Berlusconi riunisce il centrodestra: dubbi e sospetti tra i leader

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di Mario Ajello

La legislatura dipenderà dalla tenuta del centrodestra. Se si rompe la coalizione, può partire una slavina che si fermerà magari col passare del tempo a un governo M5S-Lega con legge elettorale maggioritaria e voto subito in un nuovo schema bipolare: io contro di te, e vediamo chi vince. Scenario possibile? Tutto sembra possibile. Ma un punto fermo, almeno uno, già c'è: «Governo con i 5 stelle? Di sicuro mai un governo con il Pd», dice Salvini in giornata. E in serata, c'è il vertice a Palazzo Grazioli con Berlusconi, Salvini e Meloni. La delicatezza dell'incontro è ben presente a tutti e tre i protagonisti. Il primo ad arrivare è Salvini, e Berlusconi lo accoglie così, sorridendo: «Qui il padrone di casa sono io, ma il padrone della casa del centrodestra ormai sei tu». Uno scherzo, ma anche la realtà. E così, nel summit - anche per evitare un accordo Lega-M5S sulle presidenze delle Camere e eventualmente su un eventuale governo - si decide di dare a Salvini il mandato di trattare e di cercare voti tra i grillini. Ma non tanto trattando con Di Maio, bensì prendendoli random tra i cinque stelle disponibili. E Berlusconi a Matteo e a Giorgia: «Guardate che poi non sono tutti tanto male. Qualcuno responsabile che potrebbe votare il nostro governo e i nostri presidenti si trova. Sono talmente tanti... E molti sfuggono al controllo di Di Maio e di Casaleggio».
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Mercoledì 14 Marzo 2018, 09:58 - Ultimo aggiornamento: 14-03-2018 13:27
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