Esplorazione bis, il Pd pronto a rientrare in gioco

di Barbara Acquaviti

Il Pd deve «aspettare le indicazioni del presidente Mattarella». La frase che pronuncia il reggente Maurizio Martina è un po' come il nero, sta bene con tutto. D'altra parte, mentre si attende di capire con quale scenario avrà a che fare il Capo dello Stato a partire da domani, quando finirà la nuova «pausa di riflessione», è meglio non scontentare nessuna delle anime dem. Né quella dialogante di Dario Franceschini, né quella ancora formalmente arroccata sull'opposizione di Matteo Renzi. E se si punta a diventare segretari eletti all'unanimità dall'Assemblea ben si capisce perché Martina opti per la strategia di Quinto Fabio Massimo, il cunctator, il temporeggiatore.

In fondo, la palla è indiscutibilmente dall'altra parte del campo, quella dei due quasi vincitori del 4 marzo: Matteo Salvini e Luigi Di Maio. Che, peraltro, continuano a lanciarsi messaggi amorosi. Arrivano anche al Nazareno le voci dell'imminente annuncio di un accordo: stare alla finestra a questo punto è scelta quasi obbligata. «Valuteremo il percorso da fare anche al nostro interno alla luce delle indicazioni e delle novità che eventualmente emergeranno», spiega Martina dal Salone del Mobile di Milano, che ha visitato nelle stesse ore di Di Maio senza però mai incontrarlo.
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Domenica 22 Aprile 2018, 11:17
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