Capannelle, la Procura indaga l'ex sindaco Alemanno e la sua Giunta

Capannelle, la Procura indaga l'ex sindaco Alemanno e la sua Giunta
di Davide Manlio Ruffolo
Mercoledì 8 Marzo 2017, 09:07 - Ultimo agg. 10:18
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Prosegue l’inchiesta della Procura di Roma sulle presunte irregolarità nella gestione del rinomato Ippodromo delle Capannelle. Il gip Massimo Battistini, infatti, come richiesto dal pubblico ministero Erminio Amelio, ha concesso una proroga alle indagini di 6 mesi.

Una delicata vicenda in cui risultano iscritte al registro degli indagati ben 20 persone, tra queste l’ex sindaco Gianni Alemanno, numerosi componenti della sua giunta e, infine, alcuni dirigenti dell’impianto ippico. Un lungo elenco di nomi in cui figurano anche l’allora vicesindaco Sveva Belviso oltre agli ex assessori Alfredo Antoniozzi, Davide Bordoni, Fabrizio Ghera e Rossella Sensi. Il fascicolo d’indagine, aperto per abuso d’ufficio nel mese di maggio, traeva origine da due distinti esposti, rispettivamente a firma della Federazione nazionale trotto e dall’Unione proprietari trotto, depositati in Procura.

Così sotto la lente degli inquirenti finivano le delibere che, all’epoca dei fatti, avevano permesso alla Hippogroup spa di proporre il concordato preventivo e vedersi affidare l’Ippodromo per una cifra di quasi 66mila euro l’anno. Un importo che, come segnalato negli esposti, considerata l’area di 170 ettari su cui insisteva l’impianto, risultava ben al di sotto dei valori di mercato. Non solo, accedendo al concordato preventivo, si sarebbe evitato il fallimento della società cosa che avrebbe permesso al Comune di Roma di recuperare parte dei crediti pregressi, maturati per il mancato pagamento dell’affitto negli anni precedenti. Per questo i magistrati acquisivano la delibera di giunta numero 199, varata nel mese di maggio del 2013, con cui veniva affidata la gestione dell’ippodromo alla Hippogroup fino al 2016, attraverso il pagamento di un canone triennale da 198mila euro (66mila ogni 12 mesi). Nel corso della indagini, inoltre, finivano nel fascicolo anche ulteriori denunce tra cui quella presentata alla magistratura contabile dal gruppo capitolino di M5s. 
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