GIUSEPPE CONTE

Burocrazia lumaca, sanzioni ai dirigenti che frenano le opere

Sabato 27 Giugno 2020 di Andrea Bassi
Burocrazia lumaca, sanzioni ai dirigenti che frenano le opere

Un testo di una cinquantina di articoli. Ancora oggetto di un serrato confronto all’interno della maggioranza e tra i molti ministeri coinvolti e sul quale, ha spiegato il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, saranno coinvolti i gruppi parlamentari. L’intenzione insomma, è di chiudere il testo. Le ragioni ci sono. Si tratta di un tassello cruciale anche nella trattativa con l’Unione europea sul Recovery fund. I partner vogliono avere la certezza che una volta stanziati i miliardi di euro a fondo perduto, i progetti di investimento che questi sono destinati a finanziare non si blocchino nelle lentezze della macchina burocratica italiana

Uno dei temi centrali del provvedimento sarà l’accelerazione delle autorizzazioni. L’idea centrale è “liberare” il potere di firma dei dirigenti pubblici. Oggi gli atti spesso vengono ritardati perché chi deve autorizzarli ha il timore di finire nella doppia tagliola di un procedimento penale per abuso di ufficio e in un procedimento contabile per danno erariale. L’idea del governo sarebbe quella di procedere con carota e bastone. La carota sarebbe “l’ammorbidimento” del reato di abuso di ufficio e l’introduzione di una serie di paletti per delimitare i casi di danno erariale. Nel primo caso l’intervento della magistratura sarebbe limitato alle violazioni di norme di legge o regolamenti «gravi e manifeste». Nel secondo caso i dirigenti che hanno osservato scrupolosamente le procedure, che potrebbero anche essere avallate da qualche autorità, sarebbero esenti dal danno erariale. Ma dall’altro lato ci sarebbe anche il bastone. Tutti i tempi di autorizzazione delle singole amministrazioni verrebbero pubblicati on line.

Per i dirigenti che non concedono nei tempi prescritti le autorizzazioni o che ritardano i progetti, scatterebbero delle sanzioni. Anche il criterio del «silenzio-assenso» verrebbe rafforzato con l’introduzione di una precisa attestazione del decorso del silenzio-assenso da parte del Comune o, in mancanza, del progettista incaricato. Qualora una amministrazione adotta un provvedimento fuori tempo massimo, l’atto non sarà efficace.
 


Molti, come si diceva, restano i nodi da sciogliere. I Cinquestelle spignono per il «modello Genova», con la discesa in campo di un commissario straordinario. Un’idea che non trova però pieno consenso nella maggioranza. Mentre per le opere diffuse sul territorio si pensa di procedere con snellimenti mirati sui processi di autorizzazione o con l’eliminazione di vincoli solo formali. C’è anche l’ipotesi di eliminare le gare per la realizzazione di opere pubbliche fino a 5 milioni di euro. Un braccio di ferro è in corso anche con il ministero dell’Ambiente sull’idea di una Commissione di Via dedicata alle opere infrastrutturali legate ai progetti green. In via di definizione ci sarebbero anche le regole per accelerare sulla banda ultralarga, che dovrebbero comunque entrare nella versione finale del testo. Su questo fronte l’intenzione sarebbe quella di permettere l’uso di «micro trincee» per far passare i cavi (metodo più semplice ed economico degli scavi veri e propri), e di semplificare le autorizzazioni per far salire le linee sui verticali dei palazzi.

Proprio sulla banda larga nei giorni scorsi era arrivata la posizione di Beppe Grillo a favore dello sviluppo di una rete unica, idea che almeno nei suoi aspetti generali era stata definita buona da Conte. Grillo aveva anche auspicato un più marcato ingresso nella partita di Cdp. Nelle intenzioni del Governo questo progetto di semplificazioni dovrebbe rappresentare una grande opera di «sburocratizzazione» che oltre alla riduzione dei tempi per le autorizzazioni e l’affermazione del principio «once only», cioè la richiesta una sola volta dei dati da parte della Pa. 

Ultimo aggiornamento: 12:38 © RIPRODUZIONE RISERVATA