grandi, il 27 febbraio del 2020 travolse e uccise, mentre pedalava sui Colli, Matteo Prodi, cugino diciottenne di Lorenzo. Grandi è imputato per omicidio stradale, con udienza preliminare fissata al 14 ottobre, pm Marco Imperato. Il nonno della vittima è Vittorio Prodi, fratello di Romano. 

«Ritengo inopportuna e fuori luogo la candidatura di Roberto Grandi con un processo alle porte. E ritengo infelice partecipare a un memorial per la morte di un ragazzo diciottenne e candidare chi è accusato di omicidio stradale nei suoi confronti». Con queste parole Lorenzo Prodi, pronipote dell'ex premier Romano, contesta la scelta da parte del candidato del centrosinistra per il Comune di Bologna, Matteo Lepore, di candidare Roberto Grandi come capolista della sua lista civica. Parole che Lorenzo Prodi ha affidato a Radio1909, riportate oggi dall'edizione locale del Resto del Carlino. 

«La mia famiglia ha scelto la strada del silenzio, che capisco e comprendo - spiega Lorenzo Prodi - ma io sento la necessità dentro anche di rendere pubblico il tutto. È un momento per me di grande confusione e dolore, ma solo di una cosa sono certo: non voglio essere rappresentato da persone così». «Quando ho visto la candidatura ho sofferto - ha aggiunto - ma anche pensato che sarebbe uscito fuori raccontando quell'episodio e proponendo magari qualcosa di concreto dal punto di vista della sicurezza stradale, che potesse proporsi come riscatto personale. Invece no, non una parola».

La rinuncia

«Prendo atto di queste affermazioni. Per mantenere il clima civile e responsabile della campagna elettorale e per non distrarre il dibattito dai temi sul futuro di Bologna, nel rispetto del dolore della famiglia di Matteo Prodi e ipotizzando che anche per loro la mia eventuale presenza in Consiglio comunale sia inopportuna, mi faccio da parte», ha annunciato Roberto Grandi dopo le parole del cugino del 18enne morto in un incidente stradale, nipote dell'ex premier, investito mentre era in bici da un'auto guidata dallo stesso Grandi.

«Le parole di Lorenzo Prodi - dice Grandi - mi inducono a venire meno a un imperativo morale che mi sono dato dal giorno del tragico incidente. Custodire la ferita aperta nello spazio intimo e privato della mia vita e non fare alcuna dichiarazione che avrebbe ferito la famiglia di Matteo. Lo sanno le tante persone che da quei giorni terribili mi sono vicine. Mi sono poi forzato di mantenere nello spazio pubblico quell'impegno verso le istituzioni e la società che ha connotato tutta la mia vita. Ho continuato nel mio ruolo di presidente della Istituzione Bologna Musei fino a quando mi sono dimesso per mettere a disposizione la mia competenza, l'impegno e la passione per il bene comune in Consiglio Comunale». «Oggi - prosegue - a oltre un mese dall'annuncio della mia candidatura, e a una decina di giorni dalla data delle elezioni, questa scelta è ritenuta inopportuna da Lorenzo Prodi, che giudica addirittura provocatoria una mia frase tesa a sottolineare la centralità del valore della libertà di movimento dell'infanzia. Cosa ovviamente lontana da ogni mio intendimento. Prendo atto di queste affermazioni». Sulla dinamica di quanto avvenuto, conclude Grandi «non intervengo perché giudicherà chi di competenza». 

 

Ultimo aggiornamento: 14:15 © RIPRODUZIONE RISERVATA