Ue, bufera sul Commissario alla “protezione dello stile di vita europeo”. Amnesty: «Preoccupante collegare migranti e sicurezza»

Ue, bufera sul Commissario alla “protezione dello stile di vita europeo”
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È polemica sul nome che la neopresidente dell'Ue, Ursula von der Leyen, ha scelto per il ruolo del futuro commissario europeo Margaritis Schinas, incaricato delle questioni migratorie ma anche della «protezione dello stile di vita europeo». Una definizione che non è piaciuta a molti. Perché, è la tesi di chi contesta la scelta, in questi anni si è fin troppo parlato, sopratutto tra i partiti di estrema destra, dei migranti dall'Africa sub-sahariana e dal Medio Oriente come una minaccia per lo stile di vita degli europei. «Collegare la migrazione alla sicurezza nel portafoglio del commissario alla protezione dello stile di vita europeo rischia di inviare un messaggio preoccupante», ha attaccato la direttrice dell'Ufficio di Amnesty International presso le istituzioni europee Eve Geddie.

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Trovando sponda anche a Parigi, dove la portavoce del governo francese, Sibeth Ndiaye, ha espresso perplessità sul titolo del nuovo commissario. E nelle parole di Enrico Letta: «Con franchezza. La competenza della nuova Commissione Ue sulle migrazioni ridenominata 'proteggere il nostro modo di viverè, anche no. Semplicemente no. Ma proprio NO!», ha twittato l'ex premier. «Le persone che hanno migrato hanno contribuito allo stile di vita dell'Europa nel corso della sua storia. Confidiamo - ha insistito la rappresentante di Amnesty - che il commissario designato Margaritis Schinas s'impegnerà a fondo per un'Unione europea in cui percorsi sicuri e legali consentiranno ai migranti di continuare a contribuire al futuro dell'Europa. Lo stile di vita europeo che l'Unione europea deve proteggere è quello che rispetta la dignità umana e i diritti umani, la libertà, la democrazia, l'uguaglianza e lo stato di diritto».

 
Sulla stessa linea, anche se più diplomaticamente e precisando di parlare a titolo personale, la fedelissima portavoce del presidente Emmanuel Macron secondo cui c'è da «interrogarsi» sulla formulazione scelta. Schinas, ha ricordato, deve in ogni caso presentare la sua road map dinanzi agli europarlamentari e in quell'occasione potrà «spiegarsi: la presidente della Commissione europea ha fatto delle scelte sulle formulazioni. Non è quello che avrei scelto a titolo personale. Ma bisogna attendere l'audizione del commissario a inizio ottobre», ha aggiunto Ndiaye.
 
