Congresso delle famiglie, Conte revoca il patrocinio di Palazzo Chigi

Congresso delle famiglie, Conte revoca il patrocinio. Ma resta quello del ministero di Fontana
Via il patrocinio di Palazzo Chigi, resta solo quello del ministero della Famiglia. Dopo giorni di polemiche è questa la soluzione sul Congresso mondiale delle Famiglie in programma a Verona, un evento che vede nel ministro Fontana uno dei suoi più accesi sostenitori ma da cui, nello stesso governo, M5S ha preso le distanze con Di Maio che lo definito senza mezzi termini un «medioevo»

Il patrocinio del governo, ha spiegato Conte su Facebook, «è stato concesso dal Ministro Lorenzo Fontana, di sua iniziativa, nell'ambito delle sue proprie prerogative, senza il mio personale coinvolgimento né quello collegiale del Governo. All'esito di un'approfondita istruttoria e dopo un'attenta valutazione dei molteplici profili coinvolti, ho comunicato al Ministro Fontana la opportunità che il riferimento alla Presidenza del Consiglio sia eliminato e gli ho rappresentato le ragioni di questa scelta». 



Al World Congress of Families «rimarrà il patrocinio con esclusivo riferimento al Ministero della Famiglia e ovviamente ciascun esponente del Governo sarà libero di partecipare all'evento, esprimendo le proprie convinzioni sui vari temi che saranno oggetto di discussione», prosegue Conte. «Al fine di eliminare i dubbi interpretativi che sono sorti e che riguardano le procedure di concessione del patrocinio della Presidenza del Consiglio, ho dato incarico al Segretario Generale di adottare una nuova circolare, più perspicua di quella attuale», spiega il capo del governo che aggiunge: «È importante chiarire che alla mia attenzione e a quella dei miei uffici non è mai giunta alcuna richiesta di patrocinio da parte degli organizzatori dell'evento e che il patrocinio è stato concesso dal Ministro per la famiglia e la disabilità, Lorenzo Fontana, di sua iniziativa, nell'ambito delle sue proprie prerogative, senza il mio personale coinvolgimento né quello collegiale del Governo».

A Verona, nel weekend tra il 29 e il 31 marzo, andrà anche Matteo Salvini. E Conte puntualizza che «ovviamente ciascun esponente del governo sarà libero» di andare, «esprimendo le proprie convinzioni». Ma il patrocinio della presidenza del Consiglio, che campeggia sul sito dell'evento, il premier si rifiuta di avallarlo.

Il ministero della Famiglia, che è senza portafoglio e in quanto tale fa capo a Palazzo Chigi, continuerà a sostenere il congresso con il suo patrocinio. «Il logo» della presidenza però dovrà sparire: «La concessione o il ritiro non sono di mia competenza», dichiara Conte.

Dal palco di Verona è destinata a emergere la frattura tra M5s e Lega sui temi legati alla famiglia. Conte ricorda che il 'contratto' di governo gialloverde non prende posizione: le due linee diverse non sembrano destinate, in questo senso, ad avere ripercussioni sull'esecutivo. Ma il premier prende le distanze da posizioni estremiste. «Tuteliamo con la massima attenzione ed energia la famiglia fondata sul matrimonio» ma questo non può «in alcun modo compromettere il riconoscimento giuridico e la piena legittimazione delle unioni civili e delle diverse forme di convivenze basate su vincoli di natura affettiva». Una presa di posizione che fa esultare il M5s, con Francesca Businarolo, ma anche il Pd, con Giuditta Pini: «Abbiamo vinto», dichiarano entrambe.
Giovedì 21 Marzo 2019, 21:41 - Ultimo aggiornamento: 22 Marzo, 07:05
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