Mercoledì 11 Settembre 2019, 21:58 - Ultimo aggiornamento: 12 Settembre, 13:19
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4 di 4 commenti presenti
2019-09-12 13:20:53
vediamo che i radical chic proliferano e sono sempre pronti a perorare cause di difficile intendimento e soluzione. L'immigrazione è il tema preferito senza considerare le conseguenze veramente gravi che porta al sistema sociale dei popoli. Si paragona sempre l'emigrazione nei paesi americani e quelli odierni verso l'europa; nulla di più sbagliato! i paesi americani avevano bisogno di immigrati per sopravvivere, per svilupparsi , per creare una civiltà ed un consesso sociale inesistente. In europa le società umane sono sviluppate e consolidate secondo principi e sistemi molto chiusi : le conclamate intenzioni di aperture sono quasi sempre enunciazioni formali e senza seguiti rilevanti; a volte anche minime modifiche al sistema di vita proposte a fini di miglioramenti, vengono aspramente criticate e rifiutate. Si pensi con quanti dubbi e contestazioni siano state accolte quelle riforme che la chiesa ha proposto ed applicate negli ultimi 50anni. Qui si grida e si rifiuta anche il cambiamento di senso di marcia ad una strada! L'immigrazione è una medicina che va presa molto ,molto lentamente; bisogna dare la possibilità ed il tempo a piccoli gruppi di uniformarsi alle leggi ,agli usi e costumi dei popoli ospitanti: è fuori di testa chi pensa che gruppi di uomini possano vivere con le loro abitudini e necessità in un tessuto sociale radicalmente opposto. La grande immigrazione selvaggia diventa una forza per gli immigrati che così stimano di sovrapporsi e di dare più che ricevere: è questa la fine della convivenza civile e democratica, a nulla serve predicare accoglienza! Noi tutti , ed è inutile contestare questa affermazione, nell'accogliere un ospite a casa nostra pretendiamo al minimo che si comporti secondo le regole della famiglia e non crei danni e dissapori.
2019-09-12 10:06:55
l’ora è vecchia, e senza rumore, la meridiana, 4 millenni fa e poi nel 1200: l’ora è meccanica, lo scappamento che regolarizza gli ingranaggi frenando la spirale produce, ora come allora, il tic tac, ma poi si torna alla privatizzazione del tempo come nelle ville patrizie, dall’orologio della piazza che dava l’ora al villaggio a quello a casa, il pendolo e poi l’orologio da tasca e poi da polso con la Grande guerra: il tempo sincronizzato per sparare tutti insieme, non si poteva avere una mano occupata a tenere l’orologio, si diffonde quello da polso, piccolo, elegante, preciso: è la Svizzera, il Jura, da più di 300 anni, cantone povero, contadini l’estate: le vacche, la zappa, orologiai d’inverno, a nord, la finestra sopra, nel granaio: una luce stabile come per i Pittori, mai il sole in faccia, e la seconda rivoluzione: il quarzo, nipponica, negli anni settanta, più precisi di tutti: gli svizzeri ancora tremano, ma i macchinari per produrli sono sempre elvetici, senza tale paese il Giappone non avrebbe prodotto orologi, ma la molla, il bilanciere sostituirono il peso degli orologi antichi demoltiplicando: portare l’ora con sé, è stata la prima rivoluzione, svizzera sempre, sempre il Jura, sempre i contadini e oggi ancora fornisce la miglior mano d’opera tecnica al mondo, meglio di Giappone, Corea, Francia, Germania, Russia, Cina, oltre tre secoli di esperienza non si improvvisano, nessun paese li può comprare e non si vendono, oggi l’orologeria di lusso è la complicazione, l’astronomia nell’orologio, il cielo (e la luna) al polso, i clienti spesso massoni, il triangolo, il compasso ma senza i contadini del Jura l’orologio meccanico a complicazione non sarebbe nato, i “muratori” non sanno costruirlo, sapevano farlo i greci - il sapere occidentale è loro - con la Macchina di Anticitera per predire le eclissi, le fasi lunari, i pianeti noti, i giochi olimpici, e la Macchina era metallo morbido e ingranaggi e rimando ad altri ingranaggi, proprio come oggi per gli orologi di lusso e i laboratori, sempre con la luce stabile tutto il giorno, sempre esposti a nord, spesso a Ginevra con la precisione al millesimo di millimetro, semplicemente. La Svizzera non appartiene all’Ue, a Schengen si: come mai? Lo stile di vita vuol dire ribadire alcuni valori che hanno fatto l’occidente, non vuol dire negare o sminuire quelli orientali, scandinavi, dell’Africa o asiatici o anche australi e vichinghi per quanto possano valere, significa noi siamo questo poiché il nostro sviluppo qui ci ha portato, le prese di posizione riportate ricordano le domande ai parlamentari tipo: il Darfur? No, a noi piace mangiare con calma, non ci piace il fast food!
2019-09-12 09:59:52
Cioè non possiamo difendere il ragù contro il KEEbab?Quesi di amnesty sono solo fusi e campano alla grande con i contributi dei polli che li sostengono.Si vada a vedere il patrimonio immobiliare del patron della open arms che riempie l'italia di immigrati e si capirà qualcosa in più. D'altronde c'è il vidweo delle false mendicanti rom di Roma che si bisticciano tra di loro e fanno volare le gobbe false.Quanti polli hanno impietosito e impietosiscono tuttora.
2019-09-12 08:00:07
Il problema dei migranti risiede nel come in Europa si è affrontato il metodo per inserirli nella nostra società. La UE conta più di 510 milioni di cittadini che ancora oggi non si sentono di appartenere ad una vera unione per cui anche accogliere una % minima di extracomunitari crea problemi. Sino ad ora si è solo parlato di accoglienza ma pochissimo di come integrarli nella nostra società. All'interno della UE c'è un esempio collaudato di come integrare: si potrebbe seguire l'esempio della Slovacchia che ha il problema degli zingari o gipsi. A loro danno un assegno mensile per ogni figlio che nasce, hanno l'obbligo di mandarli a scuola e se non ce li mandano tolgono l'assegno, possono acquistare libri scolastici a prezzi scontatissimi, sono chiamati a lavori socialmente utili. Insomma hanno fatto un progetto a lunga durata e sembra che stia dando i risultati. Noi specialmente in Italia assolutamente non facciamo progetti né di lungo né di medio termine per cui l'integrazione sarà dura da attuare. E penso che negli altri stati europei siamo mediamente nella stessa situazione. Per cui parlare di “protezione dello stile di vita europeo” significa solo: non vogliamo disturbi esterni.

